L’Officina Della Camomilla: facciamoci coraggio ad oltranza

Scritto da  Lunedì, 17 Settembre 2012 

L’Officina Della CamomillaIl 21 luglio 2012 ha avuto luogo la prima edizione del festival di musica indipendente A Night Like This, di cui SaltinAria è partner. Nella bellissima cornice naturale di Chiaverano, alle porte di Ivrea e a pochi chilometri da Torino, un evento musicale che ha coinvolto artisti più affermati affiancati a realtà indipendenti. Rispondono alle nostre domande L’Officina Della Camomilla, che hanno partecipato al Festival. L’Officina Della Camomilla è un movimento artistico, culturale, musicale, filosofico, poetico, invernale, gastronomico, calcistico, randagio/casalingo, estremamente mattutino fondato sulla tristezza e sui biscotti. Musica da cameretta che sviluppa la fantasia e le sbronze altrui. Inni alla droga e a tutto ciò che è colorato.

 

 

 

 

Cosa significa, in riferimento alla vostra musica, “L’officina della camomilla”? Se è difficile definire un uomo che vomita un arcobaleno, come definire la vostra realtà musicale?

Il nome della band è nato puramente dal caso, dalla fusione di una scritta di un ristorante con la famosa Bonomelli della sera. Però il significato c'è, pensandoci su, "l'officina della camomilla" sicuramente evoca un luogo dove poter ricostruire la tranquillità (in modo allucinogeno, bambinesco e forse dadaista). L'uomo che vomita l'arcobaleno è un disegno indefinibile, l'abbiamo rubato, boh. la nostra realtà musicale è fatta di passaparola/propaganda sul web, facebook/youtube che fungono da radio e demo fatte in camera ad offerta libera. siamo riusciti a girare l'Italia, in tre, senza aver un album e provando in stanza e poco. ora siamo entrati in studio con Garrincha e ci troviamo molto bene. uscirà un disco con tutte le nostre migliori canzoni. avremo una formazione nuova, con tanto di batteria (per noi, una grande rivoluzione). Non saprei come definire la nostra realtà. Forse semplicemente Innovativa.

Cosa rappresenta per voi ‘la cameretta’? In riferimento al luogo in cui componete. Ma, soprattutto, cosa rappresenta per voi (musicalmente e testualmente) il colore?

La "cameretta" rappresenta il posto dove isolarsi dalla tua città. Forse il più sincero dell'universo. sicuramente il luogo più sepolto e intimo dove poter riflettere. Il colore è uno dei motori dell'officina. Lo si ottiene sfruttando i suoni assurdi delle tastiere giocattolo, le musiche allegre e i testi psichedelici, sempre giocosi e volutamente violenti. un incubo meraviglioso, che non tutti sono disposti ad intraprendere.

Come, quando e perché nasce la band? Ma, soprattutto, perché unire strumenti così diversi? Nel senso: ciò che è il vostro suono amplifica il messaggio e l’immagine che volete trasmettere come band?

La "band" nasce nel 2010. nata per gioco e per noia. prima era solo un progetto strumentale che diffondevo su Qoob (2008). Lentamente col tempo sono subentrate le parole, anche perché scrivere è sempre stata un'abitudine personale. Canzone su canzone, video su video, cambi di formazione su cambi di formazione siamo giunti fin qui. Fin qui dove? Siamo in tre. Questi concerti estivi sono le nostre ultime esibizioni in acustico. da settembre saremo in cinque, e ci sfogheremo. La scelta di girare fin ora così scarni (chitarra, basso acustico, tastiere casio/bontempi) è stata dettata dal tempo in cui viviamo (allegramente la nostra vita). Certe volte nella Jeep si stava larghi. comunque comunichiamo disagio. Con entusiasmo però. Alè

Cosa avete di diverso rispetto alle altre realtà musicali?

Non lo so. La diversità?

Ci potrebbero essere dei progetti teatrali/fotografici per la vostra musica?

Sicuramente, è già capitato in passato di collaborare per cortometraggi o cose inerenti alla fotografia bla bla blà. Ci siamo.

Parlare diretti, in realtà, cosa significa nella musica?

Significa esporre le tue idee alle persone. poi, le idee puoi non averle e costruirle o copiarle, ma si vedono quando sono farlocche.

In un contesto come il “A night like this” come s’inserisce la vostra musica e perché?

Beh, A night like this è un festival nuovo che propone anche gente nuova, si azzarda la freschezza. Ma qui in Italy siamo fermi come pali. In generale, nei festival nostrani tra gli Headliners ci sono sempre dei gruppi italiani che cantano in inglese pompati per tutto l'anno dai microcosmi che gestiscono questo piccolo patetico mondo della musica indipendente. per non parlare degli artisti che vengono dalla sognatissima INGHILTERRA AMORE MIO. Dai, è il solito giochino risaputo che gli artisti stranieri ci fotteranno sempre il posto. però che dobbiamo fare noi? ce li gustiamo tutti o no? che non capiamo una sillaba ma si balla col bicchierino in mano.. tutti ascoltiamo prima la musica straniera e poi quella italiana. Siamo influenzati nelle composizioni prima dalla musica straniera e poi da quella italiana. Per fortuna che cantare in italiano è tornato in auge. Ma sono sempre quei quattro nomi lì che girano e rigirano.. se ci mettiamo a cantare anche noi in americano spiccio, dove minchia finiamo? A night like this è un festival coraggioso. Noi siamo un gruppo di milano coraggioso. Facciamoci coraggio ad oltranza.

Cosa significa per voi aver partecipato al festival e come pensate via abbia aiutato a diffondere la vostra musica?

Significa dimostrare che far musica piacevole in italiano in Italia, partendo da zero avendo vent'anni, è possibile. La musica si diffonde perché ci sono le casse. Sta alla gente ascoltarsela e farne ciò che vuole.

Cos’ha di diverso questo festival dagli altri a cui avete partecipato?

L'audacia.

 

 

 

L’OFFICINA DELLA CAMOMILLA sono:

Francesco De Leo (voce, testi, chitarra), Claudio Tarantino (tastiere casio, giocattoli), Marco Amadio (basso)

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: L’Officina Della Camomilla, Angela De Simone (Ufficio Stampa)

Sul web: Facebook

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP