Fulvio Spagnolo: io cerco suoni

Scritto da  Tiziana Tesio Mercoledì, 30 Maggio 2012 

E’ uscito il nuovo disco di inediti del cantautore leccese Fulvio Spagnolo, “Stritola” (Tomato/CNI), che contiene 8 brani inediti nei quali Fulvio Spagnolo canta storie di vita quotidiana attraverso un linguaggio metaforico.

 

 

 

 

 

Mi sembra di capire che la musica è dentro di te, nella tua mente e nel tuo cuore. Immagino che la vivi intensamente: mi racconti le tue emozioni nel crearla?

Inizialmente ero attratto dalle canzoni inglesi. Parlo di quando avevo 7 anni e forse per questo un po’ piccolo per apprezzare testi italiani. Mi regalarono una chitarra piccola adatta alla mia statura e iniziai a strimpellare le mie melodie. È passato tanto tempo da allora ma questa strana mania di suonare strumenti per delirare o raccontare storie mi è rimasta. Nelle mie canzoni è evidente che lo spirito compositivo sia decadente ma nel contempo a tratti sarcastico. Ogni mia canzone comunque la collaudo prima, nel senso che sono molto attento e meticoloso nella scelta dei suoni e prima di registrarla in studio la registro in tante maniere o, meglio, con arrangiamenti diversi. Credo che sia l’arrangiamento il vestito di una canzone. Anche un suono solo può emozionare: io cerco suoni.

Il tuo percorso personale ha portato alla realizzazione dell'album "Sono io lo storpio" dopo un cambiamento, il coraggio di vivere ed affrontare una situazione inaspettata e drammatica  sicuramente ha arricchito una personalità "vera" come la tua: vuoi trasmettere un messaggio per te importante a chi ti ascolta?

Si ho fatto un grave incidente nel 2007 a Bolzano. Dopo qualche mese di ospedale andai al mare e una ragazza ironicamente e affettuosamente tra un ombrellone e una sdraio mi disse "passa prima tu che sei storpio". Così ho scritto "Sono io lo storpio" anche se inizialmente non avevo alcuna intenzione di pubblicare un eventuale disco con quel titolo. Poi è uscito il disco ma lo dico e lo ripeto quel disco non è solo "Sono io lo storpio" anche se certamente è un disco intimo e particolarmente personale dedicato alle mie manie, ai miei deliri e alle mie debolezze. Il messaggio è comunque che non bisogna aver paura di se stessi perché solo così non si ha paura di niente.

Penso che sei nato "artista", segui l'istinto, la musica è la "tua verità", sono curiosa di sapere cosa pensi del marketing commerciale esasperato che c'è dietro un progetto discografico per farlo emergere… non pensi che il talento prima o poi deve essere riconosciuto ?

Credo che il marketing sia dietro ogni cosa, dietro ogni oggetto, dietro ogni gesto. Andare ripetutamente in radio fa di una canzone un oggetto di marketing, un triste oggetto di marketing. La canzone viene giudicata, consigliata, schifata, apprezzata, acquistata o non acquistata, in ogni caso è diventato marketing. Non disprezzo il fatto che il marketing faccia parte del gioco, non accetto quando il marketing prevale sull'arte. D'altronde nell'attuale società non possiamo aspettarci altro e la musica è un lavoro come un altro e ha bisogno di tanta pubblicità. Siamo inondati dalle immagini, dal business, è un'invasione alle nostre menti. Qualche giorno fa guardavo un auto scassata, avrà avuto 20 anni; ricordo che la stessa auto ce l'aveva il padre di un amico con cui giocavo da piccolo. Quando suo padre lo portava a casa mia ricordo che ero abbagliato dalla bellezza di quell'auto; adesso quell'auto ha delle forme che sanno di vecchio, di niente. Io quindi mi chiedo: cos’è cambiato? L'auto in fondo è sempre la stessa. Per quanto riguarda il talento poi credo che non sempre venga riconosciuto nell'arte; credo che dipenda molto da quanto ci si impone, poi se c'è talento si è più agevolati.

 

 

 

Intervista di: Tiziana Tesio

Grazie a: Fulvio Spagnolo, Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.fulviospagnolo.it

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