Hierophant: "La 'Peste' del nostro nuovo album? E' l'umanità"

Scritto da  Sabato, 08 Novembre 2014 

Il prossimo 5 dicembre nella loro Ravenna gli Hierophant celebreranno la presentazione del nuovo album "Peste". Il secondo disco della band, che ha alle spalle numerose date in Italia e diversi tour in tutta Europa, con l'etichetta americana Bridge Nine Records e che uscirà ufficialmente il 25 novembre 2014. Ce lo presentano in anteprima in questa intervista.

 

Questo mese è in arrivo il vostro nuovo album “Peste”. Un titolo che mi fa subito pensare ad un bellissimo brano dei primi Litfiba. Solo una coincidenza o avete voluto ispirarvi a loro?
"Assolutamente solo una coincidenza. Hanno segnato quella che è la storia del ‘rock’ targato italia ma con tutto il dovuto rispetto, non sono e credo mai saranno fonte di nostra ispirazione".

Per Piero Pelù e compagni la peste era l’ipocrisia. Voi, a trent’anni di distanza, che peste ravvisate nella nostra società di oggi?
"L’umanità in prima persona per molti versi rappresenta la nostra visione di ‘Peste’ odierna. Viviamo in una società caotica, autodistruttiva, fieramente autoproclamata all’avanguardia ma sotto tanti aspetti tristemente in continua regressione, una società appestata".

Il 5 dicembre presenterete il disco nella vostra Ravenna. Come vi sentite a tornare finalmente a casa?
"Suonare ‘in casa’ è sempre molto piacevole. Abbiamo cercato per ogni nostro release party di improntare l’evento come una festa, come un punto di incontro tra bands che per un motivo o per l’altro hanno sempre orbitato attorno a noi e anche questo prossimo 5 dicembre sarà un rumorosissimo party più che un vero e proprio concerto".

Fin dall’inizio la vostra attività artistica è stata rivolta quasi essenzialmente all’estero. Qual è stato il motivo: non avete trovato sbocchi in Italia?
"L’Italia e la sua musica fantastica non danno molto spazio a sonorità più alternative/pesanti come può essere la nostra. La cultura underground, il rispetto reciproco e il supporto che facevano da padroni nel nostro paese ai tempi che furono purtroppo sono andati a farsi fottere".

Da allora avete girato in quasi tutta Europa e anche negli Stati Uniti. Dove avete trovato un’accoglienza migliore? Quale pubblico vi sembra più attento al vostro genere musicale?
"Qualunque pubblico al di fuori della nostra bella Italia".

Cosa ci dobbiamo aspettare da questo album e come è cambiata la vostra musica in questi anni?
"La nostra musica è diventata sempre più feroce di album in album. L’obiettivo è inferocirci ancora e ancora e ancora. Viva il metal".


Intervista di: Fabrizio Corgnati

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