Maurizio Frangella: tra musica e sensibilità

Scritto da  Domenica, 22 Giugno 2008 
Maurizio Frangella è un musicista di Roma. Dopo l’esperienza nella band Jion, ha dato vita al duo Acoustic Hits, insieme a Emiliano Guiducci, già in forza ai Kriya. Ci parla di lui e dei suoi nuovi progetti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi racconti qualcosa di te?

Sono un musicista che ha fatto e sta facendo della musica una ragione di vita, infatti insegno chitarra e suono la chitarra anche in progetti artistici sia inediti che non, infatti ho un duo acustico con Emiliano Guiducci (già bassista dei Kriya), in cui suono principalmente cover. Ho avuto in passato altre esperienze musicali tra cui la prima in assoluto quella con i Bewhem divertentissima e formativa, perché ebbi l’occasione di conoscere e di suonare con un chitarrista bravissimo ovvero Emiliano Pelagalli, il quale mi diede lo spunto per imparare a suonare ancor meglio la chitarra. Poi vennero altre belle e formative esperienze condivise proprio con il grande Emiliano Guiducci, tra cui i Synaesthesia (Metal progressive) e gli Astrolab (Rock psichedelico). Ma dopo queste nel 2003 fino al 2006 venne la più importante esperienza artistica avuta finora, soprattutto per i risultati raggiunti, ovvero i Jion (rock alternative) insieme alla sempre più determinata Veronica De Andreis.

Cosa ti ha dato l’esperienza con i Jion?

Di sicuro tante soddisfazioni a livello sia personale che artistico perché mi son trovato a gestire nei minimi dettagli tutto quello che circonda una band, dall’arrangiamento delle canzoni, alle pubbliche relazioni. Inoltre il miglioramento del mio “equipaggiamento musicale” con ricerca di un suono adatto al genere che facevo con loro, la costruzione di un’immagine sia a livello personale che nella band. Di tutto questo ringrazierò sempre Veronica perché mi ha messo davanti a queste realtà importantissime per la buona riuscita di una band, appunto.  Mi è piaciuto molto il mettermi alla prova con un genere diverso da quello a cui ero abituato a suonare, però alla lunga le mie “radici musicali” ovvero il rock e il metal fatto di assoli, riff tecnici e atmosfere particolari ha pesato sul continuo del cammino artistico con il gruppo. Loro sono orientati su un genere di rock più elettronico e alla lunga purtroppo abbiamo capito entrambi che bisognava cambiare qualcosa e ahimè la scelta è stata quella di dividere le nostre strade artistiche, a mio malincuore.

Chi sono i tuoi miti chitarristi?

Ne ho diversi… la lista è lunga, perché ognuno ha qualcosa che lo rende unico. Comunque quello preferito da qualche anno ad oggi è John Petrucci dei Dream Theater che unisce il tecnicismo a melodie raffinate, poi ci sono anche Joe Satriani, Steve Vai, Malmsteen, David Gilmour, Mark Knoplfer, Tommy Emmanuel, Santana, Hendrix…

Insieme al cantante dei Kriya hai dato vita al duo Acoustic Hits. Perché solo cover? Avete in mente di scrivere qualcosa di vostro?

Abbiamo deciso di mettere su questo duo perché ci piace l’idea di risuonare cover a cui siamo legati chi per un motivo, chi per un altro e di viverli con l’atmosfera che creano due chitarre acustiche. L’idea di proporre qualcosa di nostro è già attuata almeno in parte, infatti abbiamo inserito nel repertorio per ora, tre nostri pezzi inediti.

Cosa ne pensi della scena musicale emergente romana?

Effettivamente ci vorrebbe molta più attenzione verso i musicisti emergenti. Purtroppo la crisi economica ha reso tutti più prudenti e timorosi e questo ha portato le etichette discografiche, le radio e chi investe generalmente in questi settori a puntare sempre sugli stessi artisti già affermati, che però ormai a mio parere non offrono più niente di nuovo. Stando nel giro della musica emergente ho conosciuto realtà di band e solisti veramente meritevoli di produzioni e distribuzioni ad alti livelli, tra cui i Kriya e gli stessi Jion e mi piange davvero il cuore vedere che non gli viene riservata l’attenzione che meritano, da chi di dovere.

Hai altri progetti in cantiere?

Si, sto mettendo su un mio gruppo, con cui voglio generare un rock d’atmosfera ed energico al tempo stesso. Ma la cosa più importante è che ci dobbiamo divertire.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Si anche se forse son stato già prolisso. Mi preme invitare tutti a trovare l’arte che più gli si addice, perché l’anima parla attraverso di essa. Ognuno ha un’abilità artistica e sarebbe bellissimo se tutti la utilizzassero per esprimere ciò che hanno dentro, sia per se stessi che per il prossimo. Già! Perché ci si “arricchisce” reciprocamente anche così! Grazie per l’intervista.

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Grazie a: Maurizio Frangella

Sul web: MySpace Maurizio Frangella  - MySpace Acoustic Hits

 

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