Libra: uno spaccato di tante vite vissute

Scritto da  Giovedì, 10 Aprile 2014 

Amano sperimentare, e il genere da loro proposto, lo dimostra, un electropop molto attuale, un pop liquido molto interessante che si esprime in "Sottopelle". I Libra ci parlano un po' di loro e della loro musica.

Per iniziare parlateci di voi: chi sono, da dove vengono e come nascono i Libra?
I Libra sono quattro ragazzi di Roma che provenivano da esperienze completamente diverse in ambito musicale e che si sono ritrovati a riconoscere nella musica elettronica il veicolo comune di tutti i messaggi e le suggestioni che sentivano il bisogno di esprimere.


Quali sono le vostre influenze musicali?
Confessando di essere estremamente esterofili, su due piedi diremmo sicuramente gli ultimi lavori in studio di band come Radiohead, The XX, Apparat. Un altro punto di riferimento importante è stato James Blake, che secondo noi ha portato ad un approccio totalmente rivoluzionario alla scrittura e all’attitudine con cui affrontare gli arrangiamenti, in particolare a livello di cura nei suoni ma poi ce ne sarebbero centinaia da citare e a cui rendere tributo.

 

Nei vostri brani c’è largo uso di computer e sintonizzatori, come nascono le vostre canzoni?
L’idea base parte da un riff o da una linea vocale che poi viene portata in studio ed è lì che avviene il lavoro più lungo e complicato, delle volte ci è capitato di stare ore sullo stesso suono o sull’arrangiamento di un pezzo ma è proprio questa la sfida. Anche se troppo spesso la musica elettronica sembra la musica più semplice non è assolutamente così.

 

Per comporre i testi prendete spunto da esperienze personali?
Secondo noi non esistono esperienze personali in senso stretto, di sicuro siamo partiti dal nostro punto di osservazione per cercare di descrivere tutto quello che ci accadeva intorno. “Sottopelle” vuole essere uno spaccato di tante vite vissute da più persone, il più oggettivo e diretto possibile.

 

Come mai la scelta del nostro idioma? Pensato mai o tentato di scrivere in inglese? Forse vi renderebbe “internazionali”...
Ci sembrava il modo migliore di esprimere quello che pensavamo, l’italiano è la nostra lingua e penso che offra possibilità espressive che altre lingue non permettono, detto questo sicuramente non è una possibilità che ci precludiamo chi lo sa…

 

Che ne pensate dell’attuale situazione discografica indipendente, dove la rete ha preso il posto del negozietto di dischi e dove, con poco, tutti possono fare musica a discapito della qualità?
Il problema non è la maggiore possibilità, che le tecnologie hanno permesso, di fare musica e a nostro avviso non c’è neanche questo grosso scadimento qualitativo, i problemi della musica indipendente in Italia purtroppo sono sempre gli stessi, si investe poco sulle realtà neonate c’è poca possibilità di suonare tanto e dappertutto e i mass media non incentivano i giovani a crearsi una “cultura musicale” che vada oltre i soliti tre nomi triti e ritriti.

 

Con poche parole cercate di invogliare chi non vi conosce ad ascoltare la vostra musica e venire ai vostri live
La musica elettronica è il linguaggio del presente e ce ne accorgiamo sempre di più, cerchiamo di dare spazio alle nuove realtà perché il futuro dell’arte è il futuro di tutti noi, da qualcosa si deve partire per cambiare le cose.

 

Progetti per l’immediato futuro?
Abbiamo intenzione di suonare tanto in giro per l’Italia e chissà anche all’estero…di sicuro vogliamo ampliare i contenuti da proporre cercando di rendere Libra un progetto a trecentosessanta gradi quindi stay tuned!

 

Grazie per aver risposto alle nostre domande e se volete potete aggiungere qualcosa….
Grazie a voi per l’occasione e potete trovare tutto quello che ci riguarda sulle nostre pagine Facebook e Twitter.


Intervista di: Alberto Naldini
Grazie a: Libra e Sara Salaorni di Safe&Sound
Recensione Cd “Sottopelle
Sul web: https://www.facebook.com/Libra.Official - www.twitter.com/libraofficial

 

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