Fabio Milella: gli artisti sono come dei missionari

Scritto da  Giovedì, 12 Luglio 2012 

Fabio MilellaSono passati 30 anni dal 1982, ma grazie a Fabio Milella quegli anni rivivono oggi più che mai! Il cantautore pugliese, infatti, ha rivisitato in chiave elettronica il brano “Che Fico”, che divenne popolare grazie a Pippo Franco e fu anche la sigla iniziale del 32esimo Festival di Sanremo. Fabio ci parla del nuovo disco “ElettrOttanta”.

 

 

“ElettrOttanta” è un disco diverso da “Chi fa da sé fa per tre”, ma neanche tanto. Lo spirito con cui hai affrontato il lavoro è, più o meno, lo stesso: derivato esclusivamente dalla voglia di divertirsi a fare musica e far divertire. Giusto?

Hai colpito perfettamente nel centro! Infatti la mia voglia di fare musica è sempre legata alla mia voglia di divertire e divertirmi. Il senso è quello di star bene e provare a far star bene gli altri. Gli artisti sono come dei missionari.

Sei passato dagli anni ‘60 agli ‘80: come mai hai scelto di fare questo salto di venti anni?

E' stata la voglia di sperimentare mondi nuovi e nuove epoche. Gli anni '80 sono stati anni molto snobbati negli ultimi anni. Gli artisti preferiscono tornare più indietro nel tempo e noi piaceva l'idea di esplorare un mondo poco inflazionato...

Cosa rappresenta per te il mondo dell’elettronica? Ma, soprattutto, come pensi sia cambiato dagli anni 80 a oggi? Intendiamoci: la matrice sonora è la stessa, ma forse oggi si hanno più possibilità di ‘ricerca’?

Esatto. La matrice è la stessa e noi non abbiamo voluto sconvolgerla. L'idea era quella di fare un disco divertente e allegro che riecheggiasse gli anni '80 senza far perdere loro la loro matrice elettronica e spensierata. L'uso del Moog Prodigy e dei Vocoder ci ha aiutato molto a riprendere quelle sonorità, il resto lo abbiamo creato con i suoni moderni.

Tra i tanti brani che compongono il tuo album come mai la prima scelta (come singolo intendo) è caduta su “Che fico”? E, di conseguenza, come hai scelto gli altri brani?

La scelta dei singolo è stata dettata dal fatto che “Che fico” è un pezzo allegro e autoironico. Io personalmente ho sempre cercato, nella mia vita, di non prendermi troppo sul serio e “Che fico” sposava perfettamente il mio pensiero. Pippo Franco poi è un grande! Per quanto riguarda gli altri brani la scelta è stata dettata dalla simpatia dei brani e dalla loro naturale predisposizione al nostro progetto.

Pensi che ci sia bisogno oggi di ricercare la spensieratezza del suono degli anni 80?

Credo che ci sia bisogno di ricercare, oltre che la spensieratezza dei suoni, anche quella del pensiero e dell'intenzione. Oggi viviamo in un clima molto teso e un po' di sana spensieratezza e frivolezza potrebbero solo giovarci.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio ringraziare di cuore tutto l'Elettr0ttanta Team, un gruppo di persone che sta portando avanti con me questo meraviglioso progetto che ci vede uniti dal cuore e dalla passione per la musica. Penso soprattutto al responsabile del progetto e mio amico fraterno Riccardo Vitanza e al mio produttore artistico Fausto Dasè, anche lui ormai un caro amico.

 

 

Intervista di: Simone Vairo

Grazie a: Fabio Milella e Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.fabiomilella.com - www.facebook.com/fabiomilella.official - www.youtube.com/fabiomilella

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