J-Ax: miscela di irriverenza rap ed incontenibile energia rock

Scritto da  Andrea Cova Sabato, 24 Gennaio 2009 

J-AxIn occasione della pubblicazione del suo nuovo album “Rap N’Roll” abbiamo avuto l’occasione di conoscere meglio J-Ax che, in una chiacchierata a tutto tondo, ci ha raccontato il suo ultimo progetto discografico, il suo modo di concepire la musica e le sue idee sulla politica e la società italiana. Il tutto con la sua inconfondibile simpatia, schiettezza e impetuosa ironia!

 

 

 

Ciao J-Ax e innanzitutto benvenuto sulle pagine di SaltinAria.it! E’ per noi un vero piacere avere l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con te per presentare ai nostri lettori il tuo nuovo album “Rap N’Roll”, che è stato appena pubblicato. Sappiamo che si tratta solamente della prima parte di un ambizioso progetto discografico che si concluderà a maggio. Come mai la scelta di suddividere il tuo nuovo album in due episodi distinti?

Ciao e grazie a voi, è un piacere potervi presentare il mio nuovo progetto musicale! In realtà l’idea iniziale era proprio quella di suddividere l’album in due capitoli distinti da pubblicare a pochi mesi di distanza. In realtà poi, nel corso del processo creativo e di registrazione del disco, ne sono scaturiti due veri e propri album a sé stanti, ciascuno composto da dieci brani; il secondo capitolo non sarà assolutamente “Rap N’Roll parte II”, avrà un altro titolo, uscirà tra qualche mese (probabilmente a maggio) e sarà inoltre caratterizzato da tutto un altro concept. Rap N’Roll penso che mi accompagnerà per tutta la mia vita nel senso che ogni qualvolta mi chiederanno che genere di musica faccio risponderò immediatamente rap n’roll! Finalmente un mio amico, ovvero Guercio che ha cantato con me proprio nel pezzo “Rap N’Roll” contenuto in quest’album, ha inventato per me questa definizione e, visto il tipo di musica che faccio, mi sembra la più adatta e precisa. Dunque questo disco è fin dal titolo decisamente più chiaro, diretto e focalizzato rispetto a “Di sana pianta”, il mio album solista precedente. Infatti “Di sana pianta” nasceva da un mio momento di crisi interiore ed insicurezza, mentre “Rap N’Roll” è un disco dei giorni di gloria, della fierezza e della consapevolezza.

Rap N’Roll, oltre che il titolo del tuo nuovo album, è dunque anche la definizione che utilizzi per descrivere il tuo sound. Qual è stata l’evoluzione che ti ha condotto dal funky degli Articolo 31 a queste nuove sonorità più, diciamo, “di contaminazione” tra rap, rock, hip-hop?

Ma, guarda, all’inizio io negli Articolo 31 il discorso musicale non lo curavo troppo. Visto che però il rock lo porto dentro di me, quando ho iniziato il mio percorso solista invece è stato del tutto naturale trasferire nella musica questa mia vena e passione personale. Penso che sia un’evoluzione del tutto naturale di ciò che desideravo fare sin dall’inizio. Adesso che sono J-Ax, che sono solista e curo ogni aspetto del mio progetto artistico, questa direzione è venuta fuori in maniera sempre più decisa ed evidente.

Nella seconda parte di questo progetto discografico seguirai la medesima strada oppure ci possiamo aspettare qualche altra sorpresa? Puoi darci qualche indiscrezione?

Allora, nel secondo album ci saranno un paio di cose abbastanza inedite anche rispetto a questo filone, però sappi che comunque più o meno io tento di adottare sempre la stessa strategia: usare tutta la musica che c’è e che mi piace per creare qualcosa di nuovo ed originale, quindi non so dirti ancora esattamente se il genere che proporrò nel secondo capitolo sarà uguale a quello del disco appena pubblicato oppure se ne discosterà un po’. Mi sembra che questo primo album sia molto nuovo ed atipico rispetto a quello che si ascolta ora in giro, quindi metà del mio lavoro si può dire che già l’ho decisamente fatta.

Tornando al primo disco appena uscito, colpisce il gran numero di collaborazioni che vi si possono ritrovare, con artisti estremamente eterogenei e di ascendenze musicali notevolmente variegate. Quali tra questi “incontri” musicali ti ha ispirato particolarmente e ritieni maggiormente riuscito?

Tutti quanti hanno sicuramente una valenza importante nell’economia del disco, quello che però mi sento senz’altro di fare è riconoscere il giusto credito e merito all’arrangiatore di questo album, che è Guido Style, con cui è iniziata una collaborazione a partire dal brano “Più Stile”. Quindi devo veramente fargli i complimenti perché ha compiuto indiscutibilmente un ottimo lavoro, cercando di mettere insieme il mio casino sino ad ottenere un lavoro compatto, che abbia musicalmente una sua coerenza e continuità, cosa che a “Di sana pianta” mancava per colpa mia.

Per quanto riguarda questa sinergia creativa con Guido Style, avete intenzione di collaborare nuovamente nel prossimo futuro? Magari avete già qualche progetto in cantiere?

Oddio ovviamente Guido è il mio arrangiatore e finchè non scazziamo continuerà ad esserlo. In  questo periodo lui sta lavorando al disco dei The Styles, che io ho già avuto modo di ascoltare ed è veramente una bomba paurosa. Quindi penso che dalla nostra fucina quest’anno stiano uscendo un po’ di mazzate come si deve: il primo progetto ad uscire dal nostro gruppo è stato quello di Marracach ed avete visto tutti che risultati ha raggiunto, adesso sono uscito io, poi sarà la volta dei The Styles e più tardi ancora i Club Dogo. Perciò, non so come posso dirti, “Milano Rock City”, lo urlo in un pezzo del mio album e te lo ribadisco anche qui!

Tra i pezzi del nuovo album hai scelto come primo singolo “I vecchietti fanno O”, forse il meno rockettaro e quello che ricorda maggiormente il funky dei tuoi esordi, come mai questa scelta?

In realtà la scelta è ricaduta proprio su questo brano perchè mi sembrava che fosse quello potenzialmente più radiofonico. Come tutti gli altri è venuto fuori così da solo, spontaneamente, come dice Vasco “le canzoni nascono da sole, vengono fuori già con le parole”. Lì c’era l’idea di campionare i Black Box, che sono un mio vero e proprio mito di quando andavo a ballare da ragazzino e li ballavo come un pazzo davanti allo specchio con la faccia seria. Quindi mi son detto, chissà come saremo da vecchi noi di questa generazione e mi è venuto in mente di fare “I vecchietti fanno O”. Per quanto riguarda la questione della musicalità penso che, proprio perché è un rifacimento di Black Box, sia venuto un attimino più disco, ma non lo definirei funky, è piuttosto disco-electro, con questo giro molto solare. Visto che ce l’avevo a disposizione questo singolo perché non sceglierlo visto che può piacere anche alle radio, che invece si spaventano se c’è una chitarra elettrica o una roba del genere. Quindi perché no, alla fine il pezzo è caratterizzato da uno dei testi più belli e significativi dell’album che fa un pò il pari con questa musicalità così allegra e scanzonata.

Sappiamo che sono già state fissate delle date per alcuni concerti live durante il mese di marzo. E’ solo l’inizio di una tourneè vera e propria?

Spero proprio di sì! Comunque sono già un bell’otto date, che non sono poche per una tourneè nei club, visto che i club in Italia non sono così tanti. Poi tutti i locali, se hai visto, sono veramente dei locali storici: Barley Arts, che è la mia nuova agenzia, ha intenzione di costruirmi una credibilità live, a partire appunto dal rock&roll vero, dal basso; quindi partirò dai club storici come il Live di Trezzo o il Vox di Nonantola, per poi essere in tour anche durante l’estate, speriamo di arrivare poi in posti sempre più grossi man mano che andiamo avanti. Diciamo che, dopo tanti anni in cui ho lavorato con agenzie che puntavano ad un pubblico sostanzialmente diverso, ho deciso di costruirmi una credibilità live che fosse indipendente dalla discografia e questo in Italia lo fa solamente Barley, quindi visto che c’è, sia dal mio punto di vista che dal loro punto di vista, un momento di innamoramento reciproco mi fido totalmente di loro, ecco.

Nei tuoi prossimi appuntamenti live che tipo di sound proporrai? Lo stesso dell’album oppure ci sarà modo di spaziare maggiormente?

E’ chiaro, riproporrò essenzialmente il sound dell’album, in chiave un po’ più live ovviamente. Ci saranno due dj, in modo tale da eseguire e mixare i brani mantenendo un costante controllo dei suoni; dunque il dj Fabio B., che è il dj che gira solitamente con me dal vivo, non farà tanto il dj ma piuttosto l’ingegnere del suono in modo da mantenere sul palco un preciso controllo di quello che poi arriva alla gente. Sarà un misto di musica elettronica ma anche di strumenti dal vivo come chitarre elettriche, tastiere e basso. Ci saremo io, Spazio, Guido e due dj.

Cosa consiglieresti ad un giovane musicista emergente che desideri iniziare un percorso artistico simile al tuo, nell’attuale panorama musicale italiano estremamente limitato e poco ricettivo?

L’unico consiglio che penso sia realmente valido è quello di cercare di essere originale. L’originalità è la prima qualità che devi possedere per poter sfondare, poi ci sono tanti complicati e misteriosi fattori che, se li sapessi, a questo punto sarei Madonna!

E’ anche significativo il fatto che comunque nei tuoi brani tu affronti spesso tematiche di attualità, con un occhio attento rivolto alla società e alla politica. Questo rappresenta una componente importante della tua ispirazione oppure ti basi anche e soprattutto su eventi autobiografici nello scrivere le canzoni?

Questa sembra una domanda per Jovanotti! (ride di gusto, ndr.) Io mi illudo di essere un minimalista, cioè di parlare di cose piccole, grette, banali e anche a volte da materialisti, ma in realtà poi spesso mi dicono che faccio politica. Io forse la faccio a livello inconscio, perché tra l’altro poi la politica, a quanto mi dicono, dovrebbe essere anche dialogo, ma io con questi non ho nemmeno la minima intenzione di dialogare. Per me sono un nemico da combattere, punto. Molte volte in passato ho avuto momentanei innamoramenti per le idee di alcuni politici che poi mi hanno puntualmente un po’ ingannato ed è capitato che magari la stessa gente che in qualche intervista avevo sostenuto personalmente poi è stata accusata di aver preso tangenti o di aver commesso reati ancor peggiori. Quindi mi sento assolutamente tradito da tutto questo mondo. L’ultima faccenda vergognosa è stata quella delle intercettazioni per la quale sono tutti d’accordo, sinistra e destra, e che invece dovrebbe farci indignare completamente perché noi cittadini non dobbiamo avere il telefono sotto controllo ma loro, per pura matematica - e ora ti spiego subito perché parlo di matematica – dovrebbero avere una webcam che ci mostri anche quando vanno al bagno. Parlo di matematica perché il potere corrompe, questo è un fatto indiscutibile; chiunque sia in una posizione di potere, per quanto onesto e virtuoso possa essere, finisce per essere inevitabilmente corrotto. Il potere ti corrompe, ha corrotto tutti nella storia e corrompe chiunque. Seconda cosa loro non sono i nostri padroni, noi siamo i padroni loro: noi italiani dobbiamo mettercelo in testa, noi gli paghiamo lo stipendio con le nostre tasse, noi lavoriamo per loro e quindi devono rispettarci in primo luogo per questo, non siamo noi che dobbiamo rispettare loro. Noi dobbiamo rispettare il loro lavoro, di certo non la loro divisa.

Prima di salutarci vorresti aggiungere qualcosa oppure rivolgere un saluto particolare ai lettori di SaltinAria.it?

Un saluto a tutti quelli che ci leggono, ci cliccano e continuano a spingere la musica da scazzo. Da J-Ax a tutti voi, ciao belli!

 

Videoclip ufficiale di I vecchietti fanno O

Videoclip ufficiale di Più Stile

 

Intervista di: Andrea Cova

Recensioni correlate: Cd Rap N’Roll

Grazie a: Maria Antonietta Mille, Ufficio Stampa SonyBMG

Sul web: www.j-ax.it - www.myspace.com/jaxofficialmyspace

 

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