Nek, poeticamente pronto - Sala stampa “Lucio Dalla”, Palafiori (Sanremo)

Scritto da  Mercoledì, 06 Febbraio 2019 

Nek, nome d’arte di Filippo Neviani, nato a Sassuolo nel 1972, è in gara con Mi farò trovare pronto e si ispira alla poesia di Borges, una scelta impegnativa che arriva dopo un percorso di fede – sulla quale dice potrebbe parlare per ore - e la scoperta dell’amore totale con l’arrivo della figlia.

 

In questo brano emerge l’elettronica e in generale, come ha dichiarato in conferenza stampa, ama sporcare i propri brani con generi diversi, dal rock a suoni più ‘secchi’ e certamente un taglio molto radiofonico, che sembra quasi una scelta strategica verso il successo. Nek non si smarca e crede nel potere della radio che sposa perché a sua volta è cresciuto con la radio e, d’altra parte, ha sottolineato, che non ha senso partecipare a Sanremo con un brano non sanremese. Dopo un percorso tra il rock e l’elettronica arriva il bilanciamento del brano in gara, erede nei temi e nelle sonorità di Fatti avanti amore che nel 2015 si è piazzata al secondo posto. In questo brano ci mette tutte le sue anime, quella di cavalcare il palco, di guardare sempre a nuovi progetti e la ricerca spirituale. Aspettiamo di riascoltare il brano che deve venir fuori e forse il duetto con Neri Marcorè, personalità versatile, attore, cantante, buon suonatore di chitarra che Nek ha scelto proprio per la sua versatilità, probabilmente - fa intuire - anche per avviare insieme altri progetti, con l’obiettivo di regalare un’emozione nuova, ci dirà qualcosa in più. Nek però rimane abbottonato sul ruolo del suo compagno di palco.
Nel corso della conferenza ripercorre anche la sua carriera quando, la prima volta a Sanremo, nel 1993 fra i Giovani, venne massacrato per una canzone contro l’aborto, In te.. Nel 1997 arriva solo settimo con Laura non c’è ma il brano è un successo. Gli ultimi due anni hanno segnato rispettivamente il traguardo dell’artista più suonato nelle radio nel 2017 e il protagonista di un tour di successo con altri amici Max Pezzali e Francesco Renga nel 2018 con il quale condivide quest’edizione.
Tra i suoi progetti, non solo musicali, la scorsa estate con Nuovi Orizzonti in Brasile nel nord est in un campo missione nelle favelas per il recupero dei bambini di strada vittima di violenze (abbandono, avvio alla prostituzione) dove la gente si ammazza per nulla. Da lì l’ispirazione per il brano in gara oltre che dal titolo della poesia di Borges ed è così che Nek riannoda i diversi percorsi che ruotano tutti intorno all’amore e alla vita. Ha così citato i quattro versi di Borges che riecheggiano nel suo pezzo e suonano più o meno così: “A cosa mi serviranno i talismani/, la vana erudizione/, l’esercizio delle lettere?/ Stare con te è la misura del mio tempo.”
Davanti l’obiettivo dell’Arena di Verona, ambizioso.

Articolo di Ilaria Guidantoni

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