Francesco Renga, una voce in cerca di una quadratura – Sala stampa “Lucio Dalla” (Sanremo)

Scritto da  Venerdì, 08 Febbraio 2019 

Francesco Renga, cinquant’anni, fa un bilancio, si volta indietro con Aspetto che torni, tra la perdita dolorosa della madre anni fa (quando aveva più o meno la stessa età che il cantautore ha adesso) e la malattia dell’Alzheimer del padre, per poi guardare avanti dove c’è un nuovo amore, reale nella sua vita, e la serenità ritrovata che ha messo al riparo dalle tensioni i figli e la ribalta nella vita intima. La canzone sta tutta nella sua voce, il vero strumento che ha tra le mani e che negli anni ha valorizzato, cambiato, cercato di modulare su inclinazioni più moderne. L’idea di Sanremo non era nell’aria, con la nuova uscita in arrivo, ma Claudio Baglioni gli ha mandato un brano scritto da Tony Bungaro che il cantautore, nato ad Udine, ma da sempre a Brescia, sostenitore della qualità della vita di provincia, ha riscritto in una notte tenendo quasi solo il ritornello.

 

Che tipo di scelta quella per Sanremo?
“Solo un brano intimo e molto coinvolgente con grande urgenza si può affrontare Sanremo. Anche se ho cambiato quasi tutto, quella scrittura classica e adulta che cercavo l’ho trovato. La mia voglia era tornare alle origini del mio percorso artistico”.
In conferenza stampa sembra in forma, pieno di carica, che crede in Sanremo che per il cantautore significa fermare nella musica dei momenti importanti della propria vita. Nella canzone “c’è tutto quello è la mia vita adesso”, apre così Francesco Renga “e volevo mettere tutto in un brano, compreso il nuovo amore, nel momento in cui prende fuoco che è attesa, perché nell’attesa c’è la tensione che per me è la parte più importante di un sentimento”.

Da dove nasce il testo?
“La canzone nasce da un cortocircuito emotivo che aveva bisogno di trovare un punto di fuga nella musica”: Francesco Renga ha l’età che aveva sua madre quando se ne andò e i suoi figli hanno l’età che lui aveva allora e solo ora riesce a fare face, dopo trent’anni, con questo abbandono, soprattutto per fare pace con la rabbia portata dentro.
Ritrovarsi in gara con un amico, Nek, con il quale si è fatto un tour: cosa si prova? “E’ un amico, un compagno di goliardia incredibile e non dò giudizi sulla canzone ma penso che quello che sento nelle sue note è che rivedo tanto di quanto abbiamo fatto insieme”.
E nel linguaggio cosa sta cambiando? “Credo importante per chi fa il mio mestiere sia rimanere con i piedi ben piantati ma gli occhi ben aperti su quello che c’è intorno e quindi la mia attenzione è focalizzata sul linguaggio dei giovani, sulla loro freschezza, talvolta un’espressività in modo un po’ piatto e diretto che è un lavoro che sto assorbendo da tempo, pur mantenendo la mia sensibilità”.

Nuovi progetti?
“In vista un album nuovo e due appuntamenti live in programma a Verona e Taormina il 13 di giugno 2019, dove sono particolarmente contento di tornare perché è un luogo magico.”

Articolo di Ilaria Guidantoni


Francesco Renga, cinquant’anni, fa un bilancio, si volta indietro con Aspetto che torni, tra la perdita dolorosa della madre anni fa (quando aveva più o meno la stessa età che il cantautore ha adesso) e la malattia dell’Alzheimer del padre, per poi guardare avanti dove c’è un nuovo amore, reale nella sua vita, e la serenità ritrovata che ha messo al riparo dalle tensioni i figli e la ribalta nella vita intima. La canzone sta tutta nella sua voce, il vero strumento che ha tra le mani e che negli anni ha valorizzato, cambiato, cercato di modulare su inclinazioni più moderne. L’idea di Sanremo non era nell’aria, con la nuova uscita in arrivo, ma Claudio Baglioni gli ha mandato un brano scritto da Tony Bungaro che il cantautore, nato ad Udine, ma da sempre a Brescia, sostenitore della qualità della vita di provincia, ha riscritto in una notte tenendo quasi solo il ritornello.

Che tipo di scelta quella per Sanremo? “Solo un brano intimo e molto coinvolgente con grande urgenza si può affrontare Sanremo. Anche se ho cambiato quasi tutto, quella scrittura classica e adulta che cercavo l’ho trovato. La mia voglia era tornare alle origini del mio percorso artistico”.
In conferenza stampa sembra in forma, pieno di carica, che crede in Sanremo che per il cantautore significa fermare nella musica dei momenti importanti della propria vita. Nella canzone “c’è tutto quello è la mia vita adesso”, apre così Francesco Renga “e volevo mettere tutto in un brano, compreso il nuovo amore, nel momento in cui prende fuoco che è attesa, perché nell’attesa c’è la tensione che per me è la parte più importante di un sentimento”.

Da dove nasce il testo?
“La canzone nasce da un cortocircuito emotivo che aveva bisogno di trovare un punto di fuga nella musica”: Francesco Renga ha l’età che aveva sua madre quando se ne andò e i suoi figli hanno l’età che lui aveva allora e solo ora riesce a fare face, dopo trent’anni, con questo abbandono, soprattutto per fare pace con la rabbia portata dentro.
Ritrovarsi in gara con un amico, Nek, con il quale si è fatto un tour: cosa si prova? “E’ un amico, un compagno di goliardia incredibile e non dò giudizi sulla canzone ma penso che quello che sento nelle sue note è che rivedo tanto di quanto abbiamo fatto insieme”.
E nel linguaggio cosa sta cambiando? “Credo importante per chi fa il mio mestiere sia rimanere con i piedi ben piantati ma gli occhi ben aperti su quello che c’è intorno e quindi la mia attenzione è focalizzata sul linguaggio dei giovani, sulla loro freschezza, talvolta un’espressività in modo un po’ piatto e diretto che è un lavoro che sto assorbendo da tempo, pur mantenendo la mia sensibilità”.

Nuovi progetti?
“In vista un album nuovo e due appuntamenti live in programma a Verona e Taormina il 13 di giugno 2019, dove sono particolarmente contento di tornare perché è un luogo magico.”

Articolo di Ilaria Guidantoni

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