L’Ensemble Symphony Orchestra sarà in tour con Sting, Mario Biondi, Francesco Renga, Morgan, Giovanardi. Un’estate ricca di impegni quella della Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Giacomo Loprieno, che affiancherà ancora una volta i grandi nomi della musica italiana ed internazionale sui palchi dei tour estivi. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Giacomo.
Come si concilia una ensemble sinfonica con la musica contemporanea?
Con molta facilità se si trascurano a priori il cerimoniale proprio della classica e il modo di suonare diventa più morbido e malleabile. Un esempio su tutti, nella classica si suona con attenzione e cura solo quello che è scritto, nel pop e nel jazz quello che è scritto è una traccia da seguire con le orecchie tese a ogni sfumatura che il live e la reazione del pubblico possono suggerire.
Come cambia il lavoro del direttore d'orchestra in questo passaggio di stato? Alla fine dell'esibizione spacca la bacchetta sul piedistallo?
Il direttore lavora molto prima, in allestimento e in studio, per dare ad ognuno dei componenti dell’ensemble i riferimenti musicali, poi, sul palco, deve trascinare nel ritmo e nel sound di ogni brano tutti gli altri. La bacchetta spesso non serve più…
Cosa rende l'Ensemble Symphony Orchestra così versatile?
La voglia di fare, prima di ogni progetto i musicisti corrono ad acquistare i cd dell’artista, studiano e correggono le parti, molti di loro che sono pluristrumentisti lavorano sulla struttura del brano. Insomma un lavoro di squadra che trascina tutti nel mondo e nella storia di un artista.
Che vantaggi porta la collaborazione la musica classica alla musica pop e viceversa?
Suoni e colori che si fondono sono un valore aggiunto in tutte le arti, ma nel nostro caso c’è di più, è uno scambio continuo di stili nel rispetto delle propria storia e formazione assomiglia a un esperimento creativo che spesso produce risultati mirabili.
Il mondo della musica classica è percepito come piuttosto chiuso; innanzitutto questa supposizione è corretta? Come mai in questi ultimi anni molte orchestre hanno, per così dire, aperto le porte al grande pubblico?
Non è così, sono alcuni generi musicali che necessitano di una preparazione specifica dell’ascoltatore per essere fruiti in pieno, diversamente dal pop che va dritto al cuore di tutti.
Spesso manca l’educazione all’ascolto e la bellezza della musica non viene colta, per questo ogni artista classico si impegni nel diffondere tra il grande pubblico la musica classica è benvenuto. Penso a Pavarotti prima e a Giovanni Allevi adesso.
Oltre a collaborare con illustri artisti italiani, concluderete il tour mondiale di Sting con due date a Roma e a Brescia. Com'è la preparazione a tale evento? Cosa ha portato Sting a scegliere proprio voi?
Preparazione e competenza, ma anche un bagaglio di esperienze acquisite di tutto rispetto.
Questi i tour in cui l’Ensemble Symphony Orchestra sarà impegnata nei mesi estivi: il “Mario Biondi Tour 2011”, il “Francesco Renga Tour 2011”, “Con- certo” di Morgan, “Mauro Ermanno Giovanardi tour2011” di Giovanardi e i concerti italiani di Sting che si terranno il 30 luglio a Roma al Parco della Musica e il 31 luglio a Brescia in Piazza della Loggia.
Intervista di: Giovanni Villani
Grazie a: Giacomo Loprieno, Valentina Corna e Ginevra Gulinelli - Ufficio Stampa Parole & Dintorni
Sul web: www.orchestramassacarrara.it







