Maldestro: a Sanremo la sua Canzone per Federica e nella vita il suo messaggio per i giovani

Scritto da  Giovedì, 09 Febbraio 2017 

Si chiama Antonio Prestieri, ma chiamatelo Maldestro: così si fa conoscere la nuova proposta che apre le danze la sera di giovedì, qui a Sanremo. Napoletano, rivelazione autorale dalla voce graffiante, appassionato di teatro, gareggia al Festival con Canzone per Federica, che anticipa I muri di Berlino, album in uscita il 24 marzo.

 

La sua gara sul palco dell’Ariston deve ancora cominciare ma la sua voce così graffiante gli ha già fatto vincere due premi: il Premio Enzo Jannacci, un nome che potrebbe sembrare per Antonio un buon auspicio, e il Premio Lunezia perché “Maldestro descrive la vita, i doveri, le responsabilità lasciando intravedere speranze e sogni, aiutato da pochi cadenzati strumenti e sospensioni (tra le nuove proposte venne precedentemente assegnato a Fabrizio Moro). Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla sua prima esibizione.

Come mai questo nome d’arte?
Perché sono maldestro non solo di nome, ma anche di fatto: inciampo sempre, faccio disastri sul palco, mi tiro i jack addosso…

Hai una passione per il teatro, di cui ti occupi, oltre alla musica. Ti piace scrivere drammaturgie?
Il teatro è un grande amore, la scrittura teatrale è più riflessiva, ragionata, ci vuole più tempo. La canzone è più istintiva, spero tanto, un giorno, di far convivere queste due arti: mi piacerebbe arrivare al teatro canzone, proprio come Giorgio Gaber.

Due canzoni che ricordi del Signor G?
Una lunga diciannove minuti, che ascoltai per la prima volta a quattordici anni, Se io fossi Dio. Un’altra è del 2003, Non insegnate ai bambini, c’è una frase che recita Non insegnate ai bambini la vostra morale, è così stanca e malata che potrebbe far male.

Nella tua vita c’è anche un impegno sociale nei confronti dei più giovani.
Dalle carceri minorili alle scuole porto un messaggio positivo, cioè quello che c’è sempre una seconda strada rispetto a quello che vogliono farci credere. Nella mia vita privata spero di dare ai giovani quello che non ho avuto io.

Intervista di: Andrea Dispenza

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