Malika Ayane: una voce che sa di spezia amara e rara

Scritto da  Lunedì, 02 Marzo 2009 
malika ayane

Il maestro Paolo Conte ha detto di lei: “Il colore di questa voce è un arancione scuro che sa di spezia amara e rara”. Malika Ayane è una delle artiste più raffinate, intense ed originali che si siano affacciate negli ultimi anni sulla scena musicale italiana: abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lei al suo ritorno da San Remo, dove ancora una volta ha messo in evidenza tutta la sua classe ed eleganza interpretativa.

 

 

 

Ciao Malika e innanzitutto benvenuta sulle pagine di SaltinAria! Per noi è davvero un grandissimo piacere avere l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con te per conoscerti meglio e presentare la tua musica ai nostri lettori. Inizierei con l’attualità: sei appena tornata dall’adrenalinica settimana sanremese, com’è stata questa esperienza?

Grazie a voi dell’ospitalità! L’esperienza della partecipazione al festival è stata davvero stupenda ed entusiasmante. Intanto perché mi ha dato ancora una volta la possibilità di rendermi conto di quanto sia importante il lavoro di squadra: infatti avevo lì accanto a me, a parte i miei discografici che sono attivissimi e anche divertenti al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, altre persone estremamente importanti che mi hanno sostenuto e supportato, tra cui anzitutto Ferdinando Arnò che ha anche suonato al mio fianco, rendendo il tutto ancor più bello e speciale. Poi mi ha accompagnata anche lo stilista dei vestiti che indossavo, Gianluca Capannolo. Insomma è stata una fantastica esperienza vissuta in squadra e ricchissima di emozioni, insomma mica capita tutti i giorni di incontrare Gino Paoli ed avere la possibilità di dividere il palcoscenico con lui! Poi è stata anche un’ottima occasione per conoscere tantissimi altri artisti in gamba e simpatici, ho scoperto un mondo della musica assolutamente diverso da come me lo avevano descritto, con poca rivalità e tanta voglia di confrontarsi e condividere la propria passione.

Proprio nella categoria delle Nuove Proposte si è ascoltata la musica probabilmente più originale ed interessante che sia circolata quest’anno sulla riviera dei fiori. Chi ha catturato maggiormente il tuo interesse tra i tuoi colleghi/competitori?

A me è piaciuta moltissimo Simona Molinari, che è un'interprete strepitosa ed allo stesso tempo una ragazza spontanea e molto simpatica. Ma in generale, guarda, io trovo che tutti avessero una personalità propria talmente definita e diversa da quella degli altri da meritare attenzione. C’era veramente, veramente, veramente una bella squadra e questa è la dimostrazione che noi giovani non stiamo solo a lanciare sassi dai cavalcavia o a commettere altre stupide nefandezze simili, ma abbiamo tutto un mondo da raccontare, in questo caso attraverso la musica.

E a chi, secondo il tuo gusto, avresti assegnato il premio più ambito tra gli artisti della categoria Big?

Assolutamente a Iva Zanicchi! Ho trovato che lei fosse la cosa più rock&roll e alternativa che ci fosse su quel palco!

Torniamo a te…hai presentato al festival il brano “Come foglie”, firmato da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, con cui già avevi avuto modo di collaborare per la realizzazione del tuo album di debutto. Com’è nata questa canzone e cosa ti ha spinto a sceglierla come pezzo da presentare in gara?

Allora, io e Caterina Caselli (produttrice discografica di Malika, ndr.) avevamo deciso di andare a SanRemo solamente se avessimo avuto a disposizione una canzone di forte impatto da poter presentare, perché andare con un qualcosa di tiepido ci sembrava veramente inutile, insomma sarebbe stato “fare un SanRemo” nel senso negativo del termine, hai presente quando si definisce un brano in tono dispregiativo una “canzone sanremese”? Quindi avevamo deciso di presentare una canzone di notevole impatto, che fosse bella ed intensa, ma allo stesso tempo anche adatta alla platea sanremese perché lì hai poco tempo per sperimentare, devi essere diretto ed immediato. Per questo abbiamo mosso la “solita” squadra di autori: da un lato abbiamo iniziato a comporre io e Ferdinando e parallelamente avevo chiesto un eventuale brano anche a Pacifico. Poi alla fine Giuliano ha improvvisamente tirato fuori questo pregiato “vino d’annata”, che rappresentava proprio in tutto e per tutto quello che cercavamo, una canzone commovente, perché secondo me San Remo costituisce decisamente una buona occasione per uscire con una canzone che sia ricca di emozioni e sentimento, di immediato impatto e grande forza espressiva. Quindi è venuta fuori questa canzone, Giuliano me l’ha mandata in un mp3 piano e voce e ho avuto modo di dedicarmici con impegno, plasmandola in maniera tale che sposasse perfettamente il mio universo musicale. Poi con Giuliano avevo già avuto modo di lavorare in passato, come accennavi precedentemente, quindi è stato sicuramente molto più facile, abbiamo superato lo step iniziale della conoscenza per passare invece direttamente a quello di una stimolante evoluzione del lavoro fatto in precedenza. Il risultato, grazie anche all’arrangiamento curato da Ferdinando Arnò e all’orchestrazione realizzata sia da Danilo Minotti che da Vincent Mendoza, è stato che questo pezzo è divenuto un piccolo capolavoro.

In concomitanza con la tua partecipazione al festival è stata pubblicata la nuova edizione del tuo album omonimo di debutto, con tre nuovi brani, appunto il pezzo sanremese “Come foglie”, “Time Thief” (canzone che ha segnato tre anni fa l’inizio di una simbiotica collaborazione con il compositore ed arrangiatore Ferdinando Arnò) e la cover della celebre “Over the rainbow”, portata al successo da Judy Garland. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questi brani per impreziosire ulteriormente il tuo album e come descriveresti le sonorità che si respirano in questo tuo disco di esordio?

Guarda, descriverle a parole credo sarebbe estremamente difficile, posso dirti che secondo me rappresenta un percorso; infatti ci si possono ritrovare parti molto diverse di me, questo è un album che è cresciuto durante lo scorso anno, perché proprio in questo periodo un anno fa ne iniziavamo la produzione vera e propria. Quindi come potrei descriverlo se non come un percorso, costituito da svariate tappe, partendo paradossalmente a ritroso da “Over the rainbow”, brano che io ho cantato nel 2005 e che ha fatto sì che Ferdinando lo sentisse e mi contattasse per interpretare per lui una musica, che era proprio “Time Thief”. Veramente paradossale dunque questo procedimento a ritroso nel tempo! E ti racconterò una singolare coincidenza: “Over the rainbow” era la colonna sonora di uno spot, per cui era rarefatta lì nell’etere, e questo spot era stato girato da Federico Brugia, che ora è stato anche il regista del video di “Come foglie” (che sarà in rotazione dal 9 marzo su Mtv e sui principali network musicali e, vedrete, vi riserverà molte sorprese!), è stata davvero una coincidenza buffa e divertente! E’ come un puzzle questo album in fondo, ogni pezzo va al suo posto e va a creare un paesaggio meraviglioso.

Prima avevi accennato alla tua collaborazione con Gino Paoli a SanRemo…raccontaci qualcosa di più in proposito..

Beh ti confesso che ancora non mi sono del tutto ripresa dall’emozione! Lui è stupendo, sembra un tipo che preferisce rimanere sulle sue ma in realtà è veramente anni luce avanti rispetto a noi umani. Si concede poco per ovvi motivi, ma è assolutamente geniale, mi ha insegnato davvero moltissime cose nelle poche ore che abbiamo trascorso assieme.

I brani già racchiusi nella versione originaria del disco vedono numerose collaborazioni di grande prestigio: innanzitutto il già citato autore e produttore Ferdinando Arnò, che ha composto quasi tutte le musiche e i testi, poi Pacifico (con cui hai anche duettato nel brano “Verrà l’estate” racchiuso nel suo album di recente pubblicazione), Giuliano Sangiorgi e niente meno che il maestro Paolo Conte, il quale si è veramente innamorato del preziosissimo colore della tua voce. Per un’artista relativamente ai primi passi come te, qual’è stata l’emozione di condividere il tuo percorso musicale con personaggi di questo calibro e come hanno influenzato la tua crescita artistica?

Sembra di trovarsi alla Scuola di Atene! E’ un’esperienza preziosissima e penso che possa solamente fare bene perché, pur essendo dei mostri sacri della musica, sono tutte persone molto tranquille, disponibili, con una pace interiore tale che permette loro di tirare fuori tutte le emozioni ed i sentimenti necessari per scrivere della musica indimenticabile, ma al contempo anche di mantenere un atteggiamento umano che denota la superiorità e l’eccezionalità di queste persone, capaci di relazionarsi con chi ha un centesimo della loro esperienza senza mettersi mai su di un piedistallo, anzi tirando fuori il meglio dagli artisti con cui si trovano a collaborare. Tutto questo è incredibilmente stimolante!

Il brano che ha segnato la tua consacrazione e ti ha fatto conoscere ed amare dal grande pubblico è stato indubbiamente “Feeling better”, che è da ormai oltre quattro mesi tra i più trasmessi dalle radio ed il cui video è in alta rotazione su tutti i network musicali. Avresti immaginato che questo singolo fosse accolto da un successo così straordinario e improvviso?

Per “Feeling Better” ti direi di sì, perché è una canzone contagiosa. Quello che non mi aspettavo proprio era che il suo successo potesse essere così duraturo. Nel senso che è ancora in programmazione nelle radio, simultaneamente al nuovo singolo “Come foglie”, quindi sto pian piano avviandomi al monopolio dell’etere radiofonico! Prima le persone cominciavano ad essere stufe di sentire “Feeling Better”, ora diventeranno proprio stufe di sentire me… E dire che siamo appena tornati da SanRemo! Speriamo di bissare questo sorprendente successo. La cosa bella di “Feeling Better” è stata che ad avere molto successo è stata proprio la canzone in sé, dandomi allo stesso tempo modo di rimanere tranquilla. Molte persone, dopo aver azzeccato una canzone di successo, vengono immediatamente catapultate in una realtà mediatica estremamente forte; se io avessi fatto un numero di apparizioni pubbliche soltanto lontanamente paragonabile al numero dei passaggi radiofonici della canzone, a questo punto sarei decisamente ridotta come uno straccio ed avrei finito per essere decisamente sovra-esposta. Quindi è stato veramente positivo che la canzone abbia avuto successo in maniera del tutto spontanea ed autonoma, così ho potuto continuare a lavorare parallelamente su un altro progetto ambizioso come, appunto, la partecipazione al festival di SanRemo in totale serenità, continuando a lavorare e soprattutto ad imparare.

Hai già in programma una tourneè di concerti nei prossimi mesi per promuovere l’album in giro per l’Italia?

Sì però al momento ne stiamo ancora concludendo l’organizzazione, quindi non so con precisione né quando partirà nè da dove. Però ci stiamo assolutamente lavorando ed entro un paio di mesi dovremmo essere in giro!

Dalla raffinatezza della tua musica e dalla tua sensibilità di interprete si percepisce immediatamente una solida preparazione musicale: difatti ad esempio hai studiato violoncello per sei anni al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e fatto parte del Coro di Voci Bianche del Teatro alla Scala. Quanto questo bagaglio musicale influenza il tuo mondo di artista pop attuale?

Questo bagaglio mi ha influenzato soprattutto per quanto riguarda l’educazione alla musica, quindi sulla capacità di ascoltarla e di essere un tutt’uno con la musica. La raffinatezza dei brani che compongono questo mio primo lavoro discografico è invece merito soprattutto di Ferdinando, della sua conoscenza e grande esperienza di musicista che gli hanno consentito di creare dei mondi perfetti per la mia voce. Senza di lui probabilmente non potrei realizzare risultati così positivi, ci lega senz’altro un binomio speciale ed indissolubile.

Negli ultimi mesi hai anche avuto modo di collaborare con L’Aura, un’altra giovane musicista ed interprete tra le più promettenti e talentuose del panorama italiano. Avete qualche progetto in cantiere? Puoi darci qualche indiscrezione?

Guarda, io e L’Aura per fortuna assieme ci divertiamo molto, nel senso che l’unica cosa semi-seria che abbiamo sinora fatto è stata quella di andare a fare le deficienti in una libreria a cantare canzoni trash italiane per la presentazione del libro di un nostro comune amico. Però adesso non abbiamo niente in cantiere discograficamente parlando, suoniamo assieme semplicemente per divertirci, perché è molto bello riuscire a vivere questo aspetto della musica che sembrava scomparso, sembrava che i musicisti dovessero parlarsi solo tramite agenzie. Magari in futuro mi piacerebbe collaborare con L’Aura perché lei è proprio in gamba, poi abbiamo una personalità simile e ci troviamo davvero bene assieme.

Ora che, dopo anni di studio e gavetta live, hai raggiunto un meritatissimo successo, cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane artista che cerchi di emergere e di far conoscere la propria musica? Talent show musicali e piattaforme virtuali come MySpace possono essere la soluzione o forse l’unica ricetta rimane quella di versare tanto tanto sudore e passione sul palcoscenico suonando dal vivo?

Allora, sicuramente fare tanta palestra andando a suonare nelle piazze, nelle cantine, ovunque, cioè non essere schizzinosi. Poi continuare nel contempo a fare anche altro nella propria vita, fatto secondo me estremamente importante perché fa sì che la musica continui ad avere un valore esistenziale, non soltanto materiale ed immediato. E poi, beh, studiare tanto lo consiglio vivamente e non dare mai nulla per scontato, fare qualunque cosa con un entusiasmo tale da riuscire a coinvolgere chi ascolta, altrimenti non serve assolutamente a nulla. Poi ovviamente ci vuole anche una buona dose di fortuna, deve verificarsi tutta una concatenazione di eventi ed incontri favorevoli che non dipendono da noi ma solamente dalla sorte.

Prima di salutarci vuoi aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto particolare ai nostri lettori?

Allora, ringrazio tantissimo voi per l’ospitalità sul vostro magazine ed anche tutti coloro che saranno giunti alla fine di questa intervista per il tempo che avranno dedicato a leggerla. E aggiungerei anche una ricetta infallibile…non smettere mai di sognare!

 

Intervista di: Andrea Cova

Grazie a: Paola Cacciarelli (Sugar Music)

Sul web: www.malikaayane.comwww.myspace.com/malikaayane

 

Videoclip ufficiale di Feeling Better

 

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