Enrico Ruggeri: Sanremo? Lo vorrei con la musica indie. Le nuove proposte? Non le invidio affatto

Scritto da  Giovedì, 11 Febbraio 2016 

“David Bowie e Lou Reed sono i più importanti per me e i più creativi in assoluto”. Parola di Enrico Ruggeri, che al Festival di Sanremo è un po’ come a casa. Mistero, verrebbe da dire, ma neanche tanto. L’ex Decibel è uno dei cantautori più sofisticati della musica italiana e lo dimostra anche quest’anno, sul palco dell’Ariston, con la canzone che porta in gara: "Il primo amore non si scorda mai". Lo abbiamo incontrato a poche ore dalla serata dedicata alle cover.

 

"Il primo amore non si scorda mai" è una canzone molto ‘sensoriale’, legata a dei ricordi, o, comunque, ai cinque sensi in generale. Mi sbaglio?
No, è proprio così. La canzone parla di tutte le prime volte e di tutti i sensi. Io stesso ho degli odori e dei profumi di persone o di luoghi che fanno parte del mio immaginario, del mio bagaglio, dei mie ricordi. E che non si scordano mai.

Lo presenteresti mai un Festival? E com’è il tuo Festival ideale?
Carlo Conti, che parte proprio dalla radio, anni fa, secondo me è il conduttore perfetto e per un buon Festival ci vuole davvero un mosaico: bisogna prendere un po’ da tutte le aree musicali. Io non potrei scegliere i venti brani che mi piacciono di più. Nel mio Sanremo prenderei meno artisti, per concentrarmi meglio sulla musica. Andrei da Gianni Morandi per chiedergli se ha voglia di tornare in gara. Avrei un occhio di riguardo per la musica indie, chiamerei Perturbazione e Zibba.

Posso chiederti un’opinione sui giovani in gara quest’anno?
Tra i giovani, Ermal Meta e Gabbani sono davvero molto forti e hanno progetti molto interessanti. Non li invidio affatto: al mio tempo, le case discografiche ti davano anni per emergere e i successi che durano trent'anni non sono partiti in un minuto. Oggi, le nuove proposte non hanno il tempo a disposizione che avevamo noi e quindi sono costretti a piacere al primo singolo.

La tua canzone sembra una delle favorite. Salirai sul podio?
Onestamente, mi sembra improbabile che con questo sistema di voto io vinca Sanremo: il televoto è più a favore dei ragazzi che con il voto da casa hanno cominciato una carriera.

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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