Malazeta: ognuno ha una parte oscura ed una illuminata

Scritto da  Giovedì, 17 Maggio 2012 

I Malazeta, pur legando il loro sound ad un Rock d’autore ruvido e recitativo, come hanno fatto prima di loro i Massimo Volume e i Il Teatro Degli Orrori, con “Burattinai” hanno costruito un disco personale e di forte impatto sociale senza apparire derivativi.

 

 

 

I Malazeta sono nati nel 2005, ma il completamento della line up si è delineato nel tempo; come vi siete conosciuti e quali sono stati i tasselli in comune che vi hanno portato a “Burattinai”?

Michele: Prima di formare i Malazeta venivamo da esperienze musicali diverse, chi amava il rock, chi aveva un orientamento pop, chi aveva ormai smesso di suonare, ma poi l’incontro ci ha dato la possibilità di esprimere tutti la stessa idea, quella di “rinnovarsi”. Abbiamo dunque deciso di intraprendere questo percorso condividendo e sintetizzando le nostre esperienze precedenti in una sintesi che fosse ‘solo nostra’.

I mostri di questa società, a lungo nascosti fra di noi, potrebbero mai diventare esseri buoni, rivelarsi consapevolmente utili allo smantellamento delle loro stesse nefandezze?

Michele: Assolutamente sì, ogni individuo ha una parte oscura ed una illuminata ma molte delle volte emerge purtroppo quella oscura, quindi l’importante è cambiare questo atteggiamento…

…come?

Cercando di innescare questo rinnovamento con qualsiasi forma artistica e di bellezza… Quando la musica si fa ‘Manifesto’ di un’idea, di una lotta, la sensazione è sempre di sconfitta, come se il dolore ed il malessere di cui si fa carico resti per sempre irrisolto.

Voi vi rivolgete all’ascoltatore chiedendogli di “Aprire la coscienza”… siete certi che qualcuno vi ascolti e condivida i vostri stessi umori?    

Michele: Non è importante che l’ascoltatore condivida i nostri stessi umori, l’importante è far  sì che acquisisca nuove nozioni e che possa avere un campo d’azione più ampio, questo porta ad avere uno spirito critico costruttivo, poi che porti ad un risultato da noi aspettato non lo sappiamo, ma almeno ci si può mettere in discussione. Se assapori sempre lo stesso piatto, non puoi conoscere gusti differenti, almeno prova, poi puoi scegliere.

All’inizio l’ispirazione arrivò con “Se questo è un uomo” di Primo Levi, oggi parlate di cospirazione e controinformazione prendendo spunto dal libro “Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale” di Marcello Pamio: qual è il filo conduttore che lega i due autori e di conseguenza che lega voi a loro?

Michele: Ma crediamo che non ci sia un filo conduttore, in quel preciso momento stavamo leggendo quella tipologia di libri. Il primo lavoro ci ha fatto riflettere su ciò che è accaduto tempo addietro, mentre l’ultimo lavoro ci sta facendo riflettere su ciò che accade oggi, probabilmente un’involuzione Umana…

I Malazeta sono un covo di spie al soldo di qualche organo destabilizzatore oppure sono solo dei ragazzi che si sono rotti le palle e vogliono reagire alle regole dei manovratori?

Michele: Lo scoprirete nei i prossimi lavori.

Quale sarà la prossima strada da perseguire per arrivare alle coscienze degli uomini?

Michele: La cultura e l’educazione intesa come educazione civile, non crediamo ci siano delle formule magiche, ma semplicemente la ricerca dell’umanità.

Vi vedremo in giro per l’Italia con “Burattinai”?

Michele: Ci auguriamo che questo accada nel più breve tempo possibile, intanto buon ascolto.

 

 

MALAZETA sono:

Michele Segala: voce

Marco Trevisan: chitarre

Emanuele Fenzi: basso

Massimo Fenzi: batteria

 

 

Intervista di: Giuseppe Bianco

Recensione MALAZETA - Burattinai (I Dischi Del Minollo, 2011)

Grazie a: Malazeta, Ufficio Stampa Daniela Nativio (I Dischi del Minollo)

Sul web: www.malazeta.net - Malazeta

 

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