Rames: l’hip hop come lo vedo io

Scritto da  Giuseppe Gioia Venerdì, 31 Ottobre 2008 

Rames è un rapper torinese. La rabbia e il sentirsi soffocare dalla realtà metropolitana alimenta il suo stile hip hop. Rames ci racconta della sua musica e dei suoi progetti.

 

 

Il tuo primo incontro con la musica capace di folgorarti e farti capire che quella era la tua strada, quale è stato?

Il mio primo incontro con la musica risale ai miei 13 anni, quando iniziai a frequentare persone veramente appassionate che col tempo me lo trasmisero, infatti non avrei mai detto che avrei fatto musica. Nel 2000, insieme a un gruppo di amici, abbiamo infatti dato vita al primo Cd intitolato "Zona stretta" che uscì nel 2002. Crescendo però, tra la scuola e il lavoro non c'é più stata l'opportunità di condividere questi momenti e fu così che ci perdemmo di vista e decisi di provarci da solo continuando a suonare nel tempo libero. Iniziai a scrivere il primo disco da solista autoprodotto "Rames" e dopo mesi di intenso lavoro passati in studio nel 2006 riesco a farlo conoscere distribuendolo nei negozi di dischi in provincia di Torino, alle etichette discografiche e ai giornali. Posso dire di aver fatto tutto il possibile per non abbandonare l'attività di cui mi sentivo più portato, e sono stato molto felice quanto ho visto risultati positivi come recensioni e articoli. Ciò che mi ha spinto a fare tutto questo non è solo l'indubbia passione, ma soprattutto la soddisfazione di aver creato qualcosa di mio senza l'aiuto di nessuno.

Perché scegliere l'hip hop, un genere estremo, ma allo stesso tempo proprio per questo difficile da proporre in chiave originale?

L'hip hop non è stata una scelta… è stata una cosa che è arrivata e non è più andata via. Non saprei bene come spiegare infatti è uno di quei temi che non tratto mai neanche nei testi. Per quanto la difficoltà nel proporlo dipende cosa si intende, una delle mie fortune è quella di essere apprezzato anche da coloro che il rap non lo conoscono, e addirittura neanche lo amano. E' questa non e una cosa voluta, quindi secondo me non è una cosa così difficile…

Il tuo provenire da un metropoli come Torino quanto influenza la tua musica e il tuo modo di sentire ed esprimere il tuo essere artista?

In realtà io non vengo proprio da Torino città, ma da un paese a 2 passi che però non mi ha reso torinese, anzi mi ha fatto capire cosa significa muoversi in una grande città senza viverci al suo interno… A ispirarmi non è stata tanto Torino come metropoli, ma come luogo di vita.

Meglio la scena italiana o quella estera?

Entrambe.

Dopo "PlayRames" per il futuro credi di continuare su questa strada o stai pensando di sperimentare nuove soluzioni e sonorità?

“PlayRames” è stato sicuramente una svolta rispetto al precedente “Rames”, partendo proprio dalla mia crescita e dalle mie  nuove esperienze. E' difficile dare una risposta adesso perché le mie scelte dipendono da molteplici fattori a volte anche inspiegabili… sicuramente lo stato d'animo in cui mi trovo in primis. Ho comunque già iniziato a scrivere dei nuovi brani per il futuro, ma per il momento è ancora tutto in cantiere.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Pensate davvero che io sia cosi pessimista?

 

 

 

Articolo di: Giuseppe Gioia

Recensioni correlate: Cd Rames

Grazie a: Rames

Sul web: MySpace - www.playrames.com

 

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