Stiv: sopra la punk la capra daft

Scritto da  Giovedì, 04 Dicembre 2008 

Stiv è un artista toscano che si presenta a noi con “Blu senape”, il nuovo Cd con nove tracce in parte funeste, in parte decisamente tanto riuscite da meritare, speriamo, moltissimi passaggi radiofonici. Stiv risponde alle nostre domande in maniera schietta ed ironica.

 

 

Ti senti più dj o più musicista? 

Mi sento Stiv, quindi molto simile a me stesso, essere me stesso è la cosa che mi riesce meglio. essere me stesso significa passeggiare nella pittura, fare il dj, scrivere e suonare e canzoni mie, remixare canzoni altrui, scrivere libri, fare radio. Sono cose differenti ma prettamente identiche, l'ispirazione è la grande madre che le accomuna. Non credo che il mio primo libro "Come te anche tutte le altre" (Coniglio Editore) sia distante dal seme che ha dato corpo al mio ultimo album "Blu senape", vi è la stessa rabbia, la medesima sensualità espressiva, la stessa poetica non-poetica. Del resto io sono un poeta e un po’ no, un po’ Lucio BattiSTIV e un po’ Charles BukowSTIV. 

Il tuo incontro con la musica: scegli i tre momenti più significativi che ti hanno portato fin qui. 

Mi è impossibile ingabbiare i momenti significativi in soli tre atti, è tutto un insieme di fattori, una grande bella fattoria con innumerevoli animali sonori. Da piccolo (più o meno sei anni) ascoltai i Kraftwerk e gli Art Of Noise e ne rimasi fulminato. Altri sdoganamenti mentali (sdogana menti) mi sono arrivati anche grazie a David Bowie, Aphex Twin, Daft Punk e Jovanotti. Per me loro sono dei fuoriclasse che hanno segnato il cambiamento di uno o più epoche della mia vita da musicante. Dentro di me vi è un po’ di DavSTIV Bowie, tre chili di Aphex STIV et JovanoSTIV. In casa mia vi ho una collezione di oltre diecimila vinili, quindi sono innumerevoli gli ingredienti che hanno formato la torta delle mie influenze musicali.

Hai mai fatto studi musicali in particolare? 

Ero molto giovane quando studiai chitarra classica. Successivamente cominciai a "giocare" con altri strumenti fino ad andare a lezioni di basso elettrico. Da autodidatta studiai un po’ di pianoforte e batteria. Guidare l'auto-didatta mi ha permesso di conoscere spontaneamente molte strade musicali senza mai sbandare fuori dal pentagramma delle mie ispirazioni (altrimenti sarebbe stato un pentadramma).

Come ha fatto un ragazzo come te, a poco più di vent'anni, a riuscire a far girare la sua musica su un network così prestigioso come Radio Deejay? 

Fortuna? Caso? Bravura? Non so e poco m'importa. La mia musica ha sempre avuto la fortuna di piacere ai miei idoli, quindi diventare loro amico  ed inevitabilmente collaborare con loro in modo del tutto spontaneo e non calcolato. Mi sento di citare Faso, Bergonzoni, Jovanotti (che mi ha amichevolmente prestato un campionamento della sua voce per il primo singolo del mio ultimo album "blu senape"), Irene Grandi, Stefano Bollani, Remo Remotti eccetera eccetera. Sulla schiena potrei applicarmi un grande cartello con un P stampata, proprio come le auto guidate dai Principianti, ma la mia P significa Passione, passione per la musica che mi ha spinto con grinta in ogni dove ed in ogni come.

Dal "Barone Rappante" del 1998 a "Blu Senape" di quest'anno, dieci anni di produzioni discografiche: se puoi indicarci le differenze più marcate, croci e delizie varie, fai un po' tu... 

Il "Barone Rappante" era un disco pulito, patinato, profumato,  morbido, a tratti mieloso, in quell'epoca navigavo su sonorità soul e R&B. Mentre "Blu Senape" è tendenzialmente un disco ruvido, grezzo, bastardo, registrato in analogico con pochissime sovraincisioni. I pregi del "Barone Rappante"? Che è un disco senza imprecisioni. I pregi di "Blu Senape"? Che è un disco con imprecisioni. Mi risulta importante valorizzare i migliori pregi ed i peggiori difetti, sempre.  Da dove viene la tua musica? Prendi e rielabori spunti già esistenti, come un bravo dj, appunto, o assomiglia più che altro a una luce che si accende improvvisamente? 

Mi piace il concetto di crear canzoni in modo rapido senza starci a pensare troppo, gettar fuori delle istantanee proprio come fanno alcuni jazzisti, mi aggrada usare il metodo A.C.D.C. (Alla Cazzo Di Cane), mi stimola scriver sonetti utilizzando la filosofia del come-viene-viene-e-quel-che-viene-viene-bene. Il tuo concetto di luce che si accende improvvisamente è meraviglioso.

Parlaci del tuo ultimo lavoro "Blu Senape": perché questo titolo e perché, in generale, usare sempre questi titoli, anche nelle canzoni, così surreali? (Oltre a "Il Barone Rappante", anche "Il Dolce Stiv Novo" e "Parola di Vongola Vol.1" - ndr) 

Sono immagini che immagino. Anche le parole sono musica, le parole sono tutte parti di un puzzle che possono essere utilizzate per dar vita a quadri fantastici. La surrealtà non m'interessa, m'interessa l'immagine, la fotografia della frase, il paesaggio della narrazione, suonare gli organi sessuali dei titoli dei miei album. 

Potresti definire il tuo "pubblico tipo"?

Non vi ho un "pubblico tipo". In genere vi ho molte donne che mi seguono. Mi vien da dire che più che un "pubblico tipo" è un "pubblico tipe" (perché la percentuale femminea è ben alta). Forse perché quando scrivo le mie canzoni immagino che le ascoltino le ragazze, canto a loro, la mia sensibilità è diretta a loro, l'argento delle mie note è diretta a l'oro. Il più bel complimento che mi sia stato fatto dopo ad un mio concerto è stato da parte di un ragazzo che mi ha detto "Stiv, tu sei bravo perché non te ne frega un cazzo". Grazie ragazzo-non-so-come-ti-chiami, il mio menefreghismo fa si che io sia completamente libero da ogni vincolo, ciò vuol dire esprimersi dentro ad ogni angolo e perimetro. Inoltre il "menefreghismo" è la materia principale del punk. Si può essere punk anche facendo musica dolce e romantica. E poi l'ho sempre pensato: sopra la punk la capra daft.

Gli artisti per te più influenti.

David Bowie, forse il mio più grande idolo. Daft Punk, Aphex Twin, Jovanotti. Mentre Elio E Le Storie Tese ed i Verdena sono per me i migliori gruppi che abbiamo in Italia. Tiziano Ferro è bravo ma non mi strappo i capelli (anche perché altrimenti si sciuperebbero). Adoro i Motorpsycho ed i Cassius (ho avuto la fortuna di far due remix per loro), l'album "SXM" dei Sangue Misto e "Canzoni dell'appartamento" di Morgan rimangono due grandi capolavori per i miei gusti.  Elvis ed i Beatles restano i più grandi. Ascolto pochissimo reggae, pochissimo ska. 

L'esperienza del palco: come ti prepari, qual è il tuo approccio sia come dj che come musicista? 

Guardo molto il pubblico, lo valuto ed agisco di conseguenza (specialmente quando faccio il dj). I pubblico giusto mi rende il sangue gassato, un bel pubblico affamato mi rende il miglior cuoco d'Europa. Ciò non toglie che anche dopo aver inquadrato un pubblico "sbagliato" io dia il meglio di me stesso. Della serie "se lo conosci non ti uccide". Sul palco sono un incrocio tra James Brown, Sid Vicious, La Pimpa e Stiv. 

Cambiamo argomento. Cosa pensi in generale del panorama musicale nazionale odierno? Quali sono le differenze sostanziali con le realtà straniere?

Ascolto molta musica, molta musica nuova, molti artisti nuovi. Trovo del buono sia nel panorama nostrano che in quello estero, così come scovo molta orrenda banalità nella musica estera ed in quella italiana. Le Luci Della Centrale Elettrica mi sembra un bel progetto, belle canzoni e bei testi senza troppe seghe (scusate la parola "troppe"). 

E di talent show come "X-Factor" o "Amici" puoi dirci qualcosa? E poi uno come te come definirebbe veramente il talento? 

Su "X-factor" metterei una bella X ed una croce. Gli "amici" non voglio che siano miei amici. Il talento è innato, non si può coltivare in una serra. Credo nell'artista completo ma che è tale soltanto grazie a se stesso. Non s'impara a cantare-ballare-recitare col Bignami Della De Filippi. Non guardo la televisione. Anche se la televisione spenta è un gran bel soprammobile da ammirare.

Proponi la tua ricetta per il successo a tutti coloro che aspirano a diventare musicisti professionisti.  

Fate molto l'amore. "Fate" nel senso fatato del termine. 

Ultima domanda: dove può arrivare ancora Stiv e dove può dirsi di essere già arrivato? 

Stiv non vuole arrivare da nessuna parte, Stiv vuol continuare a viaggiare, non m'interessa il punto d'arrivo, m'interessano esclusivamente i tanti panorami che si possono guardare dal finestrino del treno della sperimentazione e della voglia, m'intrigano anche gli autogrill dell'estremo ed i distributori di benzina emozionale.  

Grazie per la disponibilità e un augurio per il futuro. 

Grazie a voi.

 

 

STIV - INCUBO-REALTA' - OFFICIAL MUSIC VIDEO

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Recensioni correlate: Cd Blu Senape

Grazie a: Stiv, Ufficio Stampa Lunatik

Sul web: www.stiv.it - MySpace

 

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