Gli ex-Otago: mettere insieme popoli, voci e generi musicali diversi - Sala stampa “Lucio Dalla”, Palafiori (Sanremo)

Scritto da  Mercoledì, 06 Febbraio 2019 

Ex-Otago, la band genovese di Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla, quasi maggiorenne con 17 anni di attività alle spalle, è in gara al Festival di Sanremo con “Solo una canzone”.

 

A febbraio a Torino, in occasione di Seeyousound 2019, sarà presentato Ex-Otago - Siamo come Genova”, il docu-film che racconta lo speciale rapporto tra la band e la città di Genova (in questa edizione ci sono anche i liguri The Zen Circus e Motta), da sempre presente e protagonista nelle loro canzoni, oggi più che mai dopo la tragedia della caduta del ponte Morandi. Una disavventura vissuta come un’in-credibile tragedia della quale non vogliamo parlare tanto, per cantare invece la Genova che vuole rinascere. Così il film, firmato da Paolo Santamaria, prodotto da I Wonder Productions, Garrincha Dischi e INRI in collaborazione con Musex, racconta la band come mai prima d’ora, attraverso immagini live, retroscena e testimonianze di vita quotidiana, dal successo di “Marassi” alla creazione di “Corochinato”.

Sul palco una sorta di ballata, definita così dal gruppo, con tanti influssi come una città di porto può insegnare, ricca di elementi diversi. Partecipare a Sanremo, al di là della gara, è cercare di scrivere - questo l’intento dichiarato - un classico, anche se la provenienza è dalla musica indie, che possano cantare tutti, come una ballata appunto.

Il disco “Corochinato”, indipendente, esce la serata del duetto con l’amico Jack Savoretti, il cantautore anglo-italiano di origini genovesi (che uscirà il 15 marzo con il suo nuovo disco “Singing To Strangers” e sarà in tour in tutta Europa con tre tappe anche in Italia ad aprile), con l’ambizione di diventare un ‘prodotto tipico’. L’idea è di aprire un rapporto dialettico con la scuola musicale genovese, in continuità e discontinuità rispetto alla tradizione, che secondo gli ex-Otago deve includere il cambiamento. Di Genova vogliono raccogliere lo spirito, con il rispetto per i maestri, guardando avanti e non mettendosi in scia.

“Sembra un paradosso - interviene uno dei componenti del gruppo - che cada un ponte nel momento in cui si erigono muri o forse è paradigmatico: i ponti servono e vanno ricostruiti nel modo giusto, mettendo insieme popoli, voci diverse e generi musicali diversi”.

Inevitabile chiedere perché ‘ex’ nel nome del gruppo: l’idea nasce dalla rifondazione del gruppo stesso che, dopo un breve periodo dedicato ad una musica che univa funky, rock nordico ed altre sfumature, si è reso conto che il mercato chiedeva altro.

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

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