Parisse: la musica è una lingua universale

Scritto da  Sabato, 10 Dicembre 2011 

Anticipato in tutte le radio dal brano “My Baby’s Gone”, esce  “Vagabond”, disco d’esordio della cantautrice italo-canadese Parisse, che ce ne parla in questa intervista approfondita.

 

 

 

 

Ciao Parisse e benvenuta sulle pagine di SaltinAria! E’ da poco uscito il tuo album di debutto “Vagabond”, trainato dal successo radiofonico dei tre i singoli sinora estratti, “Feel like runnin”, “That’s the way it goes” e “My baby’s gone”. Come stai vivendo questo periodo entusiasmante?

E' impossibile racchiudere in poche parole l'enorme gioia che ho dentro in questo momento! Questo album è il risultato di un lungo viaggio personale e musicale, e l'entusiasmo con cui è accolto è una grande soddisfazione.

L’album propone un’originale miscela di sonorità pop, r&b e nu-soul. Qual è il tuo background musicale di riferimento e quali sono gli artisti a cui ti ispiri e che hanno influenzato la tua formazione di cantautrice?

Molti, a partire dai classici della Motown come Barry White, Marvin Gaye e Stevie Wonder, i più attuali come Brian McKnight e i Boyz II Men, ma anche le grandi cantautrici come Joni Mitchell, Carol King e Kathryn Dawn Lang. Ascolto moltissime cose, anche di diverso genere tra loro. Molto dipende dal momento, da come mi sento e  da cosa sto cercando.

Quali sono le tematiche principali che affronti nei testi delle tue canzoni? Protagonista sembra essere l’amore in tutte le sue molteplici sfumature…

Sì, l'amore, ma non solo per chi si ha accanto. Scrivo e canto anche di quello che amiamo fare, della voglia di inseguire i propri desideri, della forza della passione, di come ci si prova   a rialzare dopo qualcosa che ci ha messo a terra proprio come nel mio ultimo singolo “My baby's gone”.

Tra le canzoni racchiuse in “Vagabond” a quale ti senti maggiormente legata?

Sono legata a tutti i brani di questo album, ma forse quello al quale lo sono in modo particolare è “Vagabond”. L'ho scritto in un momento in cui mi sentivo molto sola, in un pomeriggio freddissimo a Montreal. Non sapevo dove la mia strada mi avrebbe portata, ma sentivo di volermi spingere lontano, ad ogni costo, in cerca del mio destino.

Alla realizzazione dell’album hanno partecipato artisti internazionali di assoluto rilievo tra cui il produttore Steve Galante, a cui ti lega da tempo un’intensa collaborazione, il musicista produttore Phil Palmer e l’ingegnere del suono Mazen Murad. Come sono nate queste collaborazioni e che apporto hanno fornito ai brani inclusi nel disco?

Io e Steve siamo amici da tempo, io avevo solo 14 quando abbiamo inciso le mie prime canzoni. La nostra amicizia è nata da un regalo che mi fece al tempo, una scatola piena di cd di artisti che non conoscevo, ma che mi aprirono un mondo. Phil Palmer e Mazen Murad hanno voluto dare il loro prezioso contributo a questo progetto non appena ascoltate le mie canzoni. Lavorare con artisti di questo spessore mi ha arricchita sia da un punto di vista umano sia musicale.

In veste di autrice hai collaborato a lungo con Filippa Giordano, ad esempio nella realizzazione dell’album “Primadonna”. Come descriveresti la sinergia artistica che si è creata tra te e la talentuosa interprete siciliana celebre in tutto il mondo?

Molto speciale. Scrivere per lei è stato come cucirle un lungo e scintillante abito da sera. Mi piace quel suo modo fiero di interpretare le canzoni, e nonostante apparteniamo a due generi musicali differenti ci siamo capite al volo. La musica è una lingua universale.

Domenica 13 novembre hai suonato al Blue Note di Milano, com’è stata quest’esperienza? Hai in programma altri concerti in giro per l’Italia per presentare live l’album?

E' stata una esperienza incredibile al Blue Note, un luogo magico dove mi sono sentita una sola cosa con i miei ascoltatori. Sentirli cantare le mie canzoni è stata una emozione forte che porto dentro tutt'ora con me. Adesso stiamo preparando un tour acustico nel circuito Feltrinelli e Fnac, a breve saranno disponibili tutte le date.

Se potessi collaborare in futuro con un cantautore o musicista, su chi ricadrebbe la tua scelta?

Mi piacerebbe molto collaborare con vari artisti, uno fra tutti James Morrison.

Sei italo-canadese e per numerosi anni hai studiato e lavorato tra Montreal e Toronto, il tuo universo musicale ci appare di matrice eminentemente anglosassone, in cosa ti hanno influenzato le tue radici italiane?

Nella ricerca della parola, nell'importanza del suo suono e soprattutto del messaggio che si  vuole comunicare in una canzone, anche quello più semplice. Questo è uno degli insegnamenti della musica  italiana che porto nel cuore e che cerco di mettere in pratica quando scrivo.

Vuoi aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto ai lettori di SaltinAria?

Assolutamente sì! Salutando i tuoi lettori ricordo il mio sito www.parisseonline.com, dove potrete trovare tutte le date del tour e le novità del mio album, vi aspetto e grazie per il vostro prezioso supporto!

 

Tracklist di “VAGABOND”:

“Feel Like Runnin', “Vagabond”, “Let It Flow”, “That's The Way It Goes”, “My Baby's Gone”, “The Loving Game”, “The One And Only”, “To Love You More”, “A Part Of You”, “I Feel The Earth Move” (cover del brano di Carol King), “That's The Way It Goes (unplugged)”.

 

 

Intervista di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.parisseonline.com - www.youtube.com/user/PARISSEONLINE

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