Kriya: il bello della contaminazione

Scritto da  Ilario Pisanu Domenica, 03 Agosto 2008 

I Kriya sono un gruppo rock della scena emergente romana. Si sono formati nel 2007 e “Giardini Zen parte 1” è il loro nuovo disco, figlio di un rock torbido e sanguigno. Risponde Emiliano Guiducci, voce e basso della band.

 

Mi parli del progetto Kriya?

I KRIYA nascono a novembre del 2007 dopo un'esperienza comune in un altra formazione, abbiamo subito capito che occorreva cercare una strada per arrivare direttamente alle persone ed internet ha rappresentato fin dall'inizio un elemento fondamentale del nostro progetto, passate esperienze discografiche mi hanno fatto capire che il classico percorso alla ricerca della produzione è divenuto un binario morto, abbiamo così deciso di tentare un sperimento, registrare un disco, 12 canzoni e renderle scaricabili gratuitamente dalla rete, ora siamo a metà di questo percorso. Finora abbiamo organizzato 9  live  portando “Giardini Zen Parte 1” su  palchi come quello del “Villaggio Globale” e della “Locanda Blues”. Attraverso la nostra musica ci sottoponiamo ad un esperimento di autoanalisi musicale per raccontare attraverso di noi i tarli degli individui che compongono la società in cui viviamo.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

Non siamo dei “puristi” crediamo nella contaminazione tra diversi generi musicali, di conseguenza ascoltiamo moltissima musica, anche se quello che ci influenza maggiormente, soprattutto per quanto concerne i suoni, è il metal, il prog dei Dream Theatre e quello Italiano degli anni 70 (Area ,PFM e Banco) guardiamo con molto interesse al mondo della musica elettronica, Depeche Mode e NIN su tutti.

Come vedi la scena musicale emergente romana?

In profonda crisi, non perché manchino gli artisti, ma perché non si riesce a creare un movimento. Non ci si coordina, non si collabora, soprattutto tra gruppi rock, ognuno pensa al suo percorso senza rendersi conto che per smuovere le acque bisogna che ci siano una serie di gruppi che facciano da traino e che una “scena musicale romana” la creino. Occorre inoltre maggiore onestà intellettuale sarebbe il caso che chi prende uno strumento in mano e sale su un palco la smettesse di comporre sotto l'effetto della smania da “luci della ribalta”, incominciasse a pensare di più alla musica e di meno al mercato,  i prodotti patinati hanno davvero fatto il loro tempo c'è bisogno di cercare qualcosa di diverso.

Perché il titolo “Giardini Zen”?

Giardini zen rappresenta il miraggio del raggiungimento della nostra ricerca interiore, il punto di arrivo, la perfezione dell'individuo.

A quando la “parte 2”? Ci state già lavorando?

Ci stiamo lavorando ma nel frattempo stiamo portando on stage la prima parte quindi ci vorrà un po' di tempo, speriamo entro il 2008

Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio naturalmente ringraziarti per l'intervista e farti un in bocca al lupo per SaltinAria.it, vorrei inoltre invitare musicisti ed artisti di ogni genere che condividano la nostra filosofia o che semplicemente ne siano incuriositi a contattarci direttamente attraverso la nostra e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. anche solo per scambiarci punti di vista. Crediamo nello scambio, nel dialogo, nella libera circolazione delle idee e della cultura e nella interdisciplinarità.

 

 

KRIYA sono:

Emiliano Guiducci: voce, basso

Fabio Pellegrini: chitarra, cori

Daniele Zangara: batteria, percussioni, cori

 

 

Intervista di: Ilario Pisanu

Recensioni correlate: “Giardini Zen parte 1

Grazie a: Emiliano Guiducci e Kriya

Sul web: MySpace

 

TOP