Il Sanremo più intenso: l’incontro con Lu Colombo e il suo progetto contro la violenza sulle donne

Scritto da  Domenica, 12 Febbraio 2017 

Sanremo: sul palco dell’Ariston, il Festival con i suoi artisti, tutto attorno, invece, una serie infinita di fenomeni collaterali, interessantissimi, legati alla musica. Come gli ospiti che si alternano sul palco di Red Ronnie all’interno del Palafiori, struttura a pochi passi dal teatro, da dove passano tutti: big, nuove proposte, ospiti o conduttori della kermesse ma non solo.

 

Tra fiori e pronostici sulle classifiche, c’è anche spazio per il significato intenso, profondo, impegnato e impegnativo. Un nome su tutti, Lu Colombo, artista italiana che ha scritto Maracaibo, canzone-fenomeno mondiale degli anni Ottanta e rimasta eterna ma qui a Sanremo, ora, per dire Basta.

L’abbiamo incontrata per parlare del suo nuovo progetto artistico, Basta, appunto, un EP che contiene canzoni che hanno a che fare con un tema delicato come quello della violenza sulle donne. Ci è sembrato interessante fermarci alcuni minuti, qui a Sanremo, nel frullatore della kermesse, per chiacchierare con Luisa sui motivi racchiusi tutti in Basta. Una curiosità? Al suo interno, la versione italiana dell’arcinota I will survive. Scopriamo il perché.

Ciao Luisa, ci racconti di questo tuo progetto?
Si chiama Basta e contiene quattro canzoni, una l’ho scritta quando è stato trovato il cadavere di una ragazza pakistana uccisa dal padre e dai fratelli perché usciva con un ragazzo italiano: questa vuole essere un po’ il simbolo di tutte. Le altre due sono un po’ più allegre. Mi auguro che qualcuna, sentendole, riesca a prendere un po’ di coraggio.

Tra queste canzoni c’è la cover italiana di I will survive, Ce la farò, canzone che generalmente ballavo in discoteca…
Sì, perché è una canzone allegra e divertente, ma il testo parla di maltrattamento e in Italia questo non lo sa nessuno. Non lo sapeva nemmeno Red Ronnie! Ho pensato a lungo all’idea di farne una traduzione, poi mi sono convinta.

Basta potrebbe essere un progetto teatrale interessante, non solo musicale.
Ci sto lavorando, mi piacerebbe coinvolgere altri artisti, sarebbe bellissimo avere attori o altri musicisti per riuscire a comporre uno spettacolo intero sul tema.

Per trasmettere un tema delicato e importante come la violenza sulle donne, bisogna necessariamente avere una certa esperienza alle spalle oppure se ne può occupare anche un artista giovane?
Ci vuole molta sensibilità e questa ce l’hai a qualsiasi età. Io, lavorando a questo disco, mi sono ritrovata come quando ero più giovane, piena di voglia di combattere, con un’energia particolare e mi ha fatto piacere. Un tema importante può essere affrontato da chiunque abbia una credibilità con se stesso.

Il tema in questione arriva anche ai più giovani?
I giovani godono dell’immortalità, sono come toccati da certi argomenti ma che non sentono loro anche se invece, purtroppo, possono essere coinvolti. Il tema può essere recepito meglio da persone con più esperienza perché sentono il pericolo. Spero che il disco arrivi a chi è coinvolto emotivamente e che le canzoni possano aiutare.


Faresti Sanremo come cantante o come autrice?
Sì, perché no, ma avrei una paura tale che non riuscirei neanche entrare in sala. Va bene così!

Chi ti è piaciuto tra i cantanti in gara?
Dei giovani, Tommaso Pini mi è piaciuto molto. Tra i big, Fiorella Mannoia.

Basta, nei confronti di cosa?
Della violenza, in generale.

http://www.lucolombo.it/

Intervista di: Andrea Dispenza

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP