Mario Lavezzi: obiettivo musica al centro

Scritto da  Sabato, 31 Marzo 2018 

Abbiamo incontrato Mario Lavezzi, autore, cantautore e produttore, impegnato a rimettere al centro del sistema discografico la musica, fatto che sembra tutt’altro che scontato, garantendo più opportunità soprattutto ai giovani con due progetti, la petizione per la modifica del regolamento del Festival di Sanremo e Campusband, Musica & Matematica 3, terza edizione dedicata agli studenti con la musica in testa.

 

Autore, cantautore e produttore, una carriera a 360 gradi, nel 1983 ha preso anche il Telegatto come music maker, visto che ricopriva tutti questi ruoli. Ha avuto la fortuna di scrivere, collaborare e produrre molte grandi artiste come Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Anna Oxa e Loredana Bertè, solo per citarne alcune e quest’anno è stato anche protagonista al Festival di Sanremo, in veste di produttore di Ornella Vanoni, ma sul palco dell’Ariston era d’altra parte già salito. In questo momento sta lavorando a due progetti, rispettivamente la petizione per cambiare il regolamento del Festival di Sanremo e Campusband, concorso giunto alla terza edizione, rivolto agli studenti con la musica in testa, aperto dal 2018 - questa la novità - anche agli interpreti. L'obiettivo di entrambi i progetti è quello di mettere la musica al centro del sistema discografico, dando più opportunità ai giovani talenti e cambiando il modello del mercato musicale fin troppo commercializzato che secondo Lavezzi ha prodotto risultati decadenti.

Sanremo è certamente l’appuntamento musicale del panorama italiano. Qual è la sua storia?
“Il mio primo ricordo è da autore con la canzone dei Nomadi Non dimenticarti di me, ma non nascondo che anche l’esibizione del 2009 del brano Biancaneve con Alexia è un bel ricordo: era la mia prima partecipazione da interprete. All’inizio non dovevo nemmeno cantare, ma avevo troppa voglia di festeggiare i miei quarant’anni di carriera. Quest’anno il progetto di Sanremo è nato all’improvviso. Quando Claudio Baglioni ha inviato Imparare ad amarsi ad Ornella, lei era piuttosto scettica, ma alla fine ha accettato. Anche grazie alla presenza di due grandi artisti come Bungaro e Pacifico che le hanno lasciato molta libertà. Hanno cucito un testo su misura, come si fa proprio quando un sarto deve confezionare il vestito migliore per la propria modella.”

La partecipazione di Ornella Vanoni all’edizione 2018 non è stata casuale e ci porta ad uno dei suoi progetti. Ce lo racconta?
“Ornella ha accettato la proposta proprio sulla base dell’accoglimento della petizione che ho promosso lo scorso anno a marzo, portata avanti con Mogol e Mussida: la richiesta era di cambiare il regolamento del Festival, ripartendo dalla scelta dei testi prima che degli interpreti.”

Quest’anno festeggia anche i 50 anni di Carriera, un bel traguardo. Come li festeggia?
“Sono cinquant’anni di carriera da autore e farò uscire un progetto discografico importante: un cofanetto con 3 album con le canzoni che ho scritto, prodotto e interpretato nella loro versione originale. Poi c’è il Campusband Musica & Matematica 3, un progetto per i giovani amanti della musica - cantautori, musicisti ed interpreti under 25 - che vi consiglio di tenere d’occhio.”

Ci racconta qualcosa di questo concorso?
“L’obiettivo del concorso - sostenuto da SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, organizzato dalla Onlus "La partita del cuore-Umanità senza confini”, con il patrocinio del Comune di Milano e media partner Rtl 102.5 e Corriere della Sera-ViviMilano - è quello di dare un'opportunità a giovani studenti con la passione per la musica di poter partecipare alla finale che si terrà al Castello Sforzesco di Milano. Il vincitore assoluto riceverà in premio la pubblicazione del singolo, compreso il video su tutti i portali digitali e avrà anche la possibilità di partecipare alla selezione di Sanremo Giovani che richiede specificamente la pubblicazione di un singolo. Ma non solo, i vincitori delle altre categorie riceveranno una borsa di studio da usufruire presso il C.E.T. - la scuola fondata da Mogol - e il CPM - scuola di Franco Mussida. Una commissione di esperti selezionerà 12 finalisti (4 della categoria “Band”, 4 della categoria “Cantautori” e 4 della categoria “Interpreti”) che si esibiranno dal vivo alla finale del concorso. I concorrenti non dovranno avere più di 25 anni e devono frequentare l’università o corsi scolastici. Riguardo i gruppi, almeno il 30% dei componenti deve essere composto da studenti. Per partecipare - le selezioni sono aperte anche per i gruppi iscritti alle scorse edizioni - basta inviare un brano inedito (depositato regolarmente presso la SIAE) e un brano edito o una cover.”

Qual è l’invito che rivolge ai giovani in vista della scadenza del concorso? Il termine per la presentazione della candidatura è il 30 maggio 2018.
“Il principale consiglio per i giovani ragazzi prossimi all’esperienza del Campusband è quello di essere spontanei. Suonate e cantate così come vi viene naturale. La personalità e la capacità di comunicazione sono fondamentali. L’edizione zero di Campusband del 2016 ha visto vincitori The Flyers, un gruppo di tre sedicenni di Siderno dotati di un’invidiabile energia, mentre il premio della critica è stato assegnato a “The dream of lady V.” che è tornata un anno dopo e ha vinto la seconda edizione del concorso. Di recente è stato pubblicato il loro primo singolo, dal titolo “Stasera”, che è anche un videoclip. Ambedue i gruppi hanno vinto perché avevano le caratteristiche della spontaneità e della vitalità. Evitate qualunque tipo di artifici sulla scelta dell’inedito e puntate alla sostanza per la cover. E, mi raccomando, siate voi stessi.”

L’altra iniziativa riguarda la riforma del regolamento di Sanremo che mai come in quest’ultima edizione è stato messo in discussione. Com’è nata l’idea?
“Alla base di un successo musicale duraturo nel tempo e che vada oltre le mode, c’è indubbiamente la qualità di scrittura di una canzone e l’originalità di un’idea. L’interprete e/o il cantautore ha il compito, attraverso la propria capacità comunicativa e interpretativa, di esaltarne le peculiarità. Il progetto si propone di riqualificare la musica italiana e di conseguenza la cultura popolare sia sul territorio nazionale sia all’estero e dare nuovo impulso ad un settore che da tempo sta attraversando una profonda crisi, dovuta alla rivoluzione causata dai sistemi multimediali di diffusione della musica, ma anche alla sempre crescente produzione di opere musicali scadenti. Nel periodo di massimo sviluppo del settore dell’industria discografica del nostro Paese è stato istituito il Festival della Canzone Italiana che era la vetrina delle migliori canzoni create da autori e compositori italiani, selezionate in conformità a requisiti di qualità ed originalità. Le canzoni scelte venivano successivamente abbinate a quei cantanti che ne potevano esaltare al meglio le caratteristiche. Questo meccanismo ha dato luogo nel corso degli anni a grandissimi successi che sono andati oltre il territorio nazionale, ponendo le basi per quello che è stato lo straordinario sviluppo dell’industria discografica ed editoriale italiana. Contribuendo a stimolare autori ed editori per creare e ricercare opere che avessero le prerogative necessarie per partecipare alla manifestazione, che era diventata per tutti gli operatori una cassa di risonanza di enormi potenzialità. In seguito però si sono persi i principi fondanti e si è preferita una logica di spartizione a favore di un sistema in grado di garantire all’organizzazione della manifestazione la partecipazione d’artisti di acquisita popolarità, ma spesso - a parte poche eccezioni - a prescindere dal livello qualitativo delle canzoni. “La Canzone”, a cui è intitolata la manifestazione, è finita per diventare quasi solo un pretesto per allestire un varietà televisivo che ha sicuramente raggiunto ottimo livelli di ascolto, ma un crescente disinteresse del pubblico nei confronti delle opere proposte. Paradossalmente, si contano canzoni di maggior successo tra quelle pubblicate durante tutto l’anno che in occasione del Festival.”

I firmatari - tra gli altri Loredana Bertè, Maurizio Costanzo, Gigi D’Alessio, Roby Facchinetti, Alfredo Rapetti Mogol, Peppino di Capri, Ornella Vanoni, la Federazione Autori (Autori Indipendenti, Snac, Sos Musicisti) FEM (Federazione Editori Musicali) - cosa chiedono dunque?
“La scelta di 20 canzoni scritte da autori di cittadinanza italiana; e una giuria preposta alla scelta delle opere che sia composta da professionisti di indiscutibile esperienza in grado di condurre il lavoro di selezione totalmente liberi da condizionamenti di sorta. Una volta scelte le canzoni, il direttore artistico, a sua discrezione, potrà assegnarle agli interpreti, tenendo in considerazione le candidature di artisti proposti dalle etichette discografiche (Major e indipendenti). Nel caso il direttore artistico, sentita la giuria, ritenesse che una delle canzoni selezionate, cantata da un cantautore, da un gruppo o da un’interprete, abbia un’esposizione credibile e convincente, potrebbe decidere di non procedere ad una diversa assegnazione. Oltre alla riqualificazione del livello musicale, il sistema proposto offrirebbe anche una grande opportunità ai giovani autori, che oggi hanno pochissime possibilità di porre in evidenza le proprie opere. E’ inoltre imprescindibile che, durante la manifestazione, il nome degli autori sia annunciato prima di ogni esibizione e in ogni occasione in cui sia nominata la loro opera - come le premiazioni - così come è essenziale che almeno due degli autori della canzone partecipante al Festival abbiano libero accesso nel momento in cui siano programmate le prove della loro canzone.”

Intervista di: Ilaria Guidantoni
Sul web: www.mariolavezzi.com

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP