Gabor Lesko: lasciare qualcosa al domani

Scritto da  Tiziana Tesio Domenica, 08 Aprile 2012 

Gabor Lesko intervistaE’ partito il “Lakewood Clinic Tour” di Gabor Lesko, che toccherà le principali scuole di musica italiane. Durante gli incontri il chitarrista italo-ungherese illustrerà alcune delle tecniche innovative contenute nel suo nuovo libro “Poesie Fingerstyle” e si esibirà con brani tratti dal suo ultimo disco “Share The World”.

 

 

 

 

Hai avuto interessanti esperienze e collaborazioni attraverso un intensa attività live: puoi spiegarci il segreto e l'importanza dell'attività live di successo come la tua?

Credo che il live sia la linfa vitale per ogni musicista!  Nella mia carriera ho suonato nelle situazioni più diverse: davanti a migliaia di persone, ad esempio come turnista con Radio Italia, ma anche davanti a 3 o 4 spettatori in un pub. Esperienze così diverse mi hanno insegnato ad essere sempre umile e a gioire sempre, anche quando riesco a trasmettere qualcosa mentre suono ad una sola persona. Ho sempre preparato ogni mio concerto con grande pignoleria ed attenzione alla scaletta e ho sempre cercato di offrire cose nuove ed emozionanti al mio pubblico. Penso sia per questo che ritornano sempre ai miei concerti, non suono mai gli stessi pezzi allo stesso modo, cerco sempre di dare nuova energia e nuovi stimoli, forse perché questo è anche il mio modo di vivere la vita ed i rapporti con gli altri.

Sei presente ai più prestigiosi Festival italiani specializzati: lo spazio dedicato in Italia a questi eventi lo ritieni sufficiente? E’ un settore dove si sente la crisi?

Negli ultimi anni la chitarra acustica sta tornando di moda; sono felice di trovare sempre maggior interesse intorno a questo strumento, credo sia importante creare cultura ed educare le persone a fruire la musica in tutti i suoi linguaggi. Viviamo nell'era di internet, dove tutto è dovuto e dove non c'è tempo per fermarsi, approfondire, andare un po' più a fondo. Penso quindi che sia importante continuare a coltivare Festival e manifestazioni che riportino le persone in piazza, ritornare a vivere l'arte fuori dallo schermo del computer, toccandoci con mano ed incrociando gli sguardi. La crisi c'è indubbiamente, ma non credo sia nel lavoro o nell'attenzione alla musica da parte delle persone, credo che sia maggiormente nel sistema, nell'etica e nella politica della nostra nazione.

Ti considerano un "caposcuola" in Italia per il tuo stile unico: sei d'accordo?

Non so se sono un caposcuola, ho solo avuto la fortuna di poter dedicare la mia vita alla chitarra e alla musica, viaggiando molto e conoscendo molti musicisti meravigliosi più bravi di me. Ho sempre cercato di fare tesoro dei loro buoni esempi e di mixare i diversi generi musicali in un mio stile personale. Vorrei dare il mio contributo e lasciare qualcosa al domani, continuando a dare un esempio d'amore e dedizione ai miei allievi di chitarra e a trasmettere buone Vibes alla gente che avrà voglia di fermarsi ed ascoltare durante i miei concerti.

Pensi che in Italia riguardo la"chitarra acustica" ci sia troppo "fai da te" e poco studio?

Certo, con l'avvento di internet è diventato molto più facile documentarsi e studiare da soli, credo che, usato bene internet sia una ricchezza,non bisogna però dimenticare il buon senso ed evitare di alienarsi. Spesso devo “lottare” con i miei allievi per far loro trascrivere ad orecchio un brano senza “rubare” lo spartito sul web, devo far capire loro che, a volte, avere troppa pappa pronta impigrisce e soprattutto non sviluppa le doti musicali di ognuno. Per quanto riguarda la didattica, faccio il tutor e l'insegnante per passione da quasi 20 anni ed in tutta franchezza credo che l'esperienza di un professionista possa accelerare del 50% il progresso nel tempo di uno studente di musica.

Il tuo nuovo album "Share the world " è stato presentato al "Blue Note" di Milano: ce ne parli brevemente? Presentandoti da vocalist sentivi la necessità di esprimerti anche con la voce?

Usare la voce in alcuni dei miei brani è stata un evoluzione spontanea. Spesso nei miei viaggi ero da solo con la chitarra, non avevo altri strumenti a disposizione per scrivere ed esprimermi quindi ho usato le mani per l'armonia sulla chitarra, i piedi per battere il ritmo e la voce per le linee melodiche (ride).

Il 24 marzo è partita un’importante iniziativa: "Lakewood clinic tour" che vede la tua presenza nelle migliori scuole italiane per presentare le tecniche innovative che illustri nel tuo libro "Poesie Fingerstyle”: la consideri didattica per divulgare la tua esperienza ai ragazzi?

Si. In tutti questi anni d'insegnamento ho sperimentato quanto possa essere fondamentale  lo stimolo che proviene da un bel pezzo di musica e la voglia che ci viene di suonarlo. Per questa ragione ho cercato di scrivere dei brani di facile esecuzione, ma al contempo pieni di emozione e stimolanti. Infatti contengono tecniche moderne, come ad esempio “percussive guitar”: una tecnica che consiste nel colpire la chitarra come un percussionista creando suoni “ritmici” mentre pizzichiamo le corde, o il “tapping” che consiste nel suonare con entrambe le mani sul manico della chitarra. Ho pensato a  brani veri ed eseguibili, perché no, anche in un concerto, quindi non esercizi, ma pezzi di musica da portare con noi e la nostra chitarra ovunque ci  troviamo. Inoltre, tantissimi mi avevano chiesto gli spartiti di alcuni brani di “Share the world”, perciò ho riarrangiato alcuni di essi e li ho inseriti nel libro in una forma più facile.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Si vorrei ringraziare e salutare tutte le persone che mi stanno sostenendo con tutto questo grande affetto e tutti coloro che in questi anni hanno creduto in me, senza di loro non sarei qui. Quindi grazie anche a Te Tiziana.

 

 

LAKEWOOD CLINIC TOUR

il 14 Aprile al Music Line di Genova; il 21 Aprile al circolo culturale Il Top di Torino; il 2 Maggio all’Accademia del suono di Milano; l’11 Maggio al Ciac Music School di Roma; dal 23 al 27 Maggio al Acoustic Guitar Meeting di Sarzana (SP).

 

 

Intervista di: Tiziana Tesio

Foto © Profilo Facebook Gabor Lesko

Grazie a: Gabor Lesko, Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.gaborlesko.com

 

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