Simone Vignola: mi sento felice

Scritto da  Venerdì, 03 Febbraio 2012 

Simone Vignola fa tutto da sé. Ci accoglie con un sorriso già dalla copertina del disco “Going To The Next Level”. Basso, chitarra, effetti e loop sono l’alchimia personale di questo ragazzo classe 1987. Simone ci parla della sua musica e del prossimo disco.

 

 

 

Ciao Simone, racconti qualcosa di te ai lettori di SaltinAria?

Che dire, innanzitutto grazie infinite per l’invito! Ho iniziato a fare musica per gioco con mio padre quando ero un bambino. Mi sono sempre impegnato sullo strumento, un po’ per curiosità; mi sono appassionato molto e ho continuato a studiare. Ad oggi credo di essere un ragazzo fortunato perché, ad ogni modo, riesco a proporre la mia musica in giro; ho avuto la fortuna di condividere il palco con grandi artisti, di girare un po’ l’Italia e di suonare anche all’estero… spero di fare molto di più, ma mi sento felice.

Hai aperto i concerti dei Level 42: mi racconti com’è stato?

Stare a contatto con i grandi artisti e condividere con loro palchi importanti è una cosa che di certo ti segna. Le aperture per i Level 42 sono state fantastiche, un pubblico attento e molto ricettivo oltre che partecipe. Ho conosciuto Mark durante la prima data all’Alcatraz, è venuto lui stesso ad augurarmi un buon concerto, un tipo molto energico; sul palco è fortissimo, non sbaglia niente, ha una padronanza del mezzo veramente rara. Sicuramente molto formativo dal punto di vista artistico e professionale, come esperienza di palco come solista.

Com’è nato il disco “Going To The Next Level”?

“Going To The Next Level” è un disco che è uscito fuori un po’ negli anni dal 2007 e il 2009, diciamo una collezione di canzoni scritte durante questo percorso iniziale. Nello specifico uscii come debutto solista nel 2009, con “Love Song”, un singolo in download. Al tempo stavo con Schoots Records che mi portò a suonare al Bass Day tedesco dove aprii a Richard Bona, usci il video su YouTube e fui notato dalla King Records che mi avrebbe pubblicato in Giappone ma con un intero cd. Da qui è iniziata l’avventura discografica.

A quale brano sei più affezionato?

Credo che “Time is flying again” è il brano a cui ho sempre fatto riferimento. Resto molto legato a “Love Song” e a “FAQ”, con cui ho vinto il Loop Contest dell Boss.

Chi sono i tuoi artisti di riferimento?

Sicuramente Sting e i Police. Altri artisti a cui mi ispiro sono John Mayer, Planet Funk, Les Claypool e i Primus, Dire Straits, Bluvertigo, Duran Duran. Bassisticamente parlando mi piacciono molto Wooten e Miller. Però ti confesso che in questo istante sto ascoltando i Rockets.

Il tuo disco mi è piaciuto molto. E’ solare, già dalla copertina. Come è stata scelta la foto?

L’artwork è stato affidato interamente ad Alessandro Ardolino che ha fatto un ottimo lavoro di grafica. Essendo un disco scritto nel tempo la copertina avrebbe dovuto dare un sapore datato. Le foto sono state realizzate e scelte dallo stesso Alessandro, a me piacque subito.

Il mio brano preferito del disco è “Can't Wait Anymore”: me ne parli?

E’ un brano che inquadra un po’ quei momenti di transizione in cui ti senti fermo, si avvicina un po’ a “Still Life” come mondo. Musicalmente la trovo interessante, soprattutto i suoni glitch iniziali. In fase di missaggio avevamo un po’ di dubbi sulle chitarre acustiche ma credo che suonino molto bene cosi scurette.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Attualmente sto lavorando al secondo disco solista che uscirà la prossima primavera. E’ un disco un po’ diverso da questo, cantato in italiano e con varie collaborazioni esterne. Io mi occuperò come sempre delle produzione artistica e l’arrangiamento e la scrittura dei brani e buona parte del suonato; uscirà per RBL Music Italia.

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Recensione Cd: SIMONE VIGNOLA - Going to the Next Level (Black Cavia Records, 2011)

Grazie a: Simone Vignola e Ufficio Stampa Synpress44

Sul web: www.simonevignola.com

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