Francesco Gabbani vince Sanremo: il mio messaggio è una provocazione. L’Eurovision? Accetto!

Scritto da  Domenica, 12 Febbraio 2017 

La scimmia nuda balla e vince il Festival: Sanremo è stato conquistato, letteralmente, da Francesco Gabbani, l’ex nuova proposta di Amen dello scorso anno che, visto il successo, quest’anno è entrata a pieni voti nella rosa dei big in gara. Fino a vincere, a condividere il podio con un pezzo di storia della musica come Fiorella Mannoia e con un super favorito come Ermal Meta.

 

Toscano, classe 1982, una scimmia al seguito per esibirsi nella città dei fiori con la sua Occidentali’s Karma. L’abbiamo raggiunto subito dopo la vittoria (la finale è appena terminata, mancano pochi minuti alle 2 di notte ma la presenza di Gabbani è la cosa più richiesta, com’è logico, qui nella sala stampa), subito dopo essersi inginocchiato davanti alla Mannoia.

Francesco, un gesto molto carino da parte tua nei confronti di Fiorella.
Era doveroso inginocchiarmi, Fiorella è un pezzo di storia della musica italiana, per me era già un trionfo dividere il palco con artisti come lei, ne sono onorato.

Ti aspettavi la vittoria di Sanremo?
No, magari ci pensavo in un angolo del mio cuore, ma devo ancora realizzare, tocco il premio ma sono incredulo. È stato un anno emozionante, pieno di soddisfazioni!

E adesso che succede?
Voglio continuare a fare musica con semplicità e spontaneità, augurandomi che molte persone si affezionino a me.

Come da regolamento, hai la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Festival a Kiev. Accetti?
Sì! Ora devo solo imparare l’inglese…

Nel podio non ci sono canzoni che cantano d’amore.
Io sono per l’ottica del cambiamento, è una bella cosa, tuttavia se una canzone è bella e parla d’amore che problema c’è?

Di cosa parla il testo di Occidentali’s Karma?
La mia canzone è un mix di provocazioni che spero possa far riflettere su noi stessi e portare a un esame di coscienza. Critico me e tutti noi occidentali: ci avviciniamo alle filosofie orientali per cercare la pace interiore ma poi mettiamo tutto nella moda o nel consumismo, occidentalizziamo tutto e invece bisognerebbe aver rispetto per quelle culture.

La tua esibizione non ricorda un po’ Daniele Silvestri, quando partecipò con Salirò?
Ci ho pensato ma non ho temuto il confronto, è un altro tipo di citazione.

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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