Mapuche: io non so dove mi collocherei

Scritto da  Domenica, 22 Aprile 2012 

Era da tempo che un disco non mi metteva così di buon umore tanto da pensare al suicidio. Veramente depresso, intenso, tenace, ironico: Mapuche.

 

 

 

 

Chi è Mapuche?

Al secolo Enrico Lanza, un uomo abbastanza comune che sopravvive a Catania.

Al di là di tutte le opinioni, “L’uomo nudo” è un disco di notevole creatività, come è nato?

Il tutto è nato circa 4 anni fa. Ero chitarrista e paroliere dei Tramuntana, un gruppo indie rock di Catania, con liriche in dialetto siciliano. Avevo scritto per gioco, e senza pretese, alcuni brani, il cui codice espressivo era estremamente diverso da quello che scrivevo per loro. Inizialmente cercai invano qualcuno che potesse cantarle, poi mi feci forza e intorno al 2008 registrai quei brani in un demo, grazie a Dario D’Urso. Poi, essendo una persona notevolmente pigra e insicura, lasciai trascorrere altri 3 anni prima che prendessero la giusta forma per il disco, grazie all’aiuto determinante di Lorenzo Urciullo.

Si parla spesso di una nuova generazione di cantautori, si cerca come sempre di costruire una stanza dove inserirli tutti per poi distruggerla, tu dove abiti?

Ci sono molti cantautori che mi piacciono, alcuni sono persino difficili da accostare ad altri, penso a Dino Fumaretto, un cantautore molto bizzarro, surreale e meno immediato. Quello di creare mode è un vizio antico, io non so dove mi collocherei, forse in un tugurio.

Le tue canzoni nel complesso sono complesse, ma “la parte peggiore di te” emerge dai testi, dove li scrivi?

L’ideale momento di scrittura dei brani ho tentato di esplicitarlo in “Fogna”. Sono le mura di casa mia, lontano dalla gente, dai loro volti e dal loro rumore e io a tentare di scavare un angolo abbastanza grande da poter contenere quanto ho dentro.

Colapesce, Cesare Basile, Toti Valente = Sicilia… cosa accade nell’isola?

C’è un gran fermento di validi artisti e una fortissima voglia di creare spazi e possibilità per questi. Sta accadendo qualcosa di veramente importante in Sicilia.

Tutto ciò che dici è tutto, la tua nudità è completa?

Non credo. Già dai tempi dei Tramuntana il mio interesse principale era quello di poter dire sempre la stessa cosa, in modi diversi e anche con Mapuche sto attuando lo stesso processo. E’ come guardare sempre la medesima immagine da angolature differenti. Magari non riuscirò a scrivere nulla che più mi soddisfi, però sono sicuro che fino a ora ho osservato tutto da una sola posizione.

“L’uomo nudo” è certamente una delle uscite più terapeutiche del 2011, continuerai a curarci? 

È quello che spero e prometto che prima testerò le nuove terapie su di me, se riuscirò a verificarne gli effetti benefici, sarete costretti a sopportarmi ancora.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Verrà pubblicato a breve un vinile, sempre da Viceversa Records, contenente 3 brani: il titolo provvisorio è “Vietato ai minori”.

 

 

 

 

 

Intervista di: bianco

Grazie a: Mapuche, Ufficio Stampa Barbara Santi

Recensione: MAPUCHE - L’uomo nudo (Viceversa Records, 2011)

Foto © profilo Facebook Mapuche

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