MasCara: OK, siamo pronti!

Scritto da  Sabato, 16 Giugno 2012 

La band new wave di Varese ci parla del nuovo disco “Tutti usciamo di casa”. Risponde Lucantonio Fusaro, voce e chitarra dei MasCara.

 

 

 

Quando, dove e come nascono i MasCara?

Il gruppo nasce nel 2007 a Vergiate (Varese). Io (Lucantonio) e Claudio Piperissa eravamo compagni alle scuole superiori. Dopo anni di strade diverse sia in ambito accademico che di frequentazioni ci siamo ritrovati per caso, e da lì è nata l'idea di scrivere inediti e comporre musica con lo scopo di creare un progetto che avesse la possibilità di affacciarsi al panorama indipendente.

Stilisticamente parlando, quali sono le caratteristiche ricorrenti nella vostra musica?

Credo che emerga prepotentemente la voglia di riallacciarsi con la tradizione Rock Alternativa italiana cercando di ricreare quel meccanismo che tanto bene funziona nella musica estera, nuove generazioni che riprendono il discorso proprio da dove si era interrotto. Nella nostra musica l'estetica è importantissima così come l'atmosfera new wave che in più occasioni si fonde con riferimenti Post-Rock mantenendo però un'identità Italiana.

Mi piacerebbe sapere a quali artisti, anche non necessariamente legati al mondo musicale, accostate il vostro lavoro.

I riferimenti sono molteplici sia letterari (senza farne una febbre o facendosi prendere dal citazionismo compulsivo) e quindi non riesco a delineare quali si siano evidenziati di più se non Wild per quanto riguarda le due parti di Dorian. Io amo leggere molti testi stranieri e quindi è facile che molte immagini siano dovute alla comprensione dei testi anglofoni di band come The Smiths o Cure, Bowie o dei King Crimson passando per tutte le band contemporanee come The Raveonettes, Chapel Club, Maccabees e Mew.

Perché, secondo te, “Tutti usciamo di casa” o dovremmo farlo prima o poi? Parlami della vostra idea di distacco dal mondo della giovinezza.

L'uscita di casa è solo un simbolo così come ce ne sono disseminati per tutto il disco. Io amo i miti e le storie e come puoi immaginare la caratteristica che li contraddistingue da una scrittura giornalistica sta proprio nel poter inserire o spostare a proprio piacimento degli avvenimenti o delle immagini. E' una libertà che amo in quello che faccio, poter non essere fedele al qui ed ora allo spazio e al tempo. Quindi l'uscire di casa è tanto un dato di fatto, cioè tutti cresciamo e abbandoniamo le sicurezze tipiche dell'infanzia e iniziamo con l'adolescenza ed infine con l'età adulta a distruggere e ricostruire la nostra identità di uomini e di donne. I ricordi ed i sogni vengono sistemati ognuno al proprio posto con l'evoluzione. Il rendersi conto di aver messo tutto al posto giusto ti fa dire “OK sono pronto, so come sistemare il percorso che sto tracciando… anche se non so dove mi porterà”. E' la capacità di abbandonare il mondo del “tutto e niente sono possibili” per iniziare a vedere quello che è realizzabile e sul quale investire le proprie risorse di adulto.

La scelta del concept è stata obbligata oppure vi siete sentiti più a vostro agio in un contenitore del genere?

Non ci sono obblighi, ci sono sentimenti e sensazioni che ti indicano la strada, come dicevo prima, mentre immagini il tuo disco tutto è possibile quando inizia a scriverlo scegli che cosa sicuramente potrà diventare e inizi escludere quello che non sarà mai. E' un atto di maturità identificare cosa è davvero importante che comunichi il tuo disco le tue parole e la tua musica.

Quali sono, se ce ne sono, le principali differenze con le produzioni passate?

Dopo l'Ep “L'amore e la filosofia” abbiamo fatto il grande passo mentale che ti porta a dire “questa è la via” non abbiamo più avuto i dubbi che contraddistinguono un debutto. Per noi il primo Ep è stato davvero un esordio, mentre questo lavoro ha una statura molto più sicura e definita tanto che alcune recensioni parlando di “attitudine mainstream”, e pensando che abbiamo fatto tutto da soli la parte di preproduzione definendo da noi tutti i dettagli dei brani, ci viene da sorridere. E' come se avessimo dimostrato in primis a noi stessi che con molto impegno e scarsità di risorse il risultato può comunque essere molto più grande di quello che ci si aspetta.

Avete qualche aneddoto curioso legato alla produzione del vostro ultimo album?

Claudio dice sempre che hanno partecipato così tante persone e così diverse per esperienze età e curriculum che ad un certo punto pensava che il primo che entrasse dalla porta iniziasse a suonare qualcosa. Organizzare la partecipazione di un orchestra reclutando le persone anche il giorno prima e la registrazione voltante del coro di bambini è stato tra le cose esilaranti di questo lavoro per non parlare di quando nella sessione quasi in presa diretta di “Dorian (post-modern parte II)” abbiamo fatto entrare e il cane di Matteo Sandri Toby che ad ogni colpo di rullante abbaiava contro Nicholas.

A quali brani di “Tutti usciamo di casa” ognuno di voi si sente maggiormente legato?

Io credo che nelle famiglie ci sono sempre i figli preferiti ma un buon genitore non lo ammette mai!

Che tipo di difficoltà si incontrano solitamente nella creazione di un disco?

Dipende molto dai punti di vista. Per una band emergente è una questione di budget molto spesso però facendo un ragionamento incentrato sul contenuto direi che la difficoltà è attendere che le cose prendano forma che sia durante la registrazione o appena dopo l'uscita del disco. E' gestire l'aspettativa che tu hai rispetto a quello che tu hai fatto con così tanto amore e così tanti sacrifici. Accettare anche di essere sconfitti. Questa è la fatica di creare un disco.

Autoproduzione o etichetta? I pro e i contro di entrambe, secondo te.

Se l'Etichetta è attenta e crede in un progetto è sempre un'autoproduzione nella sostanza l'etichetta è solo un appoggio che fa la differenza nel momento in cui le idee sono allineate allora lì insieme si possono fare grandi cose e i suggerimenti diventano alleati preziosi e strumenti che levigano al meglio il lavoro. Quindi ci sentiamo di dire che una band con le idee chiare fa meno fatica ad incontrare “l'anima gemella” affinché ci sia quel senso di libertà e di completezza nell'unire le forze. Non abbiamo preconcetti e giudizi guardiamo i fatti. La Eclectic Circus ha sposato la causa accettando un lavoro praticamente finito e concluso assumendosi la responsabilità di credere in noi e in Tutti Usciamo Di Casa ed è davvero una cosa che crea uno stato di fiducia davvero importante per un emergente.

Passiamo a un altro argomento: live o studio? Cosa cambia veramente?

Cambia tutto. Nel Disco fermi le idee nel live continui a ricrearle con la consapevolezza che: A) ogni volta sarà diverso B) Ogni volta le sinergie si spezzano e si ricreano con chi hai di fronte e ti accorgi che sono persone reali che cantano e che rappresenti le loro emozioni C) che sei destinato a creare qualcosa che non puoi ascoltare, diventi parte di qualcosa che vive ed ognuno ha una funzione vitale. Quello che doni a chi ascolta è l'unione delle singole energie che vivono nel gruppo ma anche la potenza sonora che ci attraversa come trasmettitori.

State preparando il tour di presentazione del disco? Progetti futuri?

Dopo le due date Romane abbiamo ancora un po' di date nelle nostre zone mentre già si sta delineando il tour invernale che partirà a settembre. Ad ogni passo che facciamo siamo già proiettati per quelli futuri e anche come scrittura stiamo iniziando a lavorare sui nuovi brani.

 

 

MASCARA sono:

Fusaro Lucantonio (singer, guitar)

Piperissa Claudio (guitar)

Piscitiello Marco (bass)

Negri Nicholas (drums)

Scardoni Simone(synths/piano and Violoncello)

 

Intervista di: Fabrizio Allegrini

Grazie a: MasCara ed Ercole Gentile (Alcor Press)

Live report MasCara in concerto @ Le Mura (Roma) - 05/06/2012

Recensione MASCARA - Tutti usciamo di casa (Eclectic Circus, 2012)

Sul web: Facebook - www.mascarawave.it

 

 

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