Elio e le Storie Tese, poco prima di salire sul palco del Festival di Sanremo. Il nostro obiettivo? L’eliminazione

Scritto da  Giovedì, 11 Febbraio 2016 

Si sono fatti conoscere nella terra dei fiori con "La terra dei cachi" e ora, dopo tanti anni, ritornano con un brano - manifesto: "Vincere l’odio". Si tratta di Elio e non tutte le Storie tese. Non tutte perché alla formazione di Sanremo 2016 manca Rocco Tanica. “Ha preferito fare l’inviato per Conti dalla sala stampa” - scherza Elio, anche se Rocco, per questo Festival di Sanremo, l’inviato lo fa davvero. A poche ore dalla loro esibizione sul palco dell’Ariston, abbiamo chiesto a Elio e compagni qualche anticipazione e qualche curiosità sulla loro partecipazione alla kermesse canora.

 

Elio, di nuovo a Sanremo, una manifestazione che da sempre vi regala il secondo posto. "Vincere l’odio" è il brano della vittoria?
Per niente! Da sempre diciamo che non vogliamo mai arrivare primi e che non vogliamo nemmeno salire sul podio. C’è un percorso più interessante per un artista ed è quello che vogliamo intraprendere qui a Sanremo 2016: noi speriamo di essere eliminati, per poi essere ripescati. Sarebbe bello, no? Invito il pubblico a farlo: eliminateci. Poi ripescateci, però!

Di sicuro una strategia curiosa. Così come curiosa è la cover che avete deciso di portare sul palco dell’Ariston.
Si tratta di una versione italiana della Quinta di Beethoven tratta dalla colonna sonora de "La febbre del sabato sera". In altre parole, una versione del tutto originale della Quinta di Beethoven ma non chiedermi come l’abbiamo arrangiata o quali parole metteremo, è una sorpresa.

Parliamo allora di "Vincere l’odio", il vostro brano in gara. Cosa significa? E per cosa volete essere ricordati?
Il titolo rappresenta il manifesto di un pensiero di tutta la nostra carriera: abbasso l’odio, viva l’amore. L’odio è brutto, l’amore è bello. Invece, vorremmo essere ricordati dal pubblico per una cosa ben precisa: il femminiello napoletano di cui parla il nostro testo: “Femminiello che vivi a Napoli/ Coi problemi presenti a Napoli…“

Siete sempre stati irriverenti nei testi e, a Sanremo, anche nel look. Qualche anticipazione proprio sul vostro look di quest’anno?
Look significa “guardare“, giusto? Allora, il nostro sarà un look, che significa guardare, provocatorio. Nel senso che provocherà un sentimento. Interessante, ma non bello. Anche se per noi bello lo è!

 

Intervista di: Andrea Dispenza

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