Giovanni Caccamo e il sogno dell’amore eterno

Scritto da  Giovedì, 08 Febbraio 2018 

La Sicilia è iscritta nella musica e nel sogno delle canzoni di Giovanni Caccamo. Il ragazzo di Modica torna a Sanremo con “Eterno”, dopo aver partecipato al festival nel 2015 nella sezione Nuove Proposte con il brano “Ritornerò da te”, scritto da lui stesso, ed essere giunto al terzo posto al Festival di Sanremo 2016 nella categoria Big con il brano “Via da qui”, cantato insieme a Deborah Iurato.

 

Sta per uscire il terzo album. Ci racconti qualcosa?
“Il terzo album è una bella sfida e ho deciso un concept all’antica. Parlo d’amore come antidoto alla negatività della vita, forse perché sono follemente innamorato in questo momento e sono molto contento. Credo di aver trovato l’amore eterno.”

Qual è il segreto, se c’è, perché un amore sia eterno? Sempre che ci sia l’amore eterno.
“Crederci aiuta a trovarlo. Io forse sono stato fortunato perché sono stato circondato da belle esperienze, che mi hanno incoraggiato, come i miei nonni che quest’anno festeggiano sessant’anni di matrimonio d’amore. Il segreto è investire molto nelle relazioni mettendo da parte il nostro io in una società sempre più ego riferita per far posto al noi. Per questo ho scelto un piccolo omaggio per il mio nuovo album. I primi cinquemila che lo acquisteranno troveranno un sacchetto di semi di zinnia, pianta che simboleggia le relazioni eterne. Gli amori come le piante vanno coltivati, innaffiati e messi al riparo dalle intemperie.”

Qualche mese fa è nato un tuo libro, “Dialogo con mia madre”. Sei sulla stessa lunghezza d’onda a livello musicale?
“Quel libro è stato l’inizio di un percorso dedicato all’intimità degli affetti. Nello specifico tutto è cominciato da un lungo carteggio via email con mia mamma che ad un certo momento abbiamo deciso di raccogliere e pubblicare. Questa è la testimonianza che al di là dei ruoli ci sono le persone e spesso le più vicine non le conosciamo così bene.”

Il cambiamento di look fa parte del nuovo percorso?
“Se fai riferimento alla barba è nata per un caso perché per un periodo mi sono chiuso a scrivere e mi sono dimenticato di me stesso. A un certo punto la barba è cresciuta. Me la sono tenuta come un segno di buon auspicio.”

Ti definiresti più un cantastorie o un cantautore?
“La differenza è lieve ma nascendo le mie canzoni dalla musica alla quale si aggiunge poi il testo, sceglierei la definizione di cantautore. Vero è però che le storie che sento e scrivo diventano spesso canzoni.”

C’è un artista al quale ti senti di essere riconoscente?
“Franco Battiato, che è stato con me molto generoso e sono soddisfatto di aver duettato con lui in un mio album. Ho aperto tra l’altro i concerti di Franco Battiato nel 2013 e nel 2014. Anche Caterina Caselli è stata molto importante per me. Dal 10 aprile 2016 ho debuttato infatti come speaker radiofonico su Rai Radio 2 insieme a lei nel programma “Nessuno mi può giudicare - Testa a testa”, un viaggio negli ultimi cinquant'anni di musica italiana.”

Con chi duetterai?
“Duetterò con Arisa, un’amica oltre ad essere un’artista che stimo.”

La Sicilia torna nelle tue parole: ma ci torneresti?
“Ci torno pur non vivendoci. In effetti sentivo Modica e l’isola troppo lenta e quando sono arrivato a Milano mi sembrava per me e per la musica, ma poi l’ho riscoperta e sempre più si è radicata in me. Tra l’altro l’incontro con Battiato e quindi la mia vera occasione, l’ho avuto a pochi chilometri da casa. Così va la vita.”

Intervista di: Ilaria Guidantoni

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