Marco Guazzone & STAG: i “mi piace” sono cresciuti esponenzialmente

Scritto da  Redazione Musica Martedì, 17 Luglio 2012 

Abbiamo rivolto qualche domanda a Marco Guazzone che con "i suoi" STAG sarà in concerto giovedì 19 luglio al Roma Vintage. Un’occasione ghiotta per ascoltare live “Guasto” (presentato a Sanremo Giovani) e i brani del disco “L’Atlante dei pensieri”. Marco ci anticipa che si ballerà parecchio!

 

 

 

La partecipazione al Festival per un giovane è sempre un'incognita. Alcuni l'hanno sfruttata come trampolino di lancio, altri (non meno meritevoli) hanno attraversato il cielo di Sanremo come delle meteore. Qual è stata, secondo te, la caratteristica che vi ha permesso di emergere?

L'incoscienza. L'assoluta ingenuità con la quale abbiamo partecipato al Festival: Guasto non è stata scritta per Sanremo, abbiamo partecipato iscrivendoci su Facebook. Non pensavamo di partecipare: il giorno che hanno comunicato i 6 artisti di Sanremo Social eravamo in saletta a fare le prove e i cellulari hanno iniziato a squillare all'unisono: abbiamo appreso la notizia da fidanzate, nonni, genitori, sorelle. E' stata davvero un'incredibile sorpresa.

 

Photo © Paolo Ciriello

 

Per varie ragioni, che vanno dalle sonorità al richiamo agli artisti di strada fino alle scelte espressive sul palco, siete uno dei fenomeni più originali dell'attuale discografia. Questo deriva da una vostra ispirazione che si rivolge soprattutto all'estero o c'è anche qualche cantante italiano che vi ha influenzato? Non vale la solita formula "non ci ispiriamo a nessuno, siamo noi stessi".

Ognuno degli STAG ha una precisa anima musicale: io da piccolo avendo genitori musicisti ero immerso nei dischi dei Genesis, Beatles... poi crescendo ho scelto Tenco, Battiato, De Andrè. Ora ascolto molto Vinicio Capossela, Mumford and Sons, e vado ai concerti dei Coldplay, e di Rufus Wainwright. Anche Stefano (Costantini, tromba) è diplomato al conservatorio e i suoi studi classici lo portano ad essere rapito da Mahler e Gershwin, ma è anche il "suggeritore" di alcune cover che abbiamo fatto nostre come "6 ottavi" di Rino Gaetano o "Luglio" di Riccardo Del Turco. Giosuè (Manuri, batteria) ci ha regalato il sapore della Sicilia, più con il cibo che con la musica :) E' un profondo conoscitore della musica country, ma in macchina ci fa ascoltare a loop gli Amplifetes. Andrea (Benedetti, chitarrista) è l'anima più rock del gruppo: i suoi assoli nascono dalle note dei Led Zeppelin e dei Pink Floyd. Suelo (Rinchiusi, contrabbasso) nonostante sia il più classico ha come riferimento i Radiohead e i Muse.

Tornando al Festival di Sanremo: ci tornereste come big? Come vedi la conduzione di Fazio, presentatore di Sanremo 2013?

Big?!? Noi vorremmo partecipare ancora come giovani, ma non so se si può! Scherzi a parte: lasceremo fare al caso anche questa volta. Se Fazio proporrà la sua squadra di autori non potrà che arricchire il Festival con un'edizione sicuramente originale.

Domanda extra-musicale. Da poco ha avuto luogo il Gay Pride. Cosa ne pensi?

Se c'è bisogno di manifestare vuol dire che c'è un problema. Ed è speciale poterlo fare con la musica, perché è un linguaggio universale. Il nostro piccolo contributo contro ogni tipo di discriminazione lo abbiamo dato suonando in Piazza Farnese il 22 giugno con Malika Ayane.

In occasione del primo compleanno del Teatro Valle Occupato hai partecipato, assieme a Giovanni Sollima, al singolare concerto dei Cento Organetti, com'è stata quest'esperienza? E cosa pensi dell'occupazione del Valle, dove avete avuto l'occasione di suonare anche nei mesi scorsi?

E' stato quasi come Sanremo: avere intorno 100 musicisti che suonavano il tuo pezzo è un'esperienza unica. Aggiungi che erano 100 organetti: mi sembrava un sogno felliniano. Devo ringraziare Enrico Melozzi per avermi dato questa grandissima opportunità, ma soprattutto un mito come Giovanni Sollima per aver avuto la pazienza di accompagnarmi. L'occupazione del Valle è un altra forte e necessaria espressione per dire che qualcosa non va. Spero che i ragazzi resistano: un anno di occupazione vuol dire un anno di sacrifici.

Nel circuito indipendente romano gli STAG erano conosciuti ed amati da un fedele gruppo di sostenitori ben prima dell'esperienza sanremese. Ora sicuramente avete avuto l'opportunità di far conoscere la vostra musica attraverso la risonanza mediatica del Festival. Come vi siete confrontati con questa improvvisa popolarità e con l'affetto calorosissimo da cui siete stati sommersi?

Non abbiamo cambiato il nostro modo di comunicare con le persone che ci vogliono bene: usiamo molto Facebook, rispondiamo alle email, invitiamo le persone ai nostri concerti attraverso internet... solo che i "mi piace" sono cresciuti esponenzialmente!

 


 

Da tempo in ogni vostro concerto è messa in atto l'originale e divertente iniziativa 'Musica a palla'. Ce la puoi descrivere per chi ancora non la conoscesse?

Nasce tutto da una frase: andare a Sanremo è come stare al Luna Park. Pensando a un parco di divertimenti mi sono ricordato delle macchinette che distribuivano gadget. Ecco nascere Musica A Palla, un nuovo modo di fruire la musica: all'interno di una macchinetta ci sono delle palline contenenti alcuni codici che inseriti nel nostro sito permettono l'accesso a contenuti esclusivi. Detta così sembra complicata, ma se verrete a un nostro concerto vi accorgerete che è tutto più semplice. C'è una nota che vorrei aggiungere: la macchinetta di Musica a Palla è prodotta a Mirandola. A causa del terribile terremoto la fabbrica ha subito gravi danni, ma l'imprenditrice a capo dell'azienda si è rimboccata le maniche e ha ripreso l'attività montando un'enorme tenso-struttura. Chi prenderà una pallina di Musica a Palla aiuterà una terra che non deve essere lasciata sola.

Che tipo di scaletta possiamo aspettarci dal vostro concerto del 19 luglio a Roma Vintage?

E' Stefano che si occupa delle scalette: il suo è un dono. Stiamo preparando qualcosa di molto diverso rispetto alla precedente data al Circolo Degli Artisti: posso solo anticipare che si ballerà parecchio!

Ci sarà qualche opener?

Abbiamo scelto Andrea Di Donna come opener: ci piacciono le sue sonorità, la sua capacità di creare immediatamente empatia con il pubblico.

Avete già pronti dei nuovi brani per il prossimo capitolo musicale dopo 'L'Atlante dei Pensieri'?

Provando 6 ore al giorno tutti i giorni (a volte anche il sabato e la domenica) indipendentemente dalle scadenze, credo abbiamo brani pronti per i prossimi 3 album..!

Siete riusciti ad uscire dalla nicchia e a farvi conoscere da un pubblico più vasto. Ora, cosa vogliono fare Marco Guazzone e gli STAG nel futuro?

Suonare, suonare, suonare!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Si: Stefano sta cercando la fidanzata, potete mandare una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu, Andrea Cova, Fabrizio Corgnati

Grazie a: Marco Guazzone & STAG, Marina Mannino (SunnyBit)

Photo © Paolo Ciriello

Sul web: www.facebook.com/marcoguazzone - www.stag.st
www.myspace.com/marcoguazzone

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