Roberta Nasti: non ho paura di puntare in alto

Scritto da  Domenica, 15 Aprile 2012 

Roberta Nasti“Io non ho paura di volare” è l’album di Roberta Nasti, napoletana 23 anni, al suo esordio discografico. Roberta risponde alle nostre domande.

 

 

 

 

 

Puoi definirci il titolo dell'album? O meglio: "Io non ho paura di volare" che eco dovrebbe avere nella vita di un giovane cantante? Faccio riferimento anche al brano "Indiani tra i cow-boy".

Il titolo rispecchia quello che effettivamente sento: non aver paura di puntare in alto, non porsi limiti, credere fino in fondo nella strada scelta. E’ forse su questo che un artista giovane come me dovrebbe puntare! Nel brano “Indiani tra i cowboy”, ultimo singolo non presente nell’album, ho usato una metafora per identificare proprio gli artisti emergenti, con gli indiani americani relegati in riserve sempre più anguste: è così che mi sembra vengano trattati.

Affermi sul tuo sito che i brani sono di matrice pop, ma in realtà non me la sento di confermare ciò. Stando alla tua biografia, è logico che il jazz (come anche il soul) siano una costante della tua carierà artistica. Di conseguenza, qual è la tua matrice musicale originaria per una canzone? Possiamo, di seguito, dire che ci sia anche una matrice devota a dei ritmi latino-americani (faccio riferimento al brano "Volo nel cielo)?

Certo le influenze dovute alla mia formazione ed ai miei studi in ambito musicale sono evidentemente presenti in questo album, così come nelle mie caratteristiche interpretative. Ma con il termine “pop” mi riferisco alla musica di larga fruizione e non di “nicchia”, così come oggi viene intesa, largamente contaminata da riferimenti di vari generi.

Cantautorialmente, c'è un musicista/scrittore a cui t'ispiri maggiormente?

Non c’è una vera e propria fonte d’ispirazione tra i cantautori che ascolto. Sono tanti quelli che mi piacciono e da cui cerco di cogliere vari aspetti interpretativi e di composizione, filtrandoli attraverso la mia sensibilità artistica.

Come è nata la collaborazione con Paolo Varriale? Poiché, da quanto mi risulta, questa non è la prima unione artistica proficua in cui t'imbatti.

Tramite un amico comune ho avuto la fortuna di conoscere Paolo, musicista e produttore di “lungo corso”. Lui ha creduto nelle mie potenzialità e mi ha proposto una collaborazione che ha portato alla realizzazione del mio progetto. Ho avuto altre collaborazioni importanti in questo inizio di carriera, ma con il mio produttore si è creata subito una forte intesa che tutt’ora continua.

Solitamente si chiede: "hai progetti futuri"; mentre invece qui la domanda è: qual'è la valvola che ti permette di continuare ad avere progetti futuri nella musica?

Considerato il calo vertiginoso di vendite dei dischi, indubbiamente i concerti dal vivo oggi sono quasi l’unica “valvola” di sfogo per gli artisti, e non solo per quelli emergenti. E’ anche la dimensione in cui mi sento più a mio agio, e perciò spero che nel mio futuro musicale ci siano sempre più occasioni di proporre dal vivo il mio repertorio!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Ti ringrazio per l’attenzione che presti ai nuovi progetti come il mio: oggi gli spazi per conoscere le nuove realtà musicali sono sempre di meno, e quindi l’attenzione tua e di chi ha la tua stessa sensibilità diventano preziose!

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Roberta Nasti, Alessandra Placidi (Ufficio Stampa)

Foto © profilo Facebook

Sul web: www.robertanasti.com  - Facebook

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