El Topo: nessun autolesionismo commerciale

Scritto da  Lunedì, 27 Ottobre 2008 

El Topo sono un collettivo romano. I quattro musicisti, aiutati anche da incursioni esterne, miscelano con estrema precisione e bravura jazz, rock, funk, etnico ed elettronica. “Pigiama Psicoattivo” è il loro nuovo disco. Risponde Adriano Lanzi, chitarrista.

 

 

 

 

 

Chi sono gli “El Topo”? Parlaci un po’ di voi, delle vostre esperienze, attuali e precedenti.

El Topo come gruppo in realtà è nato a partire dal duo costituito da Omar Sodano e da me. Prima di fondare El Topo, come Lanzi & Sodano avevamo già fatto concerti, curato  soundtrack per documentari e corti, pubblicato brani sparsi su compilazioni, remixato i Faust e pubblicato un intero album uscito per l’etichetta del loro tastierista (la Klangbad) e molto altro che non ti sto a riassumere qui. Con Omar fra l’altro ci conosciamo da prima di iniziare a collaborare, diciamo che proveniamo entrambi dall’underground romano, e abbiamo avuto le nostre esperienze individuali, in studio e dal vivo, formative sia per la parte artistica che per quella professionale. A un certo punto il duo non bastava più, per mille motivi, ma soprattutto per rendere adeguatamente dal vivo la complessità di alcune composizioni che avevamo, quasi “orchestrali”. Abbiamo cercato vari possibili collaboratori, e con Andrea Biondi (vibrafono e batteria) e Francesco Mendolia (batteria) si è venuto a creare non solo un equilibrio particolare in termini di suono, ma il giusto feedback dal punto di vista umano. A quel punto il quartetto era un gruppo a tutti gli effetti. Andrea frequenta allo stesso modo il mondo del jazz e quello classico-contemporaneo (suona con l’ensemble di percussionisti Ars Ludi, con Luigi Cinque, con Ennio Morricone & Roma Sinfonietta) e al momento cova un suo progetto-tributo a Piero Umiliani, quindi I Soliti Ignoti e compagnia. Francesco è un batterista che non si nega al jazz, al funk, all’elettronica (collabora con il compositore Mino Freda che ha curato la colonna sonora dell’ultimo Monicelli) ma anche al pop, e a tutto quello che sta da qualche parte in mezzo a queste coordinate. Come El Topo abbiamo dato concerti mentre il disco era ancora “in gestazione” , e qualcuno dopo la release: stiamo organizzando le uscite dal vivo per l’autunno.

Cosa vi ha spinto a realizzare un Cd solo strumentale?

L’abitudine forse… Anche il disco in duo era interamente strumentale. Potresti parlare di autolesionismo commerciale… La verità è che scrivere canzoni è un mestiere del tutto diverso dal comporre musica strumentale, completamente diverso. Quindi per aprirci alla canzone, che beninteso non è una cosa che escludiamo a priori, sia che si tratti di una reinterpretazione che di materiale nuovo, dovremmo affidarci a una collaborazione esterna, e li nasce il problema di trovare l’interprete giusto, il coautore giusto (se serve), la lingua giusta, il testo giusto, la PERSONA giusta. Possiamo andare INCONTRO alla forma-canzone, ma non è neanche facile con la nostra musica. In un certo ambito abbiamo sentito molte forzature, linee vocali appiccicate sopra qualcosa di estraneo. Se non si riesce a fare qualcosa che suoni organico, ci interessa poco.

Come nascono le vostre musiche, in base a quale criterio date un titolo ai vostri brani?

I pezzi di questo disco sono ancora tutti firmati Lanzi & Sodano, perché come ti ho spiegato preesistevano al gruppo, anzi lo hanno in qualche modo aiutato a nascere. Tutti i pezzi, di chiunque, nascono sempre quando ci si mette al proprio strumento e si cerca di cavarne qualcosa di coerente, ed El Topo non fa eccezione. Poi chiaramente c’è un lavoro di arrangiamento, di cesello, di improvvisazione e variazione spontanea attorno ai temi proposti, e in questo il contributo creativo di tutti i membri è importante allo stesso modo, anche di chi nominalmente non “compone”, anzi spero che aumenti con eventuali prossime uscite. Per i titoli direi … non darti pensiero…

In che modo spiegheresti, a chi non vi conosce, che tipo di musica eseguite?

Suonandola! Quando una musica è disinvolta rispetto a presunte barriere stilistiche ogni parola può fare confusione invece che chiarezza. Posso anche dirti jazz-rock, psichedelia, improvvisazione, elettronica dal vivo, krautrock, jamrock, indierock (eviterei senz’altro, con fermezza, postrock, semplicemente perché non penso che esista) e non se ne esce… Venite sul nostro myspace (www.myspace.com/eltopogroup), cercate il disco tramite Audioglobe o tramite l’etichetta (www.myspace.com/offlabel, www.stilll.org), venite ai nostri concerti, decidete con le vostre orecchie.

Le vostre musiche sono perfette colonne sonore, infatti, nella versione live, ho saputo, che siete coadiuvati da immagini… spiegaci…

L’apporto di Neumax (Simone Palma, Alessandro Quintino, Mirko Bruner, Emanuela Scarpa) il collettivo di videoartisti che cura le proiezioni ai nostri concerti, ha un ruolo sempre importante. Un po’ perché El Topo produce, come hai osservato tu stesso, spontaneamente musica che si sposa bene con l’immagine in movimento, e un po’ perché trattandosi di musica strumentale la comunicazione verbale con il pubblico è ridotta al minimo, quindi è ottimo che ci sia un elemento di spettacolo in più, e qualcosa che amplifichi la dimensione di “viaggio mentale” della nostra proposta. Dialogare con le immagini dal vivo è poi una bellissima sfida in sé.

La vostra etichetta è belga; quali circostanze vi hanno portato ad uscire con la “Off”, piuttosto che con una etichetta italiana?

La tempistica soprattutto. La crisi della piccola e grande discografia è generalizzata, ma in Italia sembra particolarmente difficile trovare chi supporti progetti non consueti. Questa mia ultima affermazione in realtà è profondamente ingiusta, ce ne sono di etichette coraggiose, e a dire il vero abbiamo anche avuto attestazione di interesse da parte di alcune label nazionali che stimiamo, ma i tempi di uscita sarebbero stati biblici. Allora abbiamo pensato che una  label estera (la Off è una sussidiaria della Stilll. con tre “elle”) con una piccola distribuzione internazionale e un appoggio sul nostro territorio (li tratta Audioglobe) andava più che bene.

Progetti per il futuro?

1) Mi lasci il suo numero… la richiamiamo noi… 2) Il futuro è pieno di gente che dice ok e senza saperlo si ammazza da sé (Enzo Jannacci, 1986) 3) Concerti, il più possibile.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Shakespeare è sopravvalutato. Parecchio.

 

 

EL TOPO sono:

Adriano Lanzi: chitarra

Omar Sodano: basso

Andrea Biondi: percussioni

Francesco Mendolia: batteria

 

 

Video ERRORE MECCANICO (Fonte: YouTube)

 

Articolo di: Alberto Naldini

Recensioni correlate: Cd Pigiama Psicoattivo

Grazie a: El Topo, Kick Promotion Agency

Sul web: MySpace El Topo

 

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