RHumornero: la ricerca interiore come unica via d’uscita

Scritto da  Eugenio Iannetta Giovedì, 12 Febbraio 2009 
rhumorneroRHumornero, promettente gruppo di Pisa, al loro debutto discografico “Umorismi Neri”: tra paranoie del mondo moderno e sentiti richiami alla speranza in un futuro migliore.

  

 

 

 

Rhumornero, un nome particolare, dove nasce e chi l'ha pensato.

Nel 2005 il gruppo era appena nato e aveva bisogno di un'identità, di un nome. Tra di noi era chiaro che avremmo spinto il progetto in sonorità e tematiche scure e poco allegre, questo dovuto al nostro desiderio di realismo nella quotidianità che ci circondava, volevamo provare ad essere specchi di ciò che ci girava intorno. L'idea dunque è partita dall'umore nero, trasformandosi in Rumore nero, l'inserimento dell' "H" venne ad Antonio: RHumornero, RH che sta a significare il sangue che ogni musicista versa per il suo progetto, da qui anche il titolo del disco che ci sembrava perfetto "Umorismi Neri".

Ascoltando il disco ci si rende conto che, anche all'interno della stessa canzone, a volte si provano emozioni e sensazioni contrastanti tra loro. Perché?

In quest'epoca buia la dissociazione sociale è all'ordine del giorno, lo vedo nella mia stessa persona, lo assorbo dalla televisione, l'anormale è normale, i buoni e i cattivi stanno insieme, l'uno che vuole essere l'altro e cosi via. Durante la stesura di questo disco non me la sono sentita di tentare messaggi positivi e incoraggianti perché non li vivo e non li sento. Il desiderio comunque di provare e di cercare una possibilità sincera vigila sempre; a volte di più a volte di meno, nascosta tra le righe si prova e non si aspetta in cambio niente.

La crisi interiore è identificata, in più di una canzone, come il "demonio". È realmente così difficile raggiungere la serenità dell'animo?

La crisi è l'elemento fondamentale di “Umorismi neri”, senza la crisi non c'è crescita e non c'è evoluzione, la crisi mette in discussione tutto, ed è questo mettersi in discussione che dà  possibilità alla ricerca interiore di trovare l'identità, questo concetto è alla base della psichiatria moderna e di tutti i conflitti. "Il demonio" è una metafora, è il lato oscuro e latente, il demonio deve uscire per farsi vedere, conoscere e affrontare, questo concetto si ritrova in tante  religioni. Siddharta affronta il suo demonio, Cristo cade in tentazione, non affrontare la parte sconosciuta "inconscia" porta schizofrenia, dissociazione: padri che uccidono figli, figli che massacrano fratelli, tutte persone che in apparenza non manifestano nulla, di solito sono quelli perfettamente integrati, e se si osserva bene sono sempre le brave persone, quelle che non te lo aspetti... quando la parte scura viene repressa per molto, cova ed esce in maniera violenta. Credo che al giorno d'oggi raggiungere la serenità interiore sia una delle battaglie più difficili e complesse, basta guardarsi intorno.

In "Umorismi neri" possiamo riconoscere diversi stili musicali. Siete ancora in cerca di una vostra identità sonora ben precisa?

Credo che singolarmente  l'identità ci sia perché arriva da molti anni di esperienza, da vittorie e sconfitte, i RHumornero sono ancora una band giovane che ha molto da dire e da dare, il nostro è un cocktail di rock, metal e pop, i testi galleggiano e raccontano, all'interno dei brani di ognuno di noi c’ha la propria identità; già dopo le prime prove si poteva sentire un carattere forte e deciso come se suonassimo insieme da molti anni, questa è solo magia e io non la so spiegare, mi sento solo fortunato di viverla così intensamente.

Chiaramente sarete soddisfatti del vostro primo album, ma come musicisti esperti derivanti da diverse esperienze in altri gruppi, pensate di aver intrapreso la giusta via per la definitiva consacrazione nel mondo della musica?

Credo che per una possibile consacrazione ci vogliano almeno altri due dischi, di solito è il terzo che ti consacra, tutto sta nel muoversi nel modo giusto per capire ogni volta il nostro limite e superarlo.

Una delle canzoni più belle del vostro album è "Il sogno". La felicità e la serenità sono un sogno realizzabile?

Spero proprio di sì! il sogno è la nostra oasi nel deserto, è il futuro in contrapposizione con il brano "RH", due mondi e due modi opposti ma uniti da un invisibile filo di seta. Abbiamo voluto chiudere il disco con questo brano che fa respirare, che risolve tutto il resto, le domande senza risposta, l'inquietudine, l'insonnia come se fosse stato tutto... un sogno.

Nella recensione di questo album ho scritto che sarà probabilmente un successo veloce, ve lo auguro sinceramente, fate un saluto ai vostri fan e agli internauti di SaltinAria.it, a risentirvi presto.

La tua recensione è stata sicuramente una delle più apprezzate, ci ha coinvolto e ci ha fatti sentire "capiti". Per quanto riguarda il veloce successo, incrociamo le dita e andiamo avanti con la nostra promozione e i nostri live. Ringraziamo, inoltre, tutte le persone che si presentano stabili ad ogni nostro concerto, che ci danno energia e una grande motivazione per alzarci dal letto, ringraziamo SaltinAria.it per la grande attenzione che ci sta dando con l'augurio di poterci conoscere di persona. Grazie di cuore e un abbraccio da parte di tutti i RHUMORNERO.

 

Intervista di: Eugenio Iannetta

Grazie a: Carlo De Toni, Rhumornero, Silvia (Uff. Stampa Fleisch)

Sul Web: Sito Ufficiale, MySpace

 

 

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