Runa Raido: aspettando il primo grande caldo…

Scritto da  Domenica, 05 Maggio 2013 

A ridosso della pubblicazione del nuovo Ep prevista per il 20 maggio 2013 dal titolo “Il primo grande caldo”, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il gruppo facendo il punto su ciò che è stato e su quel che sarà del viaggio musicale e umano iniziato appena qualche anno fa.

 

 

 


Come stanno i Runa Raido un anno dopo l’ultimo disco “Per ritrovare la quiete” e il tour che ne è seguito per i locali sparsi nella penisola?
Sentiamo la mancanza di quei palchi, ci mancano le notti ad alto volume e l’affetto di chi ci ha ascoltato.

 

Insomma un anno pieno di esperienze, soddisfazioni o cosa?
Un anno di esperienze, un anno di soddisfazioni, ma anche di incazzature, un anno che ci ha dato la voglia e la forza di fare un nuovo album. Questa carica è importante perché a volte, dopo aver viaggiato per 500 Km, dormito non più di 4 ore, ti ritrovi a suonare davanti a 10 persone, mentre altre 150 sono fuori che aspettano il Dj. Poi però ci sono quelle serate magnifiche, dove suoni con tutta la forza che hai e sotto quel palco a 1000 km da casa, vedi gente che canta le tue canzoni.

 

Che disco è stato quello passato? Cosa vi ha lasciato dentro, avete fatto qualche riflessione in merito?
Il disco passato è stato un bel disco, ma quello che uscirà è decisamente un’altra cosa. E’ un’altra cosa perché eredita l’esperienza fatta con il vecchio, una nostra maggiore pienezza emotiva e musicale. “Per ritrovare la quiete” è nato mettendo insieme tante cose che avevamo nel cassetto, e con una formazione ancora non consolidata. Le canzoni del nuovo disco sono state pensate in maniera più coerente, con lo sguardo rivolto a questo disco e noi quattro, in questo momento, ci sentiamo molto uniti.

 

Quindi preferite proseguire nella vostra coerenza stilistica oppure pensate in qualche modo di rinnovarvi nel prossimo futuro?
Facciamo la musica che ci viene fuori e che ci piace. Logicamente ci piace provare strade nuove; con cautela, ma ci piace. Per il futuro sicuramente ci saranno evoluzioni, sono necessarie e del tutto fisiologiche, ne abbiamo voglia e ne abbiamo parlato più volte. Per ora però restiamo sulla nostra strada cercando di creare e consolidare quello che potrebbe essere ora il nostro stile. Diciamo che sicuramente non siamo ossessionati dalla voglia di sembrare i più originali a tutti i costi! Per dirtela in una battuta, “non tutto il vecchio viene per nuocere” e non tutto ciò che non ha mai fatto nessun altro è necessariamente bello.

 

A proposito, avete finalmente trovato una definizione per il vostro stile?
Ci piacerebbe tanto poter rientrare nel magnifico e immortale genere della “musica da ristorante”, ma suoniamo troppo forte!

 

Ah ah ah… Continuiamo. Non è un segreto che è in chiusura la lavorazione del vostro prossimo disco. Potete anticipare qualcosa?
Certo. Come ti dicevamo prima, è un disco su cui abbiamo lavorato un bel po’. Si tratta di cinque pezzi nuovi più una cover, materiale su cui lavoriamo da oltre un anno. Qualcosa l’abbiamo già suonata dal vivo negli ultimi concerti e l’impressione è stata positiva. La cover sarà “La domenica delle salme” di Fabrizio De Andrè. Come per la canzone di Battiato (“Prospettiva Nevski”, ndr) presente nel disco passato, si tratta di una “revisione” piuttosto radicale del pezzo, che però speriamo possa essere apprezzata anche dai “puristi”. Altre cose sono del tutto inedite. Per noi è un disco importante, perché vorremmo che chi lo ascolta ci sentisse dentro la “maturazione” che noi riconosciamo nei nuovi pezzi; ci piacerebbe riuscire a trasmettere sempre di più la passione e l’impegno che mettiamo.

 

Doveste scegliere a chi indirizzare il vostro nuovo lavoro, a che tipo di ascoltatore pensereste?
Sinceramente non ne abbiamo un’idea precisa. Ne discutiamo di tanto in tanto, ma alla fine è difficile delineare il profilo del potenziale ascoltatore. Sicuramente ti possiamo dire che in genere preferiamo le ascoltatrici! A parte tutto, abbiamo anche l’impressione che la quantità di musica a cui si riesce ad avere accesso oggi con internet ha reso il pubblico molto più “trasversale” e abituato ad ascoltare tante cose diverse. Anche per questo la distinzione tra generi si è un po’ svuotata di senso. Noi ci buttiamo nel calderone e speriamo di piacere a più gente possibile!

 

Concordo con questo atteggiamento. Entriamo nello specifico: che suono avrà questa nuova produzione?
L’idea è quella di fare un disco che non spacchi i timpani ma che abbia una gran “botta”! Cioè un album potente, che possa dare all’ascoltatore la giusta misura di come sono i Runa Raido dal vivo.

 

I testi sono per voi un marchio di fabbrica. Affronterete qualche tematica in particolare, magari inerente i tempi di crisi economica e culturale che stiamo attraversando?
Abbiamo cercato di raccontare delle storie, diversamente forse dal primo album. Questa volta, la cosa che cambia è che i testi sono stati scritti, quasi tutti, con maggiore controllo sull’idea finale da raggiungere. Non mancherà quindi qualche piccola riflessione sui nostri tempi.

 

Potete anticipare qualche titolo dei brani? E il titolo del disco?
L’album si chiamerà “Il primo grande caldo” e per quanto riguarda le canzoni, aspettiamo fino all’ultimo momento per eventuali ripensamenti.

 

Ho qualche curiosità. Come è il vostro rapporto con i social networks? In che modo pensate di sfruttare questo canale per promuovere il vostro lavoro futuro?
Volendo estremizzare, potremmo dire che Facebook e Youtube sono i nostri unici mezzi. Siamo la generazione di internet e della musica con internet. Infatti questo album in parte è finanziato attraverso la piattaforma italiana di crowd founding Musicraiser, che c’ha dato l’opportunità di farci “coprodurre” il disco da amici, conoscenti e perfetti sconosciuti. Al di là dell’aspetto finanziario, il concetto che c’è dietro da la misura di come siano cambiate le cose: ad oggi l’idea dell’etichetta che “fa uscire” il disco è un po’ fuori tempo, per varie ragioni che hanno a che fare con le nuove possibilità di produzione e la fruizione della musica.

 

Pensate che al giorno d’oggi affidarsi ai social networks sia l’unico modo possibile per farsi conoscere? C’è ancora un modo alternativo, magari un vostro modo personale?
Di modi ce ne sono tanti, ma la realtà è che l’unico modo è quello di mettercela tutta. Noi pensiamo che l’unica strada sia quella di suonare sempre e ovunque e poi i social network. E le due cose non sono indipendenti: il network è diventato l’ingrediente fondamentale praticamente di tutto, e la musica non fa eccezione. Questo ha almeno due aspetti positivi: produrre un disco non è più una cosa “da ricchi” (e questo fa sì che se ne producano tanti, anche di ottima qualità); la condivisione attraverso la rete permette di superare molte barriere “logistiche”. Se oggi un gruppo come noi, senza un’agenzia di booking, può suonare quaranta concerti in giro per l’Italia per promuovere un disco autoprodotto, è solo grazie ai social network.

 

Vi ringrazio per il tempo dedicato e in bocca al lupo per il futuro!
Grazie a voi!

 


Intervista di: Fabrizio Allegrini
Grazie a: Runa Raido
Sul web: http://www.facebook.com/runa.raido

 

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