Lorenzo Baglioni e il suo “pop educativo”

Scritto da  Martedì, 06 Febbraio 2018 

Energia ed ironia in un’atmosfera di grande leggerezza, sotto il segno del pop educativo, il linguaggio frizzante per far passare messaggi anche impegnati. La musica è il comun denominatore di questo ragazzo versatile, insegnante di matematica e amante dell’italiano.

 

Abbiamo incontrato Lorenzo Baglioni, il ragazzo con il cuore sulla maglietta, originario di Grosseto, classe 1986 e una laurea in matematica nel cassetto, che per un po’ l’ha anche portato ad insegnare, durante la conferenza stampa alla Sala Lucio Dalla. Il suo entusiasmo contagioso, un atteggiamento friendly ma non ammiccante né compiaciuto, fa capire i milioni di visualizzazioni su youtube e i concerti sold out nel 2017. A chi gli ha chiesto come racconterebbe l’emozione di Sanremo, ha risposto che è come la prima volta al lunapark.

Selezionato a Sanremo tra le nuove proposte con “Il congiuntivo”; dopo “La trigonometria” e “La genetica di Mendel”, come potrebbero cambiare i tuoi progetti se vincessi il Festival? La musica tra le tue tante attività prenderebbe più campo?
“A dire il vero la musica è il comun denominatore di tutte le mie attività tra le quali c’è anche molto teatro, la mia vita di comico oltre che di cantante, ad esempio.”

Certamente la tua notorietà è legata al congiuntivo e al cosiddetto “pop educativo”, come qualcuno ha definito il tuo stile. Come nasce quest’ispirazione?
“Dalla mia vita perché davvero è stato un mio problema il congiuntivo e il ragazzo del video sono io. Mi sono detto che per impararlo bene avrei potuto scrivere una canzone, così me la canto e me la suono, magari anche tante volte. Sembra strano per un insegnante di matematica ma amo molto la lingua italiana.”
In effetti la settimana scorsa è stato ricevuto all’Accademia della Crusca di Firenze dove ha avuto elogi, cosa non proprio scontata.

A scuola tradizionalmente si considerano rivali, quasi inconciliabili, la matematica e l’italiano, due mondi separati. Tu hai vinto la scommessa?
“E’ stato un po’ un atto di ribellione perché a noi insegnanti di matematica non si affida nemmeno il verbale delle riunioni scolastiche. Proprio non ci si fida. Questo fa capire come la musica possa essere un linguaggio universale che abbatte le barriere tra le materie.”

L’ironia sembra la tua chiave per far passare messaggi anche impegnati come la lotta al bullismo o il dramma dei migranti, per vestire la tradizione popolare toscana che hai riscoperto in una versione quasi rap. E’ la tua firma?
“Assolutamente sì. Non so se didatticamente sia una scelta vincente la mia ma sicuramente da insegnante sento il bisogno di rinnovare il metodo di comunicazione. C’è ancora chi chiede a una persona che decide di studiare matematica a cosa serva. Vuol dire che la strada è lunga.”

Pur avendo scritto di argomenti socialmente impegnati hai scelto la leggerezza per Sanremo: perché?
“Sono convinto che bisogna fare quello di cui si ha voglia in quel momento anche se non è stata mia l’idea iniziale del congiuntivo che a suo modo è una scelta difficile e mi sembrava non nello spirito del festival.”

Capiti in un’edizione innovativa e sembra il caso di dire che sei protagonista di una coincidenza significativa, per dirla con Jung, nel nome di Baglioni.
“Tutti me lo chiedono ma non c’è nessuna parentela, almeno credo. Sarebbe una notizia il DNA dal palco di Sanremo. Certo è una prima nella storia la coincidenza del cognome del direttore artistico con quello di un concorrente.”

Tra le novità i duetti. Con chi vorresti duettare?
“Con Elio e le Storie tese. Forse sembrerà banale perché c’è un’assonanza nel nostro modo di fare musica ma “La terra dei cachi” è una delle canzoni che mi ha più colpito per la capacità corrosiva nell’ironia della critica alla società, il lato divertente e ironico e la musica interessante; in alternativa con il pianista jazz Piero Angela che stimo molto.”

I giornalisti guardano sempre un giorno avanti: che programmi hai per il dopo festival?
“Il 16 febbraio uscirà il mio album “Bella prof” dove c’è anche la canzone in gara che fa parte di un progetto televisivo. D’altronde io amo molto il teatro e quindi vedo anche la musica in questa chiave, di spettacolo. Il format, con lo stesso titolo dell’album, andrà in onda su SkyUno a febbraio: 12 canzoni, ognuna con un argomento didattico e un videoclip associato; per ogni testo un argomento didattico con un esperto, un vero esperto, che lo sintetizza in 5-6 minuti. Da questo format nascerà anche uno spettacolo unico che sarà il 14 marzo a Bologna, il 19 a Roma, il 21 a Firenze e il 28 a Milano. C’è anche l’idea di un libro…”
Ma su questo non vuole pronunciarsi ancora il poeta Baglioni, sì perché in fondo la musica è la poesia applicata alla matematica.

 

Intervista di: Ilaria Guidantoni

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