Olof Arnalds: "Con il mio nuovo album 'Palme' ho scoperto la musica digitale"

Scritto da  Giovedì, 18 Settembre 2014 

L'incantevole cantautrice islandese Olof Arnalds racconta in questa video-intervista a SaltinAria.it il percorso che ha portato al suo quarto disco da solista "Palme" (in uscita il 30 settembre), il suo rapporto con l'Italia e con la sua patria, terra di grandi artisti come Bjork e i Sigur Ros.

Ciao Olof. Sta per uscire il tuo nuovo disco, cosa ci possiamo aspettare?
"Sentirete la stessa voce, ma nuove canzoni e un nuovo sound."

Un nuovo sound più elettrico, meno acustico. Perché hai deciso di fare questa svolta nella tua carriera?
"Volevo far entrare maggiormente i miei collaboratori nel processo. Sono sempre stata molto accurata, una maniaca del controllo nella mia musica. Questo è il mio lavoro più collaborativo."

Più libertà, questa volta?
"Più libertà per le persone con cui collaboro."

Ho letto che è stato un processo molto rapido, solo sei mesi per scrivere, cantare, suonare e registrare. Così veloce... come lo descriveresti?
"Ero solo molto determinata a fare questo disco, perché avevo le canzoni in testa. Ho voluto che fosse veloce, perché ho sempre trascorso troppo tempo a registrare i miei dischi e poi ne passava dell'altro prima che fossero pubblicati... Ho voluto che fosse più rapido."

E' un'istantanea della tua vita oggi?
"Sì. Ma ero anche curiosa di comprendere, in termini di sound, lo sviluppo della contaminazione tra acustico e digitale. Ci sono nuove opzioni di collegamento: il mondo digitale sta iniziando ad ascoltare ciò che viene suonato acusticamente e questo è molto emozionante per me. Non sono molto brava con i computer e suonare qualcosa con la chitarra e poterlo trasformare in un altro strumento è straordinario."

Stai scoprendo un nuovo mondo.
"Sì, certo. Devo mettermi alla prova con ogni disco. E sono molto contenta del risultato di questo."

Qual è la tua relazione con l'Italia? Ti piace?
"Sì, molto."

Cosa ti piace soprattutto?
"Devo ammettere che è il cibo. E' molto divertente... La prima volta in cui venni qui ero in tour con i Mum. Pensai: l'Italia è una nuvola rosa. Perché il cibo e il vino sono così buoni e la gente è simpatica. Ma questa è la prospettiva di una straniera."

Ma è interessante. Quante volte sei stata qui?
"Non mi ricordo bene. Un paio di volte con i Mum, poi scrissi le musiche per il padiglione islandese alla Biennale di Venezia e poi un paio di volte con i miei tour."

Perciò ora la stai scoprendo un po' di più...
"Sì. Una volta cercai anche di imparare la lingua. Ero al liceo e il professore era così buffo. Era talmente vecchio che era quasi morto e gli mancavano dei denti. Era convinto che avremmo imparato la grammatica solo ripetendo i verbi in continuazione, e ci dirigeva. Non ci sono molte persone in Islanda che parlano italiano e questo probabilmente era l'unico insegnante. Lo trovai talmente buffo e mi piaceva così tanto che non riuscivo a stare in classe."

Ridevi sempre.
"Ho dovuto smettere, era troppo buffo."

Ma ti ricordi qualche parola?
"In realtà no. E' interessante vedere quanto lo capisco. Il bello dell'italiano è che è molto fonetico, si scrive come si parla. Mi piace molto."

Non come l'islandese...
"In realtà l'islandese è molto fonetico."

A noi sembra molto difficile!
"L'islandese è fonetico per l'80%, l'italiano per il 90%. Poi c'è il francese che lo è per il 40%..."

Una cosa che mi ha sempre colpito dell'Islanda è che si tratta di una nazione relativamente piccola e poco abitata, ma con tanti grandi musicisti e cantanti. Bjork, Sigur Ros, tu e tuo fratello... Cosa c'è di così speciale nel rapporto tra gli islandesi e la musica?
"E' un insieme di diverse cose. Il privilegio di molti bambini e adolescenti di poter frequentare scuole di musica: c'è uno stile di vita piuttosto alto. Ma anche il fatto che non ci sia una lunga tradizione culturale, perciò la musica islandese la si può inventare ancora oggi. Ma alla fine ogni musicista islandese deve ammettere che deriva tutto dalla madrina Bjork. E' tutta colpa sua."

E' stata importante anche per la tua crescita musicale?
"La mia formazione è stata con la musica classica. Ma ciò che faceva quando io ero un'adolescente mi ha ispirato tremendamente."

E altri cantanti che vedi come punti di riferimento?
"Intendi dall'Islanda?"

No, in generale...
"Direi che Nina Simone è stata di grande ispirazione. E tutte le grandi voci femminili."

Per finire, puoi salutare SaltinAria, il nostro sito?
"Ciao SaltinAria!"


Intervista di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Ja.La Media

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