Roberta Pompa: l' “enfant prodige” di Ospitaletto

Scritto da  Venerdì, 16 Maggio 2014 

Avendo alle spalle un buon numero di interviste posso dirlo con cognizione di causa: è una formula giornalistica interessante, che consente di approfondire l'animo umano. Sulla base di questa esperienza maturata nel tempo, credo di essermi fatto un'idea piuttosto chiara sulla giovane Roberta Pompa, enfant prodige di Ospitaletto (Brescia): la ragazza è tosta, persegue i propri obiettivi con costanza; ha una solidità morale e intellettuale decisamente non frequente tra le sue coetanee 23enni. Verrebbe da definirla addirittura saggia. La definizione calza, ma a patto di non scordare che la follia è il sale dell'attività creativa, il primo motore di qualunque scorribanda nei territori dell'arte. Scorrendo la biografia di Roberta si scopre che ha già mangiato parecchia “polenta e osei”: la partecipazione nella squadra di Mika a X-Factor 7 è solo una delle ultime tappe di un percorso che - tra vittorie ai concorsi canori, condivisione di palchi prestigiosi coi big della musica, il sogno di Sanremo quasi sfiorato - le ha già dato enormi soddisfazioni. Stringimi è il suo ultimo singolo: in radio dal 30 aprile, è il primo estratto dall'album Favola imperfetta che uscirà il 24 maggio. Carattere cosmopolita e sempre aperto a nuove sfide, in futuro potrebbe riservarci chissà quante sorprese. Non soltanto musicali.


Di cosa parla Stringimi?

«Di amore eterno; di quell'amore del quale ormai parlano solo i nonni e nel quale io ancora credo ciecamente. Nonostante i tempi in cui viviamo, segnati dall'egoismo e dall'indifferenza, c'è chi come me continua a sognare questa favola imperfetta ma meravigliosa».

 

Qual è l'origine del tuo nome d'arte Maya?

«Ormai mi presento solo come Roberta Pompa. Quel soprannome appartiene al passato ma è una parte di me che non voglio cancellare del tutto: nella mia pagina Facebook sono registrata come “Roberta Pompa Maya”. Maia è una stella nella costellazione del Toro: avevo letto questo nome in un libro di astronomia e mi aveva subito colpito».

 

Sei molto giovane ma hai già alle spalle un curriculum bello tosto. Qual è l'esperienza artistica a più forte impatto emotivo che hai vissuto finora?

«Senza dubbio X-Factor. In quella cornice ho vissuto momenti di forte gioia e forte dolore; un altalenarsi di emozioni che mi hanno lasciato un segno profondo. Non ho rimosso niente di quell'esperienza, nemmeno un particolare. Rifarei tutto domani stesso».

 

Ma dopo la partecipazione a X-Factor hai capito definitivamente qual è l' “x factor” di Roberta Pompa?
«L' “x factor” di Roberta è la consapevolezza, ferma e precisa, che nella vita vuole continuare a esprimersi attraverso la musica».

 

Visto dall'esterno, Mika sembra un concentrato di simpatia esplosiva. Puoi confermare anche dall'interno?

«Confermo al 100%. Mika è una persona eccezionale, sa metterti subito a tuo agio dando buoni consigli. All'inizio avevo un po' di legittimo timore reverenziale, perché si tratta pur sempre di una star internazionale, ma la paura è svanita davanti a un caffè al bar. Ha un cuore immenso».

 

Ma com'è che a 23 anni sei una ragazza così matura?

«Ogni esperienza, positiva o negativa, mi ha consentito di riflettere, L'invidia, ad esempio, è un sentimento che ho messo totalmente da parte. Ho imparato a osservare la realtà a 360 gradi, a riconoscere e apprezzare il talento negli altri».

 

Uno dei tuoi singoli del passato si intitola Come una cometa. In amore sei una cometa passeggera?

«Dipende da quanto perdo la testa. Sicuramente sono una persona che in amore dà il 110% fin da subito».

 

Hai partecipato al concerto tutto al femminile Donne inCanto. Uno dei tuoi singoli si intitola Svegliati. Non trovi che l'imperativo “svegliati!” andrebbe rivolto a tutte le donne che perdono la testa per uomini violenti?

«Sono d'accordissimo con te. A noi donne capita spesso, da innamorate, di avere due fette spesse di salame davanti agli occhi. Fondamentale, quando si ha la sfortuna di frequentare uomini sbagliati, la presenza di persone amiche che aiutino a comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato».

 

Provieni da Ospitaletto, paese in provincia di Brescia. Vista la tua apertura mentale, decisamente non hai l'aria di una provinciale.

«Sì è vero, mi piace viaggiare e i viaggi mi hanno consentito di ampliare gli orizzonti della mente. Però sono molto legata sia a Ospitaletto, dove ancora vivo, sia a Giulianova, il paese abruzzese del mio papà. Adoro le piccole realtà, mi ci trovo benone».

 

C'è una canzone di un tuo collega che avresti tanto voluto inserire come singolo nel tuo curriculum?

«Ti rispondo senza esitazione: Libero di Fabrizio Moro. Quel brano riassume molto bene il mio modo di pensare. Proprio in omaggio a questa canzone mi sono tatuata la parola “liberty” sul polso».

 

Hai cantato Nella notte bianca del mondo. Qual è il tuo rapporto con la notte?

«Mi piace rimanere sveglia e guardare fuori dalla finestra. Di notte le emozioni sono più forti. Hai come l'impressione, vivendo di notte, di poterti nascondere nel tuo mondo senza essere visto o sentito da nessuno».

 

Il futuro?

«Parte tutto da noi, dalle nostre energie. Posso dire con orgoglio che sono arrivata a ritagliarmi la mia parte di successo solo con le mie forze, non cedendo mai a compromessi. Non sono mai rimasta seduta in cucina aspettando che qualcuno venisse a suonare. Mi sono sempre messa in gioco, non venendo mai meno neppure per un attimo alla mia limpidezza e correttezza. Tutti gli sforzi poi, col tempo, vengono ripagati».

 

Mi sembri una ragazza che può riservare grandi sorprese. Siamo sicuri che ti fermerai alla musica o ti cimenterai in altri settori artistici?

«Le amiche più intime mi dicono che sono una donna tuttofare. Ho una grande manualità, mi esprimo bene nelle arti figurative. Oltre alla musica anche un futuro come pittrice, dunque? Chi lo sa. Lo scopriremo solo vivendo».

 

 

Intervista di: Francesco Mattana
Grazie a: Manuel Magni e Samantha Nocera, NewTone Agency

 

 

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