The Shadow Line: la linea che separa due anime

Scritto da  Mercoledì, 30 Novembre 2011 

The Shadow LineLa band romana The Shadow Line, attiva ormai da dieci anni, ci parla del nuovo disco “I giorni dell'idrogeno”, uscito il 30 settembre. La band suonerà il 3 dicembre a Roma al Circolo degli Artisti.

 

 

 

 

"I giorni dell'idrogeno" è il vostro secondo album full length dopo "Fast Century". In che modo siete cresciuti rispetto al primo lavoro?

Daniele: Fast Century è un album che consideriamo molto maturo, ma che guarda verso sonorità più vicine a quello che viene comunemente definito Indie rock. Dopo Fast Century abbiamo sentito il bisogno di andare oltre, ci eravamo stancati di quei cliché, volevamo raggiungere un suono che parlasse ancora più di noi, così abbiamo messo mano a nuovi brani in cui riversare tutte le nostre influenze, ma senza darci dei limiti stilistici o degli obiettivi precisi. La sorpresa è stata quella di veder emergere un album molto coeso come “I Giorni dell’Idrogeno”, che dal punto di vista stilistico è molto coerente e uniforme (guardando verso il rock inglese, la new wave, ma anche i Manic Street Preachers, i Motorpsycho) ma che nello stesso tempo parla in maniera molto più netta e definita di noi, e lo fa tra l’altro in maniera molto originale e contemporanea. E’ un bel risultato per noi.

 

 

La differenza più evidente è ovviamente l'uso della lingua italiana. Come è cambiato il vostro processo creativo utilizzando la nostra lingua?

Alessia: Il nostro processo creativo è rimasto inalterato. Una volta che abbiamo un brano più o meno definito nella sua struttura melodica lo portiamo nella nostra saletta e discutiamo sugli arrangiamenti, ci piace molto curare gli arrangiamenti, la cura che mettiamo in questa fase è un po’ il nostro marchio di fabbrica. Fatto questo il brano avrà un abbozzo di cantato in inglese, il passaggio successivo sarà quello di scrivere un testo in italiano che ben si adatti a quella struttura melodica e sillabica. Mantenere l’inglese nel processo creativo ci aiuta a non fossilizzarci troppo sui modelli e le sequenze tipiche della tradizione italiana. Vogliamo che il nostro suono abbia una forte connotazione internazionale. Pensiamo che ne “I Giorni dell’Idrogeno” esista un ottimo equilibrio tra un’anima autoriale nei testi e un suono nettamente internazionale nelle chitarre e negli arrangiamenti, ne siamo molto soddisfatti.

Le sonorità che vi hanno da sempre caratterizzato sono fortemente British. Da dove derivano queste influenze? Avete alcuni artisti o gruppi che considerate maggiormente i vostri modelli?

Daniele: Beh sì, l’Inghilterra è sempre stata una nostra forte fonte di ispirazione dal punto di vista musicale. Le influenze sono molteplici, i nostri ascolti sono davvero numerosi, ma è inevitabile che ciò che ti sta più vicino al cuore sia anche ciò che poi emerge con più decisione quando fai musica: gli Smiths, i Manic Street Preachers, i Blur, i Radiohead, le sonorità New wave e Shoegaze, il Post rock. Adesso poi ci sono così tanti nuovi artisti da ascoltare, le avanguardie da scoprire, ma anche i movimenti revival. Noi ascoltiamo davvero tanto, è importante seguire i percorsi musicali nel momento in cui escono: non essere curiosi verso la musica degli altri alla fine fa diventare molti gruppi la cover band di loro stessi...

State tagliando il traguardo dei primi dieci anni di carriera. Come valutate la ricezione da parte del pubblico e del mondo discografico del vostro percorso artistico finora?

Alessia: Devo dire che mi sarebbe piaciuto vederlo questo mondo discografico... in realtà in dieci anni abbiamo frequentato una scena musicale fatta di piccoli progetti “artigianali”, forse anche stupidamente elitaria, ripiegata su sé stessa, autoreferenziale e per giunta feroce nei confronti di quei pochissimi che davvero sono riusciti ad intraprendere una carriera discografica che può definirsi tale. I discografici, quelli grossi, non sono interessati in alcun modo ad artisti che sanno comunicare solo ad uno sparuto manipolo di duri e puri dell’indie: da un lato questo comporta che la scena indipendente non riesce mai ad emergere e quella mainstream invece è diventata totalmente generalista e vuota di contenuti. Per quanto riguarda il pubblico, ogni volta che mi capita di conoscere persone nuove, la sera ai concerti e viene fuori il nome della band, alla fine tutti hanno sentito qualcosa degli Shadow Line. Il problema è che, in effetti, sono tutti aficionados della scena: una specie di vittoria di Pirro. Il salto di qualità sarebbe riuscire a raggiungere la famosa casalinga di Voghera? Che poi, come prova Moretti, non esiste? Beh sarebbe anche simpatico sentire qualche nostro brano sui grandi network. Noi continuiamo per la nostra strada, sperando di riuscire a far sentire il nostro lavoro a più persone possibili, appassionati della scena e non, e non ci importa di chiuderci in una nicchia o in un genere autoreferenziale, ci piace comunicare qualcosa.

Quali i prossimi appuntamenti per i fan che vi vogliano seguire live?

Daniele: Intanto il 3 Dicembre è prevista una nostra esibizione al Circolo degli Artisti di Roma a fianco dei nostri concittadini Carpacho!, quindi questa è un’ottima occasione per assistere ad una nostra esibizione live e a quella di un altro validissimo gruppo della scena romana. Siamo poi in attesa di definire le date di un tour per portare “I Giorni dell’Idrogeno” in giro per l’Italia.

Volete aggiungere qualcosa?

Alessia: Sì, aggiungiamo che potete farvi un’idea del nostro disco qui (in streaming) e che potete dare un’occhiata al video di “Regole di ingaggio”, il singolo estratto da “I Giorni dell’Idrogeno” qui. Il video è stato scritto e diretto da i ragazzi de Il Polimorfo ed è realizzato utilizzando un immaginario quasi vintage da film apocalittico. Fateci sapere che ne pensate!

 

 

 

THE SHADOW LINE sono:

Daniele Giannini - voce e chitarra

Francesco Sciarrone - chitarra e tastiere

Alessia Casonato - basso

Francesco Stefanini - batteria

 

Articolo di: Fabrizio Corgnati

Foto © Profilo Facebook The Shadow Line

Grazie a: Alessia e The Shadow Line

Sul web: Facebook - www.myspace.com/theshadowline - www.theshadowline.it

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