Noemi e la voglia di non smettere mai di cercarsi

Scritto da  Venerdì, 09 Febbraio 2018 

A mezzanotte scorsa è uscito il suo nuovo disco “La luna”, titolo che evoca un’immagine femminile perché si canta spesso la luna e alla luna; è questo il mood nel quale canta Noemi in questa stagione, nel segno della spiritualità femminile. “Lo dice anche Vasco: dillo alla luna”, cita Noemi, nome d’arte di Veronica Scopelliti. La ragazza romana dai capelli rossi con la voce che graffia ne ha fatta di strada dalla partecipazione a X Factor nel 2009, quando non arrivò nemmeno in finale. Ora è alla quinta partecipazione al Festival con il brano “Non smettere mai di cercarmi” e sembra molto sicura di sé, con tanta grinta e determinazione, attenta a fare un passo alla volta.

 

Sei stata coach di talenti musicali nel programma “The Voice”, ma Noemi come allena Noemi?
“Cerco sempre di essere coerente facendo una musica con la quale mi identifico. In questo caso la linea di fondo è raccontare cose semplici e quello che contraddistingue i diversi collaboratori dell’album è l’idea di non smettere mai di cercarsi, anche se ognuno lo fa a suo modo, ad esempio Francesco Tricarico con uno spirito più poetico, altri con una vena maggiormente ironica. Io, come dice lo stesso titolo della canzone, non smetto mai di cercarmi, un modo per annullare una distanza.”

Nella canzone si parla di amore. Qual è l’ispirazione?
“L’equazione dell’amore, equazione del fisico Paul Dirac, premio Nobel nel 1933, che dice che se due sistemi entrano in comunicazione, si scambiano delle informazioni e resteranno per sempre in contatto anche allontanandosi e questo è il senso della relazione - perché un amore non finisce quando ci si lascia - e di non smettere mai di cercarsi.”

In “Non smettere mai di cercarmi” si respira una certa spiritualità legata soprattutto al femminile. Tu coltivi questa dimensione?
“Non fa figo ma sono credente. Forse è una forma di debolezza ma mi piace pensare che siamo tutti figli di un grande tappeto che abbia un senso e credo che la musica sia un modo di pregare, perché pregare significa cercare ristoro ed è una dimensione molto vicina all’ascolto musicale.” Lo stesso Sant’Agostino sosteneva che cantare sia pregare due volte.

Stasera il duetto con Paola Turci. Come hai scelto la tua compagna di palcoscenico?
“L’ho scelta perché credo di essere una persona piuttosto potente sul palco e ho bisogno di un compagno con la stessa tempra. Il sodalizio tra l’altro è già stato sperimentato insieme anche a Laura Pausini dove io stavo al piano.”

Pensi ad altre collaborazioni?
“In effetti le donne tendono a essere soliste sul palco ma credo che sia interessante diventare, al contrario, il perno di un’aggregazione. Nel disco le collaborazioni sono solo autoriali ma nel programma dei concerti sto pensando a coinvolgere varie figure di artisti.”

Hai nuovi progetti?
“Una nuova dimensione video con Fabrizio Cestari, regista degli ultimi tre dischi, progetto certamente ambizioso che però mi sta coinvolgendo molto in una dimensione interpretativa inconsueta. I video nuovi sono tutti green light, realizzati al computer e questa dimensione mi stimola molto.”

Intervista di: Ilaria Guidantoni

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