Numero6: locali pieni e tanto entusiasmo

Scritto da  Alberto Naldini Giovedì, 10 Luglio 2008 

I Numero6 ci riprovano dopo “Dovessi mai svegliarmi”, presentando in download gratuito l’EP di “Quando arriva la gente si sente meglio”, che anticipa di alcuni mesi l’uscita del disco. Risponde Michele Bitossi.

 

 

 

Perché la scelta del titolo: “Quando arriva la gente si sente meglio”?

Si tratta di una frase tipica che alcuni sedicenti fonici o organizzatori di concerti adoperano per tentare di tranquillizzare la indie band di turno che sta impazzendo alle prese con un impianto inadeguato o addirittura inesistente durante il soundcheck, prima di un concerto in un improbabile locale. Il millantatore di turno si gioca questa carta ad effetto che, con musicisti sprovveduti, va spesso a segno; quando vede che il nervosismo sta raggiungendo livelli di guardia se ne esce con un bel "tranquilli ragazzi, è normale che rimbombi tutto col locale vuoto, ma quando arriva la gente si sente meglio!". Il nostro amico Emiliano Colasanti, nel suo blog, ha colto perefttamente lo spirito del nostro titolo. Ecco il link in questione: http://stereogram.menstyle.it/archive.php/tag/will+oldham Con “Quando arriva la gente si sente meglio” volevamo polemizzare ironicamente con la situazione vigente della musica live in Italia nel circuito indie rock, uno scenario che vede tanta gente in gamba che fa ottime cose ma anche parecchi arraffoni improvvisati, che non hanno la minima idea di quello che stanno combinando e operano per moda o convenienza commettendo enormi danni. Sto parlando di promoter e organizzatori, non di artisti.

A quando l’uscita dell’intero disco?     

Vista la situazione agonizzante del mercato discografico credo occorra ponderare bene le uscite e trovare modalità in linea coi tempi per diffondere la musica. In questo momento a noi andava di uscire con un ep, un formato che ci ha sempre affascinato, penso a gioielli del calibro di "Chronic town" dei R.e.m, a "Repeater" dei Fugazi ecc. Volevamo anche mettere in download gratuito il lavoro e sperimentare un modo di lavorare per noi nuovo. Gli scaricamenti stanno andando benissimo e si stanno aprendo scenari interessanti grazie anche all'attenzione che media prestigiosissimi come Pitchfork ci hanno dato. Stiamo scrivendo le canzoni nuove per il prossimo album che uscirà, senza fretta, l'inverno prossimo. E' già pronto però il prossimo singolo con cui usciremo a ottobre. Ci sarà un altro featuring per noi molto importante... Comunque ci tengo a dire che questo Ep non è la "metà" di un qualche intero. E' un mini album di 5 canzoni. Con la sua storia e la sua dignità. Magari poi decidiamo che d'ora in poi noi si uscirà solo con degli Ep. Non si sa mai...

Com’è nata la collaborazione con Bonnie “Prince” Billy? A tal proposito mi raccontate qualche aneddoto in studio?    

Beh, ce ne sono tanti... per esempio potrei raccontarti di quando lo abbiamo trovato una mattina addormentato su un divano in studio con la barba finta stretta tra le mani come fosse un orsacchiotto di peluche... A parte gli scherzi, non abbiamo mai ancora avuto il piacere di conoscere di persona il buon vecchio Will, di cui siamo grandi fan..A dire il vero non ci siamo nemmeno mai parlati al telefono. La nostra collaborazione si è sviluppata all'insegna dei tempi moderni: gli abbiamo scritto proponendogli la collaborazione; ha accettato a patto di cantare un testo in italiano. Gli abbiamo mandato la base e lui ci ha rispedito la traccia vocale con la quale siamo andati in studio per il mix. A nostro avviso quello che è venuto fuori è molto interessante.

La vostra amicizia con Brizzi è ormai consolidata. In questo Ep è l’autore di un testo… ci saranno altri brani composti da Enrico?

Con Enrico abbiamo fatto un lungo tour la scorsa estate portando in giro lo spettacolo “Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro”, un reading in concerto molto rock ispirato al suo penultimo romanzo. Da quell’esperienza è nato anche un disco che uscirà fra qualche tempo. Siamo diventati molto amici e Enrico ci ha regalato il bellissimo testo del pezzo “Navi stanche di burrasca”, contenuto nel nuovo ep. Ci piace molto coinvolgere scrittori nel nostro lavoro: è successo infatti per l’ultimo disco “Dovessi mai svegliarmi” quando abbiamo inserito nel booklet una serie di racconti inediti di autori italiani che apprezziamo e che si sono prestati volentieri alla cosa (Paolo Nori, Marco Mancassola, Marco Missiroli e altri). Attualmente stiamo collaborando anche con Matteo B Bianchi, un grandissimo… Spero che Enrico scriva per noi ancora perché la sinergia su “Navi stanche” è stata magnifica.

Per quanto riguarda i testi, sono autobiografici?

Dipende. Quando si tratta di comporre i testi, cosa che faccio sempre in un secondo tempo rispetto alla scrittura della musica, attingo da frasi e spunti vari appuntati nel corso del tempo. Ci sono suggestioni personali, cose che sento dire, altre che mi immagino ecc. Tendenzialmente comunque mi piace scrivere di questioni che conosco, che mi sento in grado di trattare con consapevolezza.

…Ad esempio ho captato una frase in “Quel giorno cosa avevo?” riguardante l’attesa di una nascita. E’ così?

La frase a cui ti riferisci è assolutamente personale. Si riferisce alla futura nascita di mio figlio Pietro, un fantastico bambino che adesso ha un anno.

Concludendo, tra quanto sarà possibile gustarvi nella versione live? E dove?

Riprenderemo l'attività live non prima di ottobre prossimo. Adesso desideriamo concentrarci completamente e intensamente sulla scrittura del prossimo disco. Siamo anche in una fase di riassestamento della band e abbiamo bisogno di comporre e provare molto perchè vogliamo uscire, al momento opportuno, con un grande live.

Volete aggiungere qualcosa?

Aggiungo solo che, per quanto il nostro Ep stia andando molto bene in fatto di download gratuiti (“provenienti”non solo dall’Italia ma da tutto il mondo) stiamo vivendo una situazione tristissima dal punto di vista musicale. Dovrebbe essere infatti più che normale pagare il giusto per venire in possesso della musica che si desidera ascoltare. Nel corso del tempo, nella testa della gente, si è sedimentato il triste e sbagliatissimo equivoco per cui è giusto impossessarsi di opere d’ingegno come si trattasse di sassi presi per strada. Questo non è giusto ed è uno dei sintomi della società di merda in cui stiamo vivendo. Per capirci, se hai il bidet che perde chiami un idraulico e gli paghi il lavoro. Perché non deve accadere lo stesso con chi ti offre il suo lavoro sottoforma di musica inedita?

 

 

 

 

NUMERO6 sono:

Michele Bitossi

Stefano Piccardo

Nicola Magri

 

Intervista di: Alberto Naldini

Recensioni correlate: EP “Quando arriva la gente si sente meglio

Grazie a: Michele Bitossi

Sul web: MySpace - www.numero6.com

 

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