Santa Margaret: "Suono analogico e vinile: così arriva tutto il calore della nostra musica"

Scritto da  Giovedì, 13 Novembre 2014 

"Il suono analogico cova la sua vendetta". Il titolo del primo ep dei Santa Margaret è anche una dichiarazione di intenti.

Ovvero la scelta di una registrazione "old style", in presa diretta su nastro a 24 tracce, di un disco pubblicato solo in vinile e di una musica completamente suonata, a cavallo tra canzone italiana anni '60, rock e blues. Una scelta apparentemente anacronistica ma che sta raccogliendo grande successo, grazie anche al carisma della cantante Angelica Schiatti e all'esperienza del chitarrista Stefano Verderi, ex de Le Vibrazioni. Una dichiarazione di intenti che rinnovano in questa intervista.

Immagino la critica più comune: "Ecco un'altra band che vuole fare la fighetta richiamandosi al passato". E' così?
Angelica: "I nostri sono certamente suoni passati, ma soltanto a livello temporale, perché in realtà la tecnologia analogica è tuttora insuperata a livello di qualità. La definizione di un vinile, l'onda sonora del solco, non ce l'ha nessun altro supporto. Il cd è un'ottima copia digitale ma non è l'originale. La nostra è una scelta stilistica: a chi fa musica elettronica o dance non frega niente, ma per chi fa rock melodico come noi, anche con strumenti vintage, è quasi normale registrare su nastro per ottenere questo calore. Non è una scelta facile, abbiamo dovuto fare tantissimi mesi di preparazione perché in studio avevamo solo due o tre take a testa. Ci siamo impegnati moltissimo ma è stata un'esperienza molto rapida, sincera e diretta. Non si possono fare troppi 'spippolamenti' sul computer: con una traccia su Protools si può fare quello che si vuole. Noi non lo abbiamo potuto fare. Del resto anche tutti i nostri dischi preferiti non hanno subìto questo trattamento."

E' un tema che mi ritrovo a toccare in molte interviste in questo periodo. Notate anche voi questa tendenza al recupero del suono autentico e all'abbandono degli arrangiamenti troppo carichi, che spesso servono solo a coprire la debolezza delle melodie?
Angelica: "Senza voler fare gli economisti, notavamo anche noi che il mercato dei vinili è in crescita e questo ci fa molto piacere."
Stefano: "Oggi c'è talmente tanta varietà che è giusto che la scelta sia più ampia. Noi, come tanti altri artisti, ci concentriamo sulla forma canzone, ma si può anche fare musica senza nessuna melodia o basandosi esclusivamente su segnali audio generati da un computer. In Italia sta crescendo tantissimo il fenomeno del rap, ma parallelamente c'è un ritorno al folk, all'acustico, al nuovo cantautorato degli Zibba, dei Diodato, dei Filippo Graziani. Oggi non si può parlare di una sola tendenza dominante nella musica."

Però la dimostrazione del fatto che la vostra non è musica di nicchia la si ha con il pubblico dei vostri concerti.
Angelica: "Il concerto è il contatto più diretto che si ha con il pubblico. Più la musica è suonata, vera e sincera, senza troppi artifici, e più è godibile dal vivo. Il palco è la prova del nove."

Artisti del mese di Mtv New Generation, poi vincitori tra i giovani del Coca Cola Summer Festival, in diretta su reti tv nazionali, scelti da Aldo Giovanni e Giacomo per la colonna sonora del film di Natale. Siete soddisfatti del successo che state ottenendo?
Stefano: "Probabilmente siamo anche più ambiziosi dei risultati che abbiamo raccolto finora. Vogliamo andare avanti: oggi non ci si può accontentare di nulla, perché il fallimento è dietro l'angolo. Vogliamo lavorare ancora di più, fare più concerti, puntare a un altro disco, a scrivere nuovi pezzi. E' passato il periodo in cui ci si può sedere sugli allori, bisogna gioire dei risultati parziali ottenuti ma anche continuare a lavorare sodo, a testa bassa. E prendere coscienza dei motivi per cui si ottengono o meno certi risultati."

A proposito di nuovo disco, immagino che al volume 1 ne seguirà un 2.
Angelica: "C'è già: è un disco che abbiamo registrato tutto insieme e poi per questioni promozionali abbiamo voluto dividerlo in due. Arriverà a inizio 2015 e dobbiamo ancora decidere se sarà un volume 2 o l'album intero riprendendo anche gli altri pezzi. In realtà stiamo già scrivendo il terzo. Tutti i pezzi di questo primo disco sono stati scritti nel corso degli anni e per me è stato strano, non per Stefano che aveva già vissuto altre esperienze in passato."

A che punto vi siete sentiti pronti per trasformare tutti questi pezzi in un disco vero e proprio?
Stefano: "Lo ha stabilito la casa discografica. Noi portavamo periodicamente canzoni, alcune che piacevano, altre no. Abbiamo un ottimo rapporto con la Carosello e lavoriamo in sinergia con loro: ci lasciano totale libertà artistica ma ci confrontiamo continuamente sul momento migliore per registrare, sulle strategie di marketing, di vendita e di promozione, e noi ricambiamo facendogli ascoltare tutto il nuovo materiale."
Angelica: "Dopo anni di concerti, live e sala prove eravamo arrivati già carichi e pronti per andare in studio. Loro ci hanno dato l'indirizzo e la cifra stilistica, ma se non fossimo andati in studio penso saremmo scoppiati!"

Mi tocca farvi anche la domanda sull'esperienza di condividere il palco con un gruppo leggendario come i Deep Purple.
Angelica: "Per me è stata un'esperienza psichedelica. Stefano e gli altri avevano già esperienze di grossi palchi, io passavo dal barcone delle Scimmie di Milano ai Deep Purple. Sono andata anche in modo abbastanza incosciente, ma loro mi hanno preparato a un pubblico difficile, che conosce la musica, anche un po' incattivito perché sta aspettando un altro artista. Ero corazzata e pronta a tutto, ma è andata benissimo, siamo stati accolti alla grande, con un'energia pazzesca e un pubblico figo, che ascoltava davvero. E' stata una delle cose più belle che abbia mai fatto in vita mia."

E avete avuto modo anche di scambiare due parole con loro?
Angelica: "Solo un saluto velocissimo, perché loro hanno cominciato subito dopo di noi."

Prossimi appuntamenti del tour?
Angelica: "Domani suoniamo a Bassano del Grappa e poi ci saranno un bel po' di date, dobbiamo ancora pubblicare il calendario. Spero che saranno tante perché suonare dal vivo è la cosa che preferiamo di più in assoluto."


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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