Skywise: rock scuro in un cielo limpido

Scritto da  Andrea Cova Martedì, 03 Febbraio 2009 

“Cold Cold Earth” è il terzo lavoro, violento e granitico, dei romani Skywise. Francesco, voce del gruppo, ci spiega il cambio di line-up che ha portato anche ad una virata di stile.

Ciao ragazzi e bentornati sulle pagine di SaltinAria.it! Abbiamo trovato il vostro ultimo album “Cold Cold Earth” particolarmente intenso, incisivo e sorprendente. Sembra infatti essere stato privilegiato un approccio compositivo rivolto al metal sperimentale rispetto a quello più classico che aveva contraddistinto i due lavori precedenti. Quali le motivazioni di questa marcata virata di stile?

Beh, sono passati parecchi anni dal secondo Cd, ed è cambiata la formazione ma anche lo stile compositivo, tutti e tre ascoltiamo fin da adolescenti ogni forma di rock da quello più classico alle cose più sperimentali, era naturale che ad un certo punto saltassero fuori certe influenze…

Cosa vi ha spinto a questo repentino cambio di line-up? E questa formazione può considerarsi definitiva o avete in mente di operare ulteriori cambiamenti nel prossimo futuro?

Siamo divenuti un trio per forza di cose, il nostro batterista viveva a 300km ad un certo punto non ce l'ha più fatta a seguire l'evoluzione del gruppo, ma volevamo continuare noi tre e non si è presentato nessuno “compatibile” quindi Ennio da chitarrista si è re-inventato batterista. Adesso potremmo cominciare una collaborazione con una persona che si potrebbe occupare dell'elettronica connessa ai nostri pezzi, ma è tutto in fase embrionale

Se doveste definire brevemente il sound che attualmente vi contraddistingue quali aggettivi utilizzereste?

Scuro.

A quali gruppi della scena metal italiana ed europea vi sentite maggiormente vicini come stile ed attitudine compositiva?

Ad un sacco e a nessuno, le nostre influenze rimangono quelle classiche come Black Sabbath, Kyuss ecc. ma è innegabile che ci sono un sacco di gruppi contemporanei che ascoltiamo, dai Nadja ai Sunn0))) oppure i Khanate o gli Orange Goblin, sarebbero veramente troppi da nominare tutti…

Significativa la decisione di pubblicare il vostro nuovo album esclusivamente sulle piattaforme digitali, peraltro ad un prezzo politico notevolmente accessibile. Pensate che questa possa essere una strategia per avvicinare il pubblico alla vostra musica e un efficace rimedio contro l’attuale crisi del mercato discografico?

Direi che mi pare ovvio e che nel futuro sarà solo così che si venderà musica, per quello che riguarda la crisi, non lo so credo che però così possiamo tenere i prezzi bassi e più “corretti” credo.

Sin dagli esordi vi siete immediatamente affacciati alla scena metal internazionale, firmando un contratto con l’etichetta tedesca Daredevil Records e instaurando numerosi importanti contatti all’estero. Che differenze potete riscontrare al momento tra il panorama italiano e quello d’oltralpe?

E' vero abbiamo avuto molti contatti all'estero grazie alla Daredevil ma paradossalmente andremo a suonare all'estero fra poche settimane per la prima volta senza l'aiuto di nessuna etichetta e nessuna agenzia, la differenza quindi non te la saprei dire al momento, forse neanche c'é. Poi per quanto riguarda l'esperienza discografica, la Daredevil si dimostrò molto corretta e professionale, non posso dire altrettanto di un paio di situazioni nostrane che abbiamo affrontato qui, ma forse siamo solo stati sfigati.

Avete in programma un tour di concerti nei prossimi mesi per promuovere l’album?

Abbiamo in programma due forse tre date in Germania, una data nel nordest un paio di date a Roma e dintorni e qualche collaborazione estemporanea su palchi di musicisti di altro genere

Qual è l’importanza che attribuite al palcoscenico? Come vi preparate per un live? E quando componete una canzone in quale misura sin dall’inizio della sua genesi pensate a quale possa essere la sua resa ed il suo impatto nei concerti live?

Essendo un gruppo rock è inevitabile andare a suonare dal vivo. Quindi le canzoni sono create per essere suonate dal vivo.

Una curiosità… da dove nasce il particolare nome che avete scelto per il vostro gruppo?

Dal fatto che ci piaceva mettere la parola “sky” nel nome del gruppo, mia moglie quindi suggerì il nome da un fumetto che leggeva ed ecco qui Skywise!

Prima di salutarci volete aggiungere qualcosa o rivolgere un saluto particolare ai lettori di SaltinAria.it?

Grazie per l'intervista, salutiamo tutti i lettori e li invitiamo a visitare il nostro sito e a venire a vederci dal vivo nel futuro.

 

 

SKYWISE sono:

Francesco: bass, vocals

Ennio: drums

Emiliano: guitars

 

Intervista di: Andrea Cova

Recensioni correlate: Cd Cold Cold Earth

Grazie a: Francesco, Skywise, Laura di Kick Promotion Agency

Sul web: MySpace

 

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