Eva: ogni stagione ha i suoi colori

Scritto da  Mirko Ledda Sabato, 23 Giugno 2012 

E’ uscito “DuraMadre”, il primo disco solista di Eva, voce indimenticabile dei Prozac+ e storica componente dei Rezophonic. Educata a punk e musica classica, Eva si presenta sulla scena come una voce fuori dal coro nel panorama musicale italiano.

 

 

 

Da voce simbolo dell'ultima generazione punk a cantautrice sempre più sofisticata - senza mai lasciare quel gusto alternativo e di denuncia che spesso ti ha contraddistinto. Chi è la vera Eva? In quali panni ti trovi più a tuo agio?

Ogni stagione ha i suoi colori… Sarebbe strano pensare ad un’estate senza sole, e ancor più illogico sarebbe aspettarsi che un’artista sia immune da cambiamenti ed evoluzioni. Questo preambolo per dire che mi sento di essere stata vera in ogni momento, ma oggi sono diversa da quello che ero ieri e che sarò domani. Naturalmente nei Prozac+ il mio ruolo era sopratutto quello di un interprete, mentre “DuraMadre” è un album che ho interamente composto io musica e liriche (“Chainless esclusa”, autori Zanotti/Innocenti), pertanto ho potuto lavorare senza compromessi, esprimendo liberamente la mia creatività.

DuraMadre non è propriamente un disco d'esordio visto che cammini con le tue gambe già da tempo, ricoprendo tra l'altro vari ruoli all'interno dell'ambiente musicale. A distanza di quasi vent'anni dalla tua prima comparsa sulle scene, come pensi si sia evoluto il panorama italiano? C'è ancora spazio per una donna talentuosa e qualificata, o le logiche di mercato hanno tarpato le ali all'arte?

Rispetto agli anni ‘90 l’ambiente musicale ed il panorama in genere si è modificato moltissimo, sono sopratutto le logiche di mercato ad aver generato il cambiamento. Non mi interessa discutere sul come siamo giunti alla situazione attuale, ma certo oggi non ritrovo quel fermento che si annusava nell’aria, ma piuttosto una situazione stagnante e non meritocratica nei piani alti. La situazione è diversa nell’ambiente indipendente ma non regge comunque il confronto… Mi spiace. Capiamoci, credo che di artisti bravi ne esistano sempre, oggi però è più difficile individuarli, le proposte sono innumerevoli e spesso non sono passate attraverso quel filtro naturale che era il palco, così succede che realtà significative anneghino nel mare di proposte, che la rete e le infinite opportunità di comunicazione odierne, non smettono di lasciar defluire. Oggi si richiede maggior spirito critico e spesso il pubblico non ne ha il tempo e la preparazione, ma soprattutto…ahimè… la voglia.

L'album contiene influenze molteplici, si va da canzoni più ritmate in pieno stile Prozac+ fino a ballate cantautorali che non fanno economia di archi e poesia. A chi devi questo tuo particolare gusto? Dove trovi l'ispirazione? C'è qualcuno che devi ringraziare particolarmente per la tua eterogeneità?

Pieno stile Prozac+, non direi… Piuttosto alcuni brani (“Il giocatore”, “Temporale”) strizzano l’occhio all’hardcore melodico. Ad ogni modo, in riferimento all’eterogenia del album, credo che io debba ringraziare il mio spirito curioso, ho un background che non discrimina troppo tra i generi, così le diverse influenze si mescolano liberamente. Ma importantissimo nella fase di arrangiamento è stato Max Zanotti (produttore dell’album) la sua sensibilità musicale molto affine alla mia, la condivisione di un background simile, ha reso duramadre un lavoro compatto ma eterogeneo in un tempo.

(c) Annalisa FioriVivi di musica e per la musica, e sei stata anche giudice in diversi contest nazionali. Che consiglio daresti a chi vuole emergere in questo settore?

Di dedicarsi a questa carriera solo se spinti da vera passione, non perché blanditi da fantasie di gloria e fama. E’ un lavoro che mette a dura prova lo spirito, l’opinione che si conserva di se stessi è facilmente a rischio se non si ha fortuna.

Com'è il rapporto con il tuo pubblico? Sei un'artista eterea o ti piace avere uno stretto rapporto coi fan?"

Non saprei bene come rispondere… I miei rapporti con le persone che mi apprezzano artisticamente sono normali, non sono troppo “star”… Di solito trovo il tempo per rispondere a chi mi scrive (anche se alle volte in ritardo, ma lo faccio) e di parlare con chi incontro, lo trovo interessante e parte del mio essere artista.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Approfitto per ringraziarvi e invitare voi e chi ci legge ai prossimi eventi per i quali vi segnalo l’indirizzo del mio sito e vi sprono a visitarlo!

 

 

Intervista di: Mirko Ledda

Grazie a: Eva, Valentina Marturano Ufficio Stampa Parole & Dintorni

Sul web: www.evamusic.it - www.facebook.com/EvaZeroMusic

 

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