Marianne Mirage: a Sanremo Le canzoni che fanno male dell’ultima scoperta di Caterina Caselli

Scritto da  Giovedì, 09 Febbraio 2017 

L’emergente (o quasi) che farà la storia. Vedi Negramaro o Gualazzi, quando erano agli esordi, apprezzati come succede ora con Marianne Mirage. Sono tutti (non a caso) della scuderia discografica Sugar di Caterina Caselli, particolarmente abile nell’arte dello scovare talenti. In altre parole si percepisce, inevitabilmente, già da qui a Sanremo, che sta per accadere qualcosa.

 

Sembra essere appena scesa da uno di quei palchi illuminati da una luce fioca, che si vedono nei film, tra tavoli di legno su cui sono appoggiati bicchieri di whisky. Elegantissima Marianne Mirage, la ragazza con la chitarra, poliedrica, noncurante, totalmente immersa in un mondo tutto suo, soul, black, jazz. Londra, Parigi, Berlino, Tokyo, Instabul sono alcune delle città in cui Marianne ha suonato. Patty Pravo, Zucchero, Tiromancino, Negramaro, Gualazzi, Kiesza sono alcuni dei nomi di cui Marianne è stata opening act.

La canzoni fanno male è una ballad determinata, piena di grinta, anticipa un EP in uscita il 10 febbraio ed è il brano con cui Marianne gareggia tra le nuove proposte al Festival, scritta da due nomi di un certo peso: Francesco Bianconi (si sente tutta l’atmosfera Baustelle) e Kaballà. Tra i tanti riccioli della Mirage, c’è anche un po’ di emozione per essere la prima a esibirsi nella gara dei giovani.

Stasera canti per prima, in assoluto. Come ti senti?
Sono felice, l’emozione è fortissima, ho una grande responsabilità. Mi sento in dovere di fare una bella performance e di essere la prima ne sono orgogliosa e felice. Per la prima volta sono interprete e non cantautrice, è una canzone che ho cercato tanto e il Festival ne ha capito la potenza.

Ci racconti del tuo incontro con la casa discografica Sugar?
Io sono romagnola ma tempo fa mi sono trasferita a Milano per studiare da attrice. Studiavo tanto e la sera volevo uscire, per sfogarmi. Un giorno incontrai un ragazzo che fece avere un mio cd alla Caselli e una settimana dopo mi convocò. Andai alla Sugar solo con la mia chitarra e una sessantina di mie canzoni scritte in italiano, inglese, francese o portoghese. Caterina mi fece esibire e disse di esserne rimasta abbagliata. Tutto cominciò così.

Che peso ha, al tuo fianco, la presenza di Caterina Caselli?
Averla vicino è un grande insegnamento: lei sa cosa vuol dire salire sul palco di Sanremo e sa cosa vuol dire creare una carriera. Ogni suo consiglio, ogni suo aneddoto, lo porto nel taschino e ne faccio virtù.

Una curiosità: hai una grande passione per la scrittura, si sa, ma forse non tutti sanno che tieni un diario in cui ogni giorno scrivi le tue cose.
Me l’ha insegnato mio padre, un marinaio: è bello trascrivere quello che succede ogni giorno, perché il tempo passa, le cose si dimenticano, è sempre bello segnarsele ogni giorno.

Intervista di: Andrea Dispenza

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