Jacopo Ratini: La saggezza di un giovane cantautore

Scritto da  Francesco Mattana Sabato, 22 Dicembre 2012 

Un talento poliedrico, con la musica nel cuore e l’hobby della scrittura creativa. Jacopo Ratini è una stella emergente nel panorama discografico, ma ha tutte le carte in regola per diventare un big della canzone d’autore. Con le unghie e con i denti combatte per farsi strada in un ambiente ostico, e la forza della sua determinazione sta dando i frutti meritati. Una lunga gavetta fatta di sogni ma anche di concretezza: questo mix lo ha già portato a esibirsi a Sanremo, la più prestigiosa delle ribalte. Lettore onnivoro, ha riversato questa sua curiosità enciclopedica nel libro “Se rinasco voglio essere Yoko Ono”: un percorso psichedelico pieno di sorprese e di incontri spiazzanti. “Sei distante” è il suo ultimo singolo. Un titolo che di certo non si riferisce al suo rapporto col pubblico: sempre più vicino, sempre più confidenziale.

 

 

 

Raccontaci le prime fasi del tuo percorso
Scrivo canzoni dall’età di 16 anni. Poi ho fatto un mio percorso di studi, mi sono laureato in psicologia. A quel punto lì, siamo nel 2007, ho cominciato a partecipare ai concorsi, e a vincerli. Lavorando sugli arrangiamenti, sono riuscito a dare un vestito buono alle mie canzoni.
La passione per la musica quando è nata?
L’ambizione di sfondare c’era già negli anni del liceo. Coi miei compagni di liceo avevamo messo su una band, e già allora avevamo intuito che non era solo un gioco. Poi c’è stata l’esperienza del pianobar, gavetta irrinunciabile per chi vuole fare questo mestiere.
Nel 2010 la tua canzone “Su questa panchina” arriva a Sanremo, nella categoria giovani. Che ricordo hai?
Un’esperienza che ho cercato fortemente, e mi ha lasciato un ottimo ricordo. Nonostante quello che si dice, Sanremo rimane ancora la manifestazione per antonomasia. Molti non lo sanno, ma il teatro in cui ci si esibisce a Sanremo è piccolo. Ebbene, in quel piccolo spazio però senti dentro di te un’euforia enorme. Inoltre non dimentichiamo che Sanremo mi ha dato poi l’opportunità di incidere per un’etichetta importante. Quindi comunque mi vadano le cose in futuro, un passaggio fondamentale nella mia vita.
Con quale spirito stai vivendo la tua ascesa professionale?
Non bisogna mai considerare l’esperienza sul palco un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Questo vale anche per i big. Sai è un periodo di precarietà per tutti. Precarietà che si respira anche nell’ambiente musicale. Quindi ci siamo tutti dentro, e tutti devono vivere con la giusta dose di umiltà questa fase.
Una saggezza che ti viene anche dal percorso di studi che hai fatto in psicologia
Senz’altro gli studi di psicologia mi hanno insegnato a mantenere un certo equilibrio e distacco rispetto alle cose. Ma credo che più di tutto sia stato fondamentale il contatto con le persone che lavorano dentro la musica. Vivendo all’interno di un certo ambiente, si impara a conoscere certe dinamiche, e ad averne meno paura.
Tra i big c’è qualcuno che ha espresso un’opinione favorevole nei tuoi riguardi?
Lo sai anche tu, questo è un ambiente in cui se sei all’apice ti danno retta, se hai dei periodi di magra ti trascurano. E questo vale sia per i big che per i giornalisti musicali. Ad ogni modo queste sono le regole del gioco, e non bisogna lamentarsi troppo. Tra i big posso dire che c’è un grande affetto e rispetto reciproco con Simone Cristicchi: ci vogliamo bene, quando poteva darmi una mano me l’ha data. Gli sono molto riconoscente.

 

 

Intervista di: Francesco Mattana
Grazie a: Jacopo Ratini, Samantha Nocera
Sul web: www.jacoporatini.it

 

 

 

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