Marzia Stano (Una): "Il mio nuovo album? Una raccolta di storie fottutamente vere"

Scritto da  Mercoledì, 19 Novembre 2014 

Sarà una dei grandi protagonisti del Milano Folk Fest il prossimo 29 novembre all'Ohibò di Milano, la prima tappa della rassegna nata a Roma e che proseguirà in veste itinerante.

E la manifestazione nel capoluogo meneghino sarà l'occasione per Marzia Stano, in arte Una, di presentare il suo ultimo album, "Come in cielo così in terra", uscito poco più di un mese fa (e anticipato dai singoli "#Scopamici" e "Mario ti amo" che tanto successo hanno ottenuto sul web). Di tutto questo la cantautrice pugliese ci parla in questa intervista.

Marzia, parteciperai tra pochi giorni al Milano Folk Fest, una manifestazione che per la prima volta esce dai confini di Roma. Cosa ti aspetti?
"Di divertirmi! Adoro l'atmosfera dei festival, è sempre una fucina d'interazione e scambio che spesso sfocia in collaborazioni. Si è portati a dare il meglio di sé sul palco e a scegliere necessadiamente le canzoni che sinteticamente ti rappresentano di più. Il pubblico è eterogeneo e soprattutto puoi goderti anche i concerti degli altri."

L’ennesima dimostrazione che il folk sta vivendo una rinascita in quest’ultimo periodo. Stai vedendo anche tu questa tendenza?
"In Italia vedo hip hop ovunque sinceramente, ma dall'estero per fortuna arrivano input di una forte rinascita del folk, un genere in evoluzione e punto di partenza per le contaminazioni piu disparate."

E’ uscito da poche settimane il tuo ultimo disco “Come in cielo così in terra”. Scrivi “quasi fosse un libro di racconti alla Salinger e alla Carver”, mentre il titolo dell’album precedente “Una nessuna e centomila” richiamava evidentemente a Pirandello. La letteratura per te è un’ispirazione importante?
"Fondamentale, oserei dire. Amo la lettura tanto quanto la musica, leggere è un'esperienza creativa in cui sei costantemente alle prese con la regia mentale di una sceneggiatura scritta da altri, dove il confine tra realtà e fantasia si assottiglia fino a svanire. Che è esattamente ciò che avviene nelle mie canzoni, con la differenza che la sceneggiatura è scritta da me e la regia è di chi mi ascolta."

Un altro mondo a cui ti sei avvicinata spesso è quello dei cantautori italiani, da Piero Ciampi di cui hai interpretato “Il lavoro” a Fabrizio De André, essendo stata finalista del premio a lui intitolato. Come ti poni rispetto all’eredità storica del cantautorato italiano?
"Come il minuto rispetto all'eternità. Le canzoni di De André sono patrimonio culturale, sono come la Gioconda di Da Vinci o il Colosseo, piccole testimonianze di eternità, io sono solo uno dei tanti frutti del presente."

Uno dei temi che ami maggiormente approfondire sono le relazioni, dalla libertà e anche dalla paura dell’impegno degli “#Scopamici” all’amore omosessuale che supera il tempo di “Mario ti amo”. Come vivono le relazioni, dal tuo punto di vista, i ragazzi e le ragazze della tua generazione?
"La 'durata' è l'esperienza più ambita e contemporaneamente più temuta degli anni '10. Dal mondo del lavoro alle relazioni, tutto sembra ruotare attorno all'attesa. Forse si sentono, me compresa, semplicemente sospesi... come accade alle ragazze e ai ragazzi nel video di 'Mario ti amo'."

Anche questo ultimo album è una raccolta di storie, di personaggi contemporanei. Quanto c’è di autobiografico e quanto di osservazione del mondo che ti circonda?
"'Come in cielo così in terra' è una raccolta di storie inventate ma fottutamente vere."

Sei nata a Torino, cresciuta in provincia di Bari, hai studiato a Bologna e hai suonato molto anche all’estero. Quanto è stata importante questa tua natura “cosmopolita” nell’acquisire nuove esperienze che hai poi infuso nella tua musica?
"Credo abbia influito parecchio, se in bene o in male questo non so dirlo."

Oltre alla tua esperienza da solista, hai partecipato e partecipi tuttora a gruppi: in passato gli Jolaurlo e oggi il power trio con Gianni Masci e Luca Giura. Ti permette di sperimentare una dimensione che da solista non riesci ad esprimere?
"Per me questo discorso del 'solista' non ha molto senso, è un termine che si usa solo per dichiarare chi in definitiva si assume la responsabilità di alcune scelte e ha una visione di ciò che vuole, ma in verità tutti i cantautori si avvalgono dell'esperienza musicale di artisti, compositori, arrangiatori che di fatto contribuiscono a creare il suo universo sonoro. Personalmente vengo da un'esperienza di band che si è fatta le ossa tra le ceneri dei vecchi centri sociali: la dimensione artistica che piu mi rappresenta è quella del collettivo, della sinergia tra menti e sensibilità che si incontrano e collaborano. Una oggi è esattamente questo: Marzia Stano, Gianni Masci e Luca Molla. Domani è un altro giorno."


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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