Kaligola: "Io, rapper senza tatuaggi. Perché l'abito non fa il monaco"

Scritto da  Lunedì, 09 Febbraio 2015 

Il più giovane dei giovani. L'ultima Nuova proposta del 65° Festival di Sanremo protagonista delle interviste di SaltinAria.it è Kaligola, il rapper romano che a soli 17 anni salirà sul palco del teatro Ariston con "Oltre il giardino". Ecco come si prepara a questo grande appuntamento.

Il rap sta vivendo un periodo di grande successo, ma tu ne sei un rappresentante sui generis, con la faccia pulita e senza tatuaggi. Perché allora hai scelto di dedicarti proprio a questo genere?
"Diciamo perché l’abito non fa il monaco! Mi piace il genere musicale, al di là delle mode o del look. Io tra l’altro ascolto molto hip hop degli anni Novanta e allora non si usavano piercing e tatuaggi."

La tua canzone parla di un senzatetto emarginato. Ti sei ispirato a una persona che hai conosciuto veramente?
"Sì. L’ispirazione mi è venuta incontrando molto spesso una persona sull’autobus che mi porta a scuola. Mi aveva colpito il suo sorriso, una strana allegria molto in contrasto con le facce cupe e assonnate dei passeggeri a quell’ora. Un tipo trasandato, un po’ strano. Così ho provato a immaginare la storia di un uomo sempre sorridente ma vagabondo, che ha lasciato alle sue spalle i pesi e le sicurezze della sua vita, per cercare di dimenticare un grande dolore: la perdita di un figlio. L’emarginazione è un po’ la conseguenza del suo non comportarsi come persona 'normale'".

Il titolo “Oltre il giardino” rimanda ad un bellissimo e famosissimo film. Anche questo è stato motivo di ispirazione per te?
"'Oltre il giardino' con Peter Sellers è un film che mi è piaciuto moltissimo. Nella mia canzone uso questo titolo come metafora sulla poca volontà delle persone di guardare quello che c’è dietro la vita delle persone, sul loro restare alle apparenze."

Oltre al brano hai curato anche la regia e il montaggio del video. Questo ti ha permesso di dare sfogo ad altri lati della tua arte?
"Sì, mi piace curare ogni aspetto della mia produzione, sento così il progetto più mio, imparo ogni volta nuove cose e questo mi dà molta soddisfazione."

A soli 17 anni salirai sul palco più importante d’Italia. Sei spaventato?
"Non sono spaventato e comunque cerco di non pensare all’impatto, almeno per il momento. Sicuramente, pensando all’evento, immagino molta emozione."


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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