Giovanni Allevi: all’Arena di Verona per un evento unico ed irripetibile

Scritto da  Carla Veccia Martedì, 14 Luglio 2009 

Giovanni AlleviAbbiamo incontrato Giovanni Allevi alla vigilia del concerto alla Villa Reale di Monza. Questo minitour sarà l’anticamera verso il vero evento della stagione: il 1° settembre 2009 il pianista marchigiano sarà protagonista sul palcoscenico internazionale dell’Arena di Verona, dove dirigerà la All Stars Orchestra.

Ho incontrato Giovanni Allevi alla vigilia del concerto che terrà nella prestigiosa cornice della Villa Reale di Monza, appuntamento che segna il suo ritorno sulla scena italiana dopo un lungo tour mondiale e che si colloca nell’ambito di una serie di esibizioni di piano solo caratterizzati dalla scelta di location suggestive quali Piazza del Plebiscito a Napoli, Piazza dei Cavalieri di Pisa e molte altre. Sempre disponibile, alla mano e molto sorridente esordisce dando una notizia in esclusiva: “Suonerò alla Carnegie Hall di New York il 9 ottobre 2009, ma forse questo non dovevo dirlo!”.

Questo minitour sarà l’anticamera verso il vero evento della stagione: il 1° settembre il pianista marchigiano sarà infatti protagonista sul palcoscenico internazionale dell’Arena di Verona, dove dirigerà la All Stars Orchestra (costituita dai virtuosi di importanti orchestre sinfoniche del mondo) e suonerà il suo amato Bosendorfer Imperial, in un appuntamento che già si preannuncia unico ed memorabile. “Si tratta di un evento unico, difficilmente ripetibile” - commenta Allevi - “abbiamo una notte sola per dare il massimo. Questo concerto è il risultato di un progetto visionario ovvero eseguire la mia musica con un orchestra sinfonica costituita di musicisti provenienti dalle più importanti filarmoniche del mondo. Dietro questo concerto c’è uno sforzo organizzativo colossale, ad esempio dieci voli intercontinentali che porteranno i musicisti a Verona. Il mio staff da mesi intesse relazioni diplomatiche con tutto il mondo addirittura con la Corona d’Inghilterra, tutto ciò è entusiasmante!”.

Prosegue poi sempre in merito all’evento nell’anfiteatro scaligero: ”Questo concerto ha un significato ben preciso: mi si permetta di essere megalomane, simpaticamente, come qualsiasi artista dovrebbe essere: considero questo concerto come la dimostrazione che la musica classica contemporanea italiana ha ancora qualcosa da dire al mondo e lo fa dal palco più internazionale d’Italia. Lo affermo senza volontà di potenza ma con un grande sorriso ed un grande entusiasmo, ringraziando il pubblico perché è stato l’elemento che ha reso possibile tutto ciò”.

In relazione poi alla scelta di una location così esclusiva, Allevi commenta: ”La mia fantasia e immaginazione non potevano arrivare a tanto, quando mi è stato chiesto ho avuto un tuffo al cuore!”. Si dice inoltre commosso che siano state indette delle selezioni a New York nella prestigiosa Juillard School per prendere parte alla sua orchestra.

Il 18 luglio Allevi sarà invece ospite della cerimonia d’apertura dei Mondiali Di Nuoto Roma ‘09 in diretta e in mondovisione dal Foro Italico dove proporrà tre sue composizioni: “Monolocale 7.30 A.M.”, “Come sei veramente” e “Prendimi”, al centro di una scenografia e una coreografia dove sono protagoniste la musica e la danza. Così ci racconta questa iniziativa: “Mi è stato chiesto di partecipare alla cerimonia dei Mondiali; gli organizzatori me l’hanno chiesto con infinito rispetto per la mia arte e hanno fatto in modo che io fossi totalmente a mio agio, mi hanno dato carta bianca. E’ un orgoglio per me. Sarà un momento di pianoforte solo, li ringrazio per la sensibilità non scontata né dovuta”.

Alla classica domanda sul panico e l’ansia che sono parte integrante del suo carattere ci confida: “Posso ritenermi uno dei più grandi esperti di ansia e di panico. Infatti tanti ragazzi mi scrivono per chiedermi cosa ne penso ed io continuo a dare mia versione positiva dell’ansia e del panico. Si tratta di forze ataviche di cui non siamo responsabili e che ci travolgono, ma è bene nella vita a volte farsi travolgere dalle cose. In particolare il panico non è l’incontro con un vuoto paralizzante ma è l’incontro con il Pan, con il tutto che ci sorprende e ci conduce ad un reset generale. Più sperimento la mia fragilità, più mi sento vicino al cuore dell’umanità. Do il meglio quando sono vulnerabile al mondo esterno. I miei fan sono continuamente preoccupati e sono meravigliosi perché si prodigano nel proteggermi e rassicurarmi”.

Nonostante i grandi riscontri di pubblico (ha da poco ricevuto durante i Wind Music Awards il premio per le 100 mila copie vendute del suo ultimo album “Evolution”) non si sente ancora arrivato ad un punto d’arrivo, ammesso che esista: “Tutto ancora deve accadere, non c’è mai un punto d’arrivo purtroppo e ho imparato a non dare troppo peso né alla storia passata né alle previsioni future. Mai fare il punto della situazione, mai inglobare noi stessi nelle definizioni che vengono dal passato o da ciò che vorremmo fare nel futuro, la musica mi ha insegnato a vivere l’attimo e la dimensione poetica del presente.”

Al grande successo di pubblico hanno fatto da contrappeso delle critiche pesanti, in particolare quelle del maestro Uto Ughi. Allevi commenta in questo modo: “Non mi sono state rivolte delle critiche mi sono arrivati addosso dei veri e propri macigni. Tuttavia a distanza di mesi mi sento di dire che è stato importante ricevere quelle critiche così violente perché hanno rappresentato una luminosa conferma di quello che sto facendo. Se il cambiamento nella musica classica da me prospettato non fosse stato così importante, certi personaggi non si sarebbero minimamente scomodati. Leggendo le cronache dell’epoca, le stesse critiche che sono state rivolte a me erano state rivolte a Mozart, Brahms, Puccini, Bernstein e Debussy, sono in ottima compagnia!”.

Prosegue poi (su nostra richiesta e curiosità) con il racconto dettagliato della mattina del 24 dicembre 2008: “Sono stato in paradiso fino alle 9.30 perché il concerto in Senato era andato benissimo, uno dei miei concerti più belli in assoluto. Tutti avevano percepito il carattere innovativo di quel concerto. Poi arrivano le prime critiche. Il Senato si riunisce per decidere cosa fare perché c’era rischio che una polemica musicale si trasformasse in polemica istituzionale. Dopo il panico iniziale sono rimasto in attesa e dopo aver notato che tutti avevano preso le difese del maestro Ughi, ho veramente sentito la casta. I mie fan erano sgomenti. Per chi aveva amato così tanto la mia musica vedere un giudizio così duro e impietoso mira la tua identità. Mi era stato suggerito di non rispondere per non ingigantire la polemica ma poiché i miei fan c’erano rimasti male ho elaborato la mia risposta, per dare chiave di lettura diversa: la crocifissione di Allevi avveniva proprio perché inevitabile. Proprio perché era importante ciò che stavo facendo, la crocifissione rappresentava una conferma, una consacrazione dura ma comunque una consacrazione. I critici pensavano che questo episodio avesse scalfito la mia popolarità ma il pubblico ha invece iniziato a seguirmi con un affetto moltiplicato per dieci. Davvero bellissima questa vicenda, ora posso dirlo!!!”.

Abbiamo poi chiesto ad Allevi che cosa intendesse per casta: “Casta di due tipi. Casta  della musica classica che ha grande difficoltà ad accettare che esista il nuovo. Sono diventato il simbolo del giovane alla riscossa. Tuttavia ciò che ha dato più fastidio è stata la destabilizzazione culturale: l’idea che il bello sia il complesso e l’incomprensibile è superato. La complessità come strumento di potere è un modo superato di pensare (cita Azzeccagarbugli e Adorno). Ritorniamo alla semplicità, che la musica classica torni ad essere pop, questo è un discorso di grande destabilizzazione culturale”.

Chiediamo poi di parlarci del concerto a New York, di cui ci ha dato anticipazione: “Sarà un concerto di pianoforte solo in una delle più importante sale da concerto al mondo. In questi anni mi sono sempre rivolto all’Oriente, Cina e Giappone, sono stato abbastanza negli Stati Uniti e stiamo a vedere che succede, anche se ho la sensazione che il centro del mondo stia diventando l’Oriente... e l’Italia!”

L’ultima domanda riguarda d’obbligo qualche anticipazione sul suo prossimo lavoro, in uscita con molta probabilità nel 2010: “La musica per me ha un significato ontologico, è un’entità che ha una realtà a se stante. L’ho definita una “strega capricciosa che ha monopolizzato la mia vita”. Non ho possibilità di scelta nei suoi confronti. Per anni ha suggerito nella mia testa il timbro del pianoforte solo, da quattro anni a questa parte si esprime con i timbri dell’orchestra sinfonica, ora ha ricominciato col timbro del pianoforte solo, quindi il prossimo lavoro sarà probabilmente di piano solo. Non mi entusiasma la contaminazione con altri generi, non fa parte della mia natura. Credo sia finita l’era della contaminazione e mi piace pensare che i generi musicali mantengano intatta la loro purezza e specificità e che si evolvano al loro interno. Sono convinto esista il genio musicale in qualsiasi genere, non solo nella musica classica”.

ALLEVILIVE - Piano Solo 2009 

10 luglio - Monza - Villa Reale

15 luglio - Mascalucia (CT) - Parco Anfiteatro Trinità Manenti

20 luglio - Napoli - Piazza del Plebiscito

25 luglio - Pisa - Piazza dei Cavalieri

26 luglio - Gavorrano (GR) - Teatro delle Rocce di Gavoranno

Concerti Sinfonici 2009 

29 luglio - Bari - Cittadella della Guardia di Finanza

con Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari diretta dal Maestro Colabianchi

1 settembre – Arena di Verona - Giovanni Allevi & All Stars Orchestra

Intervista di: Carla Veccia

Grazie a: Jessica Gaibotti - Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.giovanniallevi.com

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