Girless & The Orphan: pochi fronzoli e massimo risultato

Scritto da  Martedì, 17 Luglio 2012 

Il 21 luglio 2012 avrà luogo la prima edizione del festival di musica indipendente A Night Like This, di cui SaltinAria è partner. Nella bellissima cornice naturale di Chiaverano, alle porte di Ivrea e pochi chilometri da Torino, un evento musicale che coinvolgerà artisti più affermati affiancati a realtà indipendenti. Risponde alle nostre domande Tommy dei Girless & the Orphan: Girless è un ragazzo sensibile di 25 anni. The Orphan è un precario sensibile di 31. La musica di Girless & The Orphan vorrebbe dar voce a tutti i giovani e sensibili precari del mondo. Scrivono canzoni folk dal 2008, ma siccome poi finisce che le distorcono sempre, diventano canzoni un po’ punk. Quindi li delfineremo convenzionalmente dei punkautori.

 

 

 

Come è possibile unire il folk e il punk?

In realtà credo che sia più facile di quanto sembri, ci sono tanti artisti internazionali che l'hanno fatto. son due generi che hanno molte affinità, ed è proprio un fatto culturale. In italia non abbiamo molti esempi di questa unione, noi ci stiamo provando, è una cosa che ci è venuta abbastanza naturale.

Qual è la caratteristica vincente che rende particolare il vostro stile?

Credo che sia l'immediatezza, non siamo grandi tecnici né grandi compositori, siamo sinceri. Le canzoni vengono scritte in maniera istintiva e vengono suonate in maniera urgente. penso che si senta. Ricordo che quando avevo 14 anni le canzoni dovevano essere molto veloci. Un po' di questo mi è rimasto, anche se molte nostre canzoni sono mid-tempo. Direi che però l'impostazione è sempre quella: pochi fronzoli e massimo risultato, almeno per quello che ci riguarda.

A livello di testi, quali sono le vostre principali ispirazioni? Poiché noto in essi una profondità non solo letteraria, ma anche filosofica. Come se parlaste di un vissuto particolarmente sentito come spettatori.

I testi sono una mia prerogativa e l'ispirazione principale è Blake Schwarzenbach dei Jawbreaker e Jets to Brazil, che era capace di scrivere testi amari e incredibilmente profondi mantenendo un'attitudine punk ampiamente invidiabile. Certamente i testi sono sempre sinceri: parlano di esperienze personali, o di tematiche sociali: in entrambi in casi cerco di scriverli nella maniera più cruda e diretta possibile; è la mia visione del mondo, non mi ci vedo a fare il pedagogo.

Cosa avete di diverso dalle altre realtà musicali?

Dipende di quale livello di realtà musicali parliamo. Noi non andiamo su MTV, non paghiamo un ufficio stampa, non ci lamentiamo se ci fanno dormire in posti tremendi. Poi oh, va tutto limato: la scena cosiddetta "indie" in italia è talmente variegata che ti ci perdi facilmente. Troppi ne odio e troppi ne amo. Di sicuro ci son tanti amici che la pensano come noi e questo è un piacere e un onore.

Ci potrebbero essere dei progetti teatrali per la vostra musica?

Mmm, credo di no, non siamo né Capovilla, né i Green Day, né Andrew Lloyd Webber, per fortuna.

Parlare diretti, in realtà, cosa significa nella musica?

Significa essere sempre coerenti. E significa anche non dire tutto: non puoi dire qualsiasi cosa ti passi per la testa. Meglio dire molte meno cose, ma essere sicuro che non dirai mai niente che potrà contraddirle.

Cosa significa, per voi, essere parte della realtà “A Night Like This”? Come può, secondo voi, il festival aiutarvi nel diffondere la vostra musica?

Siamo molto contenti, ovviamente. Aver la possibilità di suonare in un festival con tante band e parecchio lontano da casa nostra penso che fosse il nostro sogno di quando avevamo 14 anni. Allo stesso tempo conosciamo gli organizzatori, e sappiamo quanto cuore abbiano messo in questo progetto. Con queste premesse per noi è un onore suonarvi. E si, sicuramente è un'ottima occasione per diffondere la nostra musica, il che è un aspetto da non sottovalutare mai.

Cos’ha di diverso questo festival dagli altri a cui avete partecipato?

E’ il primo in cui si possano acquistare i biglietti in prevendita. E siamo sicuri che sarà bello come tanti altri, e anche più bello di qualcuno di essi.

 

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Girless And The Orphan, Angela De Simone (Ufficio Stampa)

Sul web: www.anightlikethisfestival.com - www.girlessandtheorphan.tumblr.com - www.facebook.com/girlessandtheorphan - www.soundcloud.com/girlessorphan

 

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