Le Rivoltelle: le note sono i nostri proiettili

Scritto da  Tiziana Tesio Venerdì, 14 Settembre 2012 

Le RivoltelleÈ uscito “Le Rivoltelle”, l’album dell’omonimo gruppo rock tutto al femminile. 12 canzoni che raccontano il carattere ironico ed il pensiero ribelle della band, attraverso sonorità ed arrangiamenti che spaziano dal rock allo swing con incursioni reggae/ska. “Le Rivoltelle” è disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e nei principali digital store. Risponde alle nostre domande Elena, portavoce della band.

 

 

"Le Rivoltelle" simpatico il nome della vostra band: ha un significato particolare per voi?

Nei vari significati che questo nome può avere abbiamo scelto, naturalmente, l’accezione ironica: Le Rivoltelle sono i nostri strumenti, le note i nostri proiettili e il pubblico il nostro bersaglio. E poi le Rivoltelle è un plurale femminile e rappresenta alla perfezione la nostra band che altro non è che un plurale femminile

Anticonformiste, ironiche e calabresi: c'è ribellione all'ambiente nativo? Considerando anche che siete una band-rock al femminile?

Riuscire a scavalcare i pregiudizi di genere che circolano in questo ambiente è la nostra scommessa. L’ambiente che ci ha visto crescere sia come donne che come artiste è in realtà la nostra Calabria, il nostro sud, quello bello e pulito che niente ha a  che vedere con l’immagine che troppo spesso viene raccontata dalle cronache e dai giornali. Quindi siamo state da sempre rispettate e coccolate dalla nostra città. Naturalmente facciamo i conti con lo scetticismo, che nasce spontaneamente quando si assiste ad un fenomeno come il nostro: quattro donne che scelgono di introdursi in un ambiente da sempre dominato dalla figura maschile. Ma siamo anche fortemente convinte che il nostro essere prime di tutto quattro musiciste ci dia ragione su qualunque pregiudizio e preconcetto.

Scrivete, componete, arrangiate e suonate, un gran lavoro per il primo album "Donne italiane". Il vostro punto di vista di musiciste donne italiane?

Il progetto “donne italiane” nasce dalla volontà di rendere omaggio a tutte quelle donne, dimenticate dalla storiografia ufficiale, ma che hanno contribuito enormemente alla crescita storico-emotiva di ogni donna. In generale il nostro essere musiciste è anche il nostro essere donne italiane… cerchiamo di metterci sempre dalla parte delle donne e senza retorica cerchiamo di raccontare un altro modo di essere donne, di essere artiste.

Ospiti al "Gran Galà" del Festival di Sanremo, qualche parola sul backstage di Sanremo?

Sanremo è un evento che sembra esisti al di là del tempo e dello spazio… è come un pezzetto di mondo a sé con le sue regole e le sue dinamiche. Noi eravamo molto emozionate ma la stessa emozione era vissuta e condivisa di tutti gli artisti, ognuno assolutamente concentrato e proiettato in quei tre minuti che probabilmente cambieranno il corso della vita stessa…

Ultimo album "Le Rivoltelle" tratta temi impegnativi quali l'anoressia, la politica etc... raccontatecelo…

Il nostro secondo album “Le rivoltelle” rappresenta la sublimazione della musica rock, dedicato a tutte le anime belle e ribelli del rock. come apripista dell’album abbiamo scelto “Ve ne andate o no” perché siamo stufe del qualunquismo e del pressapochismo che dominano incontrastati in ogni luogo di potere. Se il riferimento alla situazione politica attuale viene spontaneo, in realtà questa canzone è uno sfogo contro chiunque antepone i propri interessi a quelli di una comunità che peraltro lo ha legittimato. Attraverso le atmosfere suggerite da chitarre elettriche e suoni distorti abbiamo scelto di parlare di situazioni concrete, a volte difficili e vicine all’universo femminile: “taglia 38” è un brano che racconta le emozioni drammatiche vissute da chi è affetto da disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia. Il taglio è tutto intimo e intensamente vissuto, taglia 38 è un ritornello che compare ossessivo in innumerevoli blog pro ana e pro mia e diventa per milioni di ragazzine, anime fragili, un leit-motiv che le spinge a rincorrere un ideale di magrezza assoluto e irraggiungibile. La nostra voce vuole essere la  testimonianza che un altro modo di essere donne è possibile e che la bellezza non dipende da un corpo perfetto ma da quello che il corpo anima e muove. “Io ti voglio voglio voglio” dove parliamo di stalking, la sindrome del molestatore assillante. Ma qui l’ottica è diametralmente opposta: vittima dei giochi perversi è l’uomo che soccombe alle ossessioni della donna innamorata. La storia d’amore non ha lieto fine, la donna resta carnefice dell’uomo ma vittima di se stessa. A rendere l’epilogo del brano più struggente i versi di Francesco Petrarca, sommo vate dell’anima e dell’amore. Nel celebre sonetto “pace non trovo e non ‘o da far guerra” le conseguenze dell’amore sono portate all’estremo, la natura della persona innamorata è sconvolta dagli esiti incerti dell’amore che ha sull’anima posseduta dal sentimento effetti devastanti.

Vuoi aggiungere qualcosa?

È già partito il nostro tour che ci vedrà in giro per tutta l’italia. Ci piace definire il nostro live come un concerto dentro uno spettacolo… perché di questo si tratta! Scanditi da ritmi incalzanti e ossessivi trovano posto momenti dedicati alle parole.. parole che fanno sorridere ma anche riflettere. Campeggiano su uno scenario fatto di giochi di luce e scenografie ammiccanti personaggi come l’uomo di plastica, l’uomo perfetto che non ha bisogno di parlare per conquistare una donna, o che non deve parlare per conquistare una donna… mettiamo in scena piccole sequenze che vogliono lasciare un segno, sensibilizzare su argomenti che appartengono ad ognuno di noi, come ad esempio la salvaguardia di un bene indispensabile alla nostra sopravvivenza e cioè l’acqua. Uno spettacolo, quindi, da vedere e vivere in ogni suo aspetto.

 

 

 

 

Intervista di: Tiziana Tesio

Grazie a: Le Rivoltelle e Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.lerivoltelle.it

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