Shape: impulsi elettronici sottopelle

Scritto da  Ilario Pisanu Venerdì, 06 Giugno 2008 

Shape sono due produttori indipendenti di Torino. Il Cd “Under The Skin” è un concept album liberamente ispirato al libro di Michel Faber, che narra la storia di lsserley, ragazza bella e pericolosa che va a  caccia di autostoppisti maschi.

 

 

 

 

 

Mi parlate brevemente di voi?

Siamo due produttori indipendenti, partiti nel 2006 con l’idea di far crescere la nostra identità musicale attraverso lo sviluppo delle sonorità elettroniche, cercando di catturare e rielaborare il più possibile gli input d’oltre confine che ci hanno da sempre affascinato. Abbiamo iniziato con un progetto ambizioso: un concept album ispirato da un romanzo nel quale hanno suonato molti artisti della scena indie italiana, e grazie alla preziosa collaborazione con il videomaker Hermes Mangialardo siamo riusciti a realizzare dei videoclip che sono stati proiettati in diverse parti del mondo.

Il disco “Under the Skin” è un concept album liberamente ispirato all’omonimo libro di Michel Faber: in che modo siete stati ispirati?

Volevamo creare un mosaico sonoro, un qualcosa che andando avanti con l’ascolto riuscisse ad entrare “sotto la pelle”… lasciando in qualche modo sempre viva l’attenzione dell’ascoltatore. Il libro di Faber che stavamo leggendo in quel periodo è stato illuminante, per i colpi di scena e per l’affinità dei temi che volevamo affrontare nel disco.

Sono stati estratti vari singoli: quale vi ha dato più soddisfazione?

“Radiocar” senza dubbio, perché è stato il brano che ci ha aperto le porte della tv e dei festival internazionali, in maniera del tutto inaspettata, sfatando anche il pregiudizio comune che certi canali di comunicazione siano in qualche modo a circuito chiuso per i prodotti “homemade”.

I vostri artisti di riferimento?

Siamo onnivori e cannibali! Ma “Under The Skin” è stato influenzato principalmente dal french touch, Goldfrapp, Air e quei due pazzi con i caschi in testa… i Daft Punk.

Come vedete la scena indipendente di Torino?

Grande fermento, e molta possibilità di confrontarsi con altri artisti validi. Servirebbero più spazi per la musica dal vivo, ma questo è una problematica su scala nazionale, purtroppo!

Come realizzate i vostri dj-set?

Abbiamo realizzato una performance electro con i sintetizzatori, che abbiamo suonato nei Festival e nei club come fosse un dj set. In realtà non mettiamo dischi, ma misceliamo loop del nostro album con materiale audio di altri artisti, interveniamo live suonando i synth e lavoriamo sugli effetti in real time. Il risultato è interessante ed è stato premiato al M.E.I. Tech 2007 come miglior live elettronico di tutto il Festival.

Volete aggiungere qualcosa?

Stiamo organizzando le prossime uscite discografiche per quest’anno di Shape. E come Shape Productions stiamo cercando altri artisti da proporre. E… un grande “in bocca al lupo” per SaltinAria.it!

 

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Shape

Sul web: www.shapeprod.com

 

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